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Positivi al Covid che vanno in giro liberamente, Stasi: «Un crimine che rischia di uccidere le persone»

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CORIGLIANO-ROSSANO - Ciò che sembrava essere una banale, quanto inverosimile, leggenda metropolitana si è rivelata una vergognosa verità. Positivi e contagiati dal Covid-19 a spasso per Corigliano-Rossano, in barba al danno che potrebbero comportare (o hanno già comportato) alla comunità e alle categorie più fragili.

La notizia, che rimbalzava in maniera ufficiosa tra i cittadini della terza città della Calabria, è stata confermata nelle scorse ore dal Sindaco ionico Flavio Stasi: «In città stiamo registrando episodi inquietanti di cittadini che, purtroppo, irresponsabilmente e in maniera criminale sono positivi e stanno in giro».

Parole dure, rilasciate ad una televisione del territorio, in cui lo stesso Stasi ha voluto bollare l’intera vicenda come «un crimine che rischia di uccidere le persone». Insomma, un anatema in piena regola nei confronti di una minoranza di screanzati.

A questi soggetti è bene ricordare che a conoscenti, amici, parenti e vicini stanno morendo madri e padri, nonni e nonne, con una cicatrice che resterà indelebile nella storia di Corigliano-Rossano. Un atteggiamento doppiamente irriguardoso visto che solo nella giornata di ieri in città sono stati registrati 39 contagi (262 nella provincia di Cosenza).

Josef Platarota
Autore: Josef Platarota

Nasce nel 1988 a Cariati. Metà calovetese e metà rossanese, consegue la laurea in Storia e Scienze Storiche all’Università della Calabria. Entra nel mondo del giornalismo nel 2010 seguendo la Rossanese e ha un sogno: scrivere della sua promozione in Serie C. Malgrado tutto, ci crede ancora. Ha scritto per Calabria Ora, Il Garantista, Cronache delle Calabrie, Inter-News, Il Gazzettino della Calabria e Il Meridione si è occupato anche di Cronaca e Attualità. Insegna Lettere negli istituti della provincia di Cosenza. Le sue passioni sono la lettura, la storia, la filosofia, il calcio, gli animali e l’Inter. Ha tre idoli: Sankara, Riquelme e Michael Jordan.