Vaccarizzo rafforza il ponte con Berat: “Chef Arbëresh” debutta in Albania
Il 3 ottobre il progetto legato a Vakarici sarà protagonista di Wine & Stories of Berat. Lo chef Luciano Algieri porterà una reinterpretazione della cucina arbëreshe nell’ambito del percorso di collaborazione tra Calabria e Albania
VACCARIZZO ALBANESE - Una visione che non ha mai avuto pareti e che, otto anni dopo, continua ad allargare i propri confini. Nato nel 2018 da un progetto di marketing territoriale di Lenin Montesanto, subito condiviso e rilanciato dal Sindaco Antonio Pomillo, Vakarici – Il Salotto Diffuso, concept e brand esperienziale di Vaccarizzo Albanese continua a riempirsi di contenuti, metodi, suggestioni e nuove declinazioni, trasformando progressivamente l’identità arbëreshe in esperienza e le relazioni istituzionali in occasioni concrete di cooperazione.
È dentro questa cornice strategica – fa sapere il Primo Cittadino – che si inserisce anche Chef Arbëresh, progetto ideato e prodotto da Roka Produzioni/Roka Group Srl in collaborazione con i Comuni di Vaccarizzo Albanese e Berat e che, consolidando il gemellaggio avviato negli anni scorsi, sabato 3 ottobre, debutterà nell’ambito di Wine & Stories of Berat in Albania.
La nuova declinazione, questa volta enogastronomica, aggiunge valore al gemellaggio avviato due anni fa con la città albanese patrimonio Unesco e ne conferma il metodo: non rapporti istituzionali destinati a rimanere lettere morte, ma pagine che continuano ad aggiungersi ad un unico disegno, mettendo in relazione territori, persone, produzioni e visioni. E questa volta saranno la cucina arbëreshe, la tradizione italiana e i vini albanesi a raccontarlo, facendo della tavola un nuovo ponte tra Calabria e Balcani.
A ospitare il debutto sarà Wine & Stories of Berat, manifestazione dedicata al vino e alle storie dei territori che lo producono, che vedrà la partecipazione, per il Comune, del Presidente del Consiglio Francesco Godino e dell’Assessore al turismo Giovanni Romano. Una cornice che rafforza il filo costruito negli ultimi anni da Vaccarizzo attorno alla cultura vitivinicola: dalla 21esima edizione del Concorso dei Vini Arbëreshë, che ha già aperto Vakarici alle produzioni di Albania e Kosovo, alla crescente rete di rapporti internazionali costruita dal Comune.
Protagonista dell’esperienza gastronomica sarà Luciano Algieri. Lo chef partirà dal patrimonio culinario arbëresh per presentare un lavoro di reinterpretazione identitaria dei piatti nel quale ingredienti, tecniche e memoria vengono affidati a linguaggi contemporanei.
È questa anche la visione di Roberto Cannizzaro, Direttore Creativo e CEO di Roka Group srl, che ha ideato Chef Arbëresh come piattaforma capace di mettere progressivamente in relazione chef, produttori, istituzioni, operatori culturali e comunità. Vogliamo trasformare un patrimonio identitario straordinario in un progetto contemporaneo, aperto e internazionale – sottolinea – mettendo insieme cucina arbëreshë, tradizione italiana, vini albanesi e innovazione. Partire dalla memoria per costruire qualcosa di nuovo, capace di generare esperienze, relazioni e opportunità. Berat è il luogo ideale dal quale iniziare, con l’ambizione di estendere progressivamente il percorso all’intera area balcanica.
Una prospettiva condivisa dal Sindaco di Berat Ervin Ceca, che ha accolto il debutto di Chef Arbëresh all’interno di Wine & Stories come un ulteriore sviluppo della relazione con Vaccarizzo Albanese. Chef Arbëresh si inserisce così nella strategia con la quale Vakarici sta progressivamente portando il Salotto Diffuso oltre i confini geografici del paese. Non esportando semplicemente un evento, ma trasferendone il metodo: partire dai Marcatori Identitari Distintivi, reinterpretarli senza snaturarli e utilizzarli per costruire attrattività e relazioni.
Il 3 ottobre a Berat, dunque, non partirà soltanto un nuovo format gastronomico. Prenderà forma un altro tassello di quella diplomazia dei territori che Vaccarizzo Albanese sta costruendo tra Calabria e Balcani, tra nuove prospettive di cooperazione internazionale, possibili nuovi gemellaggi e la costruzione di iniziative capaci di mettere in relazione l’Arbëria italiana con le comunità albanesi di quell’area: questa volta saranno un piatto, un calice di vino e una storia condivisa a fare da ponte.