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«I borghi non si salvano con la nostalgia»: da Caloveto la sfida di Stasi per l’entroterra

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CALOVETO – Se si vogliono salvare le aree interne, i centri storici, le attività, i servizi e l’entroterra, non bisogna far finta di vivere su un altro pianeta. E sicuramente i borghi non si salvano dallo spopolamento con il lamento di quanti si indignano quando chiude una bottega e poi sono i primi che trovi nei supermercati dello Scalo a riempire il carrello con i prodotti della grande distribuzione organizzata. Servono infrastrutture, visione, rigenerazione, reti di servizi e politiche di medio-lungo periodo. Perché lo spopolamento non si arresta con slogan o nostalgie, ma con strumenti nuovi e scelte capaci di tenere insieme mobilità, casa, welfare, economia, turismo e qualità della vita.

È questo uno dei messaggi più forti lanciati dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, emersi nel corso del talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, promosso e condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto nell’ambito della terza edizione della Festa Regionale dell’Entroterra, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Umberto Mazza dentro il cartellone dell’Estate Calovetese 2026 – Un’estate di tradizioni, musica, sapori ed emozioni. Protagonista del confronto è stato il Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, intervenuto in Piazza dei Caduti davanti ad una comunità attenta e partecipe.

Nel corso della serata sono stati trasmessi anche diversi contributi video a supporto del confronto. Tra questi, il corto sui Marcatori Identitari Distintivi - Dove tutto è cominciato #2. Proprio il sindaco Stasi, ha auspicato l’inclusione, nei prossimi lavori, anche di Palatino, tra i tanti MID che può vantare Corigliano-Rossano. Spazio anche al reel del primo cittadino di Corigliano-Rossano sulle installazioni dei Dinosauri a Sant’Angelo, definito da Montesanto uno degli spot più efficaci e brillanti nella comunicazione politico-istituzionale di sindaci e comuni, oltre che un’iniziativa di qualità perché pensata per famiglie e bambini.

Ad aprire il confronto è stato il sindaco Mazza che, nel ringraziare il collega Stasi per la presenza in un piccolo borgo dell’entroterra, ha rilanciato plasticamente la formula della Calabria come montagna in mezzo al mare. Un’immagine che racconta bene la funzione di Caloveto, della Sila Greca e dell’intero sistema territoriale che dalla costa risale verso i borghi. Corigliano-Rossano ha oltre trenta chilometri di costa, ma anche circa ottomila ettari di bosco, di cui quattromila demaniali; Caloveto è un borgo interno, ma entrambi appartengono alla stessa geografia, alla stessa storia e ad una rete turistica che deve saper tenere insieme mare, montagna, paesi interni, agricoltura, paesaggio e cultura. Per Mazza, ogni programmazione turistica che non metta al centro l’entroterra rischia di restare incompleta e, quindi, di non produrre vero valore.

La costa non può prescindere dalla montagna, così come il mare non può essere davvero tutelato se non si governa ciò che accade prima, nei paesi interni, nelle fiumare, nei versanti, nei reticoli idrici e nelle comunità che vivono alle spalle del litorale. È questa la lettura rilanciata da Mazza: le coste si proteggono e si valorizzano principalmente valorizzando l’entroterra, controllando le acque, prevenendo e debellando le fonti di inquinamento che arrivano al mare, custodendo paesaggi, sorgenti, agricoltura e centri storici. Nei piccoli borghi abitano storia, tradizione, cultura e bellezza; sono luoghi che vanno migliorati anno dopo anno perché rappresentano il tratto più autentico di una Calabria che guarda il mare dalla montagna e non soltanto la montagna dalla costa.

Il talk ha raccolto il filo narrativo di Mare Dentro, il progetto dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, guidato dal direttore generale Raffaele Greco, che a bordo di MAVISU, barca confiscata ai trafficanti di migranti e affidata all’EPMR dalla Prefettura di Catanzaro, sta raccontando la Calabria dal mare. Montesanto ha trasferito quella visione nel cuore dell’entroterra: se il mare è il punto d’arrivo, allora bisogna risalire verso fiumare, borghi, sorgenti, paesaggi agricoli e comunità. La Calabria – è stato il filo rosso del confronto – è una penisola di montanari in mezzo ai mari: per comprenderla davvero, bisogna partire anche dall’entroterra.

Il Sindaco di Corigliano-Rossano ha evidenziato come le comunità del comprensorio siano profondamente legate, anche quando questi legami vengono ignorati da letture miopi. Negli ultimi anni – ha ricordato – si sta costruendo una classe dirigente locale capace di condividere percorsi istituzionali e territoriali: dall’Unione dei Comuni alla rete turistica, fino ad un lavoro quotidiano di collaborazione che va anche oltre le appartenenze politiche. In questa prospettiva, Caloveto non è periferia della costa, ma parte dello stesso sistema territoriale che deve imparare a programmare insieme.

