Dopo Ferragosto la Sila Greca è una discarica: dai boschi di Fossiata a Macrocioli resta la vergogna
Rifiuti ovunque lungo strade e aree picnic: sacchetti, bottiglie, sedie, tavolini e resti dell’abbuffata ferragostana. Ieri pomeriggio, tra Fossiata, Cerviolo e Valle del Macrocioli, il paesaggio era desolante
LONGOBUCCO – Altro che rispetto per la montagna. Dopo la tre giorni di Ferragosto, in alcuni dei luoghi più belli della Sila Greca è rimasta una scena che ha poco a che fare con il turismo, con la natura e persino con la più elementare educazione civile. Dalla Fossiata a Cerviolo, fino alla Valle del Macrocioli, boschi e bordi strada sono stati trasformati in una pattumiera.
Ieri pomeriggio, 16 agosto, quando picnic, grigliate e scampagnate erano ormai finite, il conto lasciato alla montagna era sotto gli occhi di tutti: sacchi di immondizia, bottiglie di plastica, contenitori, resti di cibo, ma anche sedie, tavolini e oggetti abbandonati come se il bosco fosse il retrobottega di una discarica.
Una scena imbarazzante. Perché qui non siamo davanti a qualche carta caduta accidentalmente o a un cestino troppo pieno. C’è chi è arrivato, ha mangiato, bevuto, occupato gli spazi della montagna e, una volta finita la festa, ha pensato semplicemente di lasciare tutto lì.
La sensazione, attraversando alcuni tratti, era quella di una calata dei lanzichenecchi: dopo il passaggio restavano soltanto i segni dell’occupazione. Con una differenza sostanziale: stavolta non ci sono invasori da accusare. Sono persone che quella montagna la frequentano, magari la fotografano e la raccontano come patrimonio da difendere, salvo poi trattarla come una grande area di servizio senza personale addetto alle pulizie.
E il problema non è soltanto estetico. Lasciare rifiuti nei boschi significa esporli al vento, agli animali, alle piogge, disperdere plastica nell’ambiente e aumentare il degrado proprio in territori che già pagano anni di manutenzione insufficiente e una fragilità enorme sul fronte degli incendi.
C’è poi una questione che nessuna ordinanza e nessuna squadra di pulizia potrà mai risolvere da sola: l’inciviltà. Se per trascorrere Ferragosto in montagna si riesce a caricare in macchina tavoli, sedie, casse d’acqua, bevande, cibo e tutto ciò che serve per il picnic, non esiste alcuna ragione per cui, alla fine, non si possano riportare a valle anche i propri rifiuti.
La Sila Greca non ha bisogno soltanto di essere promossa. Ha bisogno di essere rispettata. E quello visto ieri tra Fossiata, Cerviolo e Macrocioli racconta esattamente il contrario: si arriva per godere della montagna e si riparte lasciandole in eredità la propria spazzatura.
Il Ferragosto è finito. La porcheria è rimasta.