12 ore fa:Co-Ro e l'emergenza sanità: il duro attacco di Ferrone (CGIL) su carenze e disorganizzazione
14 ore fa:La Passione di Cristo a Santa Maria ad Nives: un viaggio tra fede e cultura
15 ore fa:La Provinciale Lauropoli-Sibari riapre martedì 31 marzo: transito a senso unico alternato
13 ore fa:Mille scuole antisismiche in Italia, 31 in Calabria pronte ad essere ultimate
29 minuti fa:Rossano si accende di fede e talento: 40 giovani trasformano la Cattedrale in un’opera rock da brividi
9 ore fa:Incastrato tra i massi del porto, salvato un cane a Schiavonea
14 ore fa:Uova di Pasqua solidali a Civita, World Tourism Calabria porta sorrisi ad asilo e centro di accoglienza
11 ore fa:Amministrative, clamoroso a Castrovillari: a destra spunta il nome del socialista Pappaterra
11 ore fa:Caso Bernardi, Stasi alza il tiro: «Sanità piegata alla politica, mai così in basso»
59 minuti fa:I Riti della Settimana Santa a Rossano: la Città entra nel cuore della Pasqua

Caccia, il Calendario venatorio della Calabria «non rispetta le norme europee»

1 minuti di lettura

CATANZARO - «Lo scorso 07 agosto 2024 la Giunta Regionale della Calabria ha approvato il calendario venatorio per la stagione 2024/2025, senza rispettare le chiare indicazioni espresse dalla Struttura Tecnica di Valutazione STV (prot. n. 503258 del 31/07/2024 approvato con DDG n. 11182 DEL 01/08/2024) e dall’ISPRA che posticipava l’apertura dell’attività venatoria al 2 ottobre 2024, con le sole eccezioni dei corvidi, del colombaccio e del cinghiale, e non tenendo conto dell’ennesima procedura Eu-Pilot indirizzata all’Italia dalla Commissione europea in ambito venatorio in particolare, per la caccia in periodo di migrazione prenuziale e per la caccia su specie in cattivo stato di conservazione».  

Si legge nella nota stampa a firma della Presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, del Coordinatore regionale Lipu Birdlife Calabria, Giorgio Giovanni Berardi e del Presidente WWF Calabria, Angelo Calzone.

«Oltretutto, il calendario venatorio, in assenza di piani di gestione o con piani non adeguatamente attuati, stabilendo la chiusura della caccia al 30 gennaio per turdidi e uccelli acquatici, durante il periodo di  migrazione prenuziale, risulta essere in aperta violazione della Direttiva europea».

«Un pessimo regalo alla parte più insensibile dei cacciatori, un grave danno al patrimonio indisponibile dello stato e un attacco ai principi costituzionali di tutela della biodiversità e della fauna» il commento congiunto delle tre principali associazioni ambientaliste calabresi, Legambiente, Lipu e Wwf.

«Nell’atto approvato rimane solo il dovuto divieto di preapertura, ed il posticipo dell’attività venatoria al 2 ottobre 2024 (con la sola eccezione dei corvidi, del colombaccio e del cinghiale), nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) di cui la Direttiva 2009/147/CE (dove si applicano inoltre le misure di conservazione disposte dal Decreto Ministeriale 17 ottobre 2007), e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) di cui la Direttiva 92/43/CE, e, in entrambe, al fine di ridurre l’inquinamento da piombo nelle aree interessate dalla presenza di corsi d’acqua (aree umide), il divieto di utilizzo di munizioni a pallini di piombo». 

«Per questo chiediamo – continua la nota delle tre associazioni – al Presidente e alla Giunta Regionale di approvare subito atti con cui vengano escluse, dalla lista delle specie cacciabili in Calabria, le specie in cattivo stato di conservazione, ossia Allodola, Tortora selvatica, Combattente, Moriglione, Quaglia, Moretta e Tordo sassello e di eliminare le preaperture e i posticipi della caccia a fine gennaio dal calendario venatorio. Altresì, per contrastare il diffuso e grave fenomeno del bracconaggio, che aumenta sempre in concomitanza con la stagione venatoria, chiediamo l’impegno ad aumentare la vigilanza, stabilendo un piano di controllo organico, incrementando il personale in servizio nei corpi di Polizia Provinciale e attivando specifiche convenzioni con i Carabinieri forestali» concludono.
 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.