1 ora fa:Una casa fatta di luce, memoria e materia: Francesca Silvestri vola in semifinale a “Vinci una Casa in Sicilia”
4 ore fa:Odissea 2000 riparte e rilancia la sua missione sociale: «Educare i giovani vale quanto farli divertire»
3 minuti fa:Co-Ro, Consiglio Comunale senza parte dell’opposizione: «No al rinvio? Così si svuota il dibattito democratico»
33 minuti fa:Vigili del Fuoco di Trebisacce, Rapani replica a Baldino: «Il risultato è del Governo Meloni, non del M5S»
1 ora fa:Trasporti, svolta per le Forze dell'Ordine: la Regione Calabria rafforza le agevolazioni sugli abbonamenti
3 ore fa:Parchi Marini inclusivi, alla Secca di Amendolara il primo brevetto sub per una persona con disabilità
5 ore fa:Violenza di genere e disabilità, a Co-Ro un seminario formativo per operatori e professionisti
2 ore fa:Nella Calabria del nord-est l'acqua c’è, ma non arriva nelle case
4 ore fa:Corigliano-Rossano, danza e scenografie digitali al Metropol: successo per i saggi del Margherita Centro Studi Danza
2 ore fa:Aggressione al Comune di Crosia, la Cisl alza la voce: «Più tutele e sicurezza per i dipendenti pubblici»

Degrado alle Terme di Spezzano Albanese: «Una storia di malagestione che dura da anni»

1 minuti di lettura

SPEZZANO ALBANESE – Da anni le Terme di Spezzano Albanese hanno chiuso i battenti. Il centro non offre più alcun servizio e versa in uno stato di completo abbandono. Secondo quanto ci risulta, l’ultima gestione è stata quella affidata alla società Calabria Terme e Salute. Da allora, gli stabilimenti, a causa del disinteresse generale, sono stati oggetto di vari furti ed incendi tant’è che oggi versa in uno stato di degrado totale.

Parliamo di una struttura molto importante per l’economia del territorio e per le strutture ricettive che per anni hanno goduto e retto grazie al turismo connesso alla frequentazione del complesso termale di Spezzano Albanese.

Ad unirsi alla serie di denunce che documentano il degrado di questa struttura è una cittadina del paese arbëreshë, Claudia Toscano, che ha vissuto molti anni a Milano e che è tornata a vivere nel suo paese d’origine.

«Fino a qualche anno fa – ci ha spiegato – la struttura rappresentava una risorsa per la Calabria e il sud Italia ma, a causa di politiche scellerate, questo patrimonio è andato perso. Purtroppo l'intero paese sapeva che da cinque anni il complesso era chiuso ma, pagando annualmente un servizio di vigilanza e 20.000 euro per la pulizia dell'area, nessuno avrebbe mai potuto immaginare il reale stato di fatto. Venerdì scorso, nella piazza principale del paese, è stato proiettato il video che mostra il prima e il dopo del parco termale (un video che documenta il degrado in cui versa l’intero complesso termale). La rabbia che ha causato la proiezione di quelle immagini, non deve rimanere repressa».

Ciò che ha spinto Claudia Toscano a raccontare questa vicenda è la necessità di far conoscere a tutti questa storia di malagestione: «Non è ammissibile che i colpevoli non si prendano le responsabilità di questo e molti altri scempi, come non è concepibile che siano stati addirittura premiati».

Insomma, il recupero del centro termale è uno dei temi decisvi per il rilancio del paese arbëreshë e potrebbe rappresentare l’unica e più grande risposta ai danni e alle scelte compiute in questi anni. Il momento per tracciare un nuovo futuro potrebbe essere adesso e potrebbe partire proprio da questa struttura strategica. 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.