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Stasi ha riguardato il rapporto tra popolazione, superfici e sostenibilità dei servizi. Nei comuni più popolosi i cittadini sono anche risorse, contribuenti, utenti e portatori di domanda pubblica; nei territori vasti e meno abitati, invece, il peso della superficie da governare diventa inversamente proporzionale alla capacità fiscale e amministrativa. È qui che il tema delle aree interne smette di essere retorica e diventa questione strutturale. Ed è forse anche per questo – ha chiosato con una provocazione Lenin Montesanto - che mentre tutti citano Corigliano-Rossano come terza città della Calabria, per numero di abitanti, nessuno sembra mai ricordarsi che è la prima per estensione territoriale.

Per Stasi, servizi come sanità, scuola, prossimità e welfare non possono essere letti soltanto con il paradigma secco dei costi-benefici. Senza una base infrastrutturale adeguata, sarà sempre più difficile garantire livelli essenziali nei territori interni. Da qui la necessità di un grande piano capace di collegare davvero le aree interne, mettendole nelle condizioni di scegliere, attrarre, rigenerare e non limitarsi a inseguire emergenze.

Nel dialogo con Montesanto, Stasi ha insistito sulla necessità di ripensare i centri storici senza ipocrisie. Non basta dire di voler salvare negozi, servizi e borghi se poi le abitudini quotidiane vanno in direzione opposta, dalla grande distribuzione al delivery sempre più rapido. La sfida, allora, è costruire strumenti nuovi: rigenerazione del patrimonio immobiliare, lotta al degrado, processi privati virtuosi, ricettività di qualità, servizi e funzioni capaci di riportare vita nei luoghi storici.

Sollecitato da Montesanto anche sul tema della mobilità urbana e sull’ipotesi di introdurre a Corigliano-Rossano le strisce blu e il parcheggio a pagamento, Stasi ha confermato che esiste un progetto al vaglio degli uffici comunali. C’è già un atto di indirizzo con il quale è stato dato mandato agli uffici di predisporre un piano. L’orientamento, ha chiarito, non è quello del project financing, ma di una gestione in house da parte del Comune, dentro una visione pubblica della regolazione degli spazi, della sosta e della mobilità.

Durante il confronto si è parlato anche della strategia dei grandi concerti gratuiti, formula molto popolare che consente l’accesso allo spettacolo indistintamente a tutti. È la visione ultra-sociale della cultura che Stasi ha portato avanti a Corigliano-Rossano: eventi capaci di aggregare, attrarre flussi, generare economia diffusa e offrire occasioni di partecipazione anche a chi non potrebbe permettersi costi elevati.

Nel confronto è entrato anche il percorso avviato da Corigliano-Rossano per candidarsi a Capitale Italiana della Cultura. Stasi ha richiamato l’idea di una città ponte: ponte interno tra Corigliano e Rossano, unica città fusa candidata; ma anche ponte territoriale capace di mettere insieme la Sila Greca con l’Arberia, l’entroterra con la costa, i borghi con l’intero comprensorio. Una visione che dialoga naturalmente con il messaggio della Festa dell’Entroterra.

La Festa Regionale dell’Entroterra, realizzata in partnership con Regione Calabria, Calabria Straordinaria, ARSAC e Pro Loco Caloveto, con la preziosa collaborazione di Roka Produzione, non è stata soltanto dibattito pubblico. La serata ha messo insieme talk e gastronomia, musica e promozione identitaria tutto condito da tantissima partecipazione. Particolarmente apprezzato lo show cooking dello chef Luciano Algieri, condotto da Roberto Cannizzaro, che ha proposto gli gnocchi di patata rosse della Sila IGP, totanetti locali, gamberi rosa e mollica di pane tostata al limone, traducendo nel gusto il messaggio della serata: mare ed entroterra non sono mondi separati, ma ingredienti dello stesso racconto calabrese. La musica di Cinzia Conso, poi, ha completato il clima di festa, confermando la capacità del borgo di accogliere, coinvolgere e trasformare la piazza in spazio vivo di comunità.

La serata ha confermato il ruolo di Caloveto come bandiera dell’entroterra. Identità, storia ed enogastronomia hanno dato corpo ad un format che continua a crescere. Anche il racconto gastronomico, con la valorizzazione della filiera locale, ha rafforzato il messaggio: l’entroterra non è soltanto luogo da visitare, ma spazio da gustare, interpretare e vivere. Dentro la terra, tra il mare e la montagna, c’è Caloveto con il suo borgo, le sue peculiarità e la sua capacità di promuovere territorio, bellezza e comunità.

Guardando alla prossima edizione, il Sindaco Mazza ha rilanciato l’impegno dell’Amministrazione a fare sempre meglio. Ogni iniziativa che si ripete – è il senso del messaggio conclusivo – deve alzare l’asticella, migliorare, crescere, diventare più bella, più partecipata e più utile alla comunità. Caloveto continuerà a promuovere il proprio territorio con orgoglio, sorriso e bellezza, confermando che tra mare e montagna c’è un entroterra vivo che non vuole essere raccontato come margine, ma riconosciuto come una delle chiavi del futuro calabrese. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.