Don Vittorio Salvati, 25 anni di sacerdozio: a Fabrizio l’omaggio di Vincenzo Sapia
Dopo la celebrazione nella chiesa di San Nicola, il rappresentante dell’Ordine Bizantino del Santo Sepolcro ha consegnato al parroco un’icona di Gesù Buon Pastore
CORIGLIANO-ROSSANO - Venticinque anni trascorsi accanto alle comunità, con un’attenzione particolare per le persone fragili e per chi vive situazioni di difficoltà. La ricorrenza dell’ordinazione sacerdotale di don Vittorio Salvati è diventata a Fabrizio Grande un momento di riconoscenza e partecipazione.
Il sacerdote è parroco della chiesa di San Nicola, come riportato anche nell’annuario dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, e svolge il proprio ministero nell’Unità pastorale che comprende Thurio, Fabrizio e Apollinara.
Al termine della celebrazione eucaristica, Vincenzo Sapia ha consegnato al parroco un quadro-icona raffigurante Gesù Buon Pastore, quale segno di stima per il cammino sacerdotale compiuto e per il servizio prestato nelle diverse comunità.
Sapia ha partecipato alla cerimonia in rappresentanza dell’Ordo Byzantinus Sancti Sepulchri, organizzazione che dichiara finalità umanitarie, filantropiche, culturali ed ecumeniche. Di recente gli è stato conferito dall’Ordine il titolo di Grand’Ufficiale di Grazia Magistrale, dopo quelli di Cavaliere e Commendatore. L’incarico e le insegne utilizzate durante la visita fanno riferimento al protocollo interno dell’OBSS.
Ad accompagnarlo erano la figlia Denise Sapia, laureanda in Lingue in un ateneo romano, e il fratello Raffaele Sapia, vicepresidente dell’associazione di volontariato “Beato Pio” e legato a don Vittorio da una lunga amicizia.
Nel corso dei suoi venticinque anni di ministero, don Vittorio ha operato in diverse parrocchie della diocesi, costruendo un rapporto di vicinanza con fedeli e famiglie. Una presenza pastorale riconosciuta soprattutto per l’ascolto e per l’attenzione riservata agli ultimi.
L’icona consegnata a Fabrizio assume così un significato che va oltre il gesto formale. Richiama l’immagine del pastore chiamato a custodire la comunità, condividendone speranze, fragilità e bisogni.
A don Vittorio sono stati rivolti gli auguri per la prosecuzione del suo ministero. Perché venticinque anni di sacerdozio non rappresentano soltanto una ricorrenza da celebrare, ma una storia scritta ogni giorno dentro la vita delle persone incontrate.