5 ore fa:Cassano, il Consiglio alle Grotte di Sant’Angelo: sul tavolo consulte, rottamazione e patrimonio comunale
8 ore fa:CISL Cosenza, si conclude il primo ciclo delle assemblee zonali: già pronti nuovi incontri sul territorio
3 ore fa:Incendio Boscarello, Straface: «Serve un’azione immediata contro degrado e marginalità
4 ore fa:Dateci lavoro (vero), del resto non sappiamo che farcene
9 ore fa:Territorio sotto pressione, Rapani: «Fatti inquietanti, porterò il caso nelle sedi competenti»
8 ore fa:Librincantine debutta a Corigliano-Rossano: il 29 giugno la prima tappa della rassegna dedicata alla cultura calabrese
6 ore fa:Pollino e Sibaritide fanno rete nel gusto: a Civita il gemellaggio enogastronomico tra tre territori
5 ore fa:Schiavonea ritrova la sua piazza: Santa Maria ad Nives diventa il nuovo cuore urbano della città
9 ore fa:Longobucco, arrivano le nuove campate: al via il varo del Viadotto Ortiano II
7 ore fa: Buono servizio contro la povertà: dalla Regione Calabria oltre 9,5 milioni per sostenere famiglie e persone fragili

«Non chiamatele polpette». Le vrasciole calabresi protagoniste su Rai Due

1 minuti di lettura

ROMA - Vrasciole e non polpette! Ha subito chiarito la Cuoca contadina Loredana De Brasi dell'agriturismo di Terranostra –Campagna Amica Villa Cirimarco di Bonifati (CS) che ha presentato questa prelibata pietanza di origine contadina nella trasmissione "I Fatti Vostri" in onda su RaiDue.

E lo ha spiegato alla conduttrice Anna Falchi e ai telespettatori. La brace, ossia i tizzoni ardenti di carbone, veniva utilizzata quotidianamente in passato, tant'è che ancora oggi c'è chi si ricorda la famosa vrascéra utilizzata dai nostri nonni. A questo punto, vrasciòla è un termine derivato dal fatto che si tratta di un alimento preparato sul vrascére, o comunque sulla vràce.

Passo passo Loredana, ha illustrato la ricetta che, ha chiarito, recupera ad esempio il pane raffermo. Questo a testimonianza, di una buona usanza da riprendere e valorizzare sempre di piu: nella cucina contadina non si butta niente e tutto viene recuperato. 

«Le vrasciole calabresi sono un piatto tipico della Calabria,- ha detto la cuoca contadina- diffuso in tutta la regione. Si tratta di polpette di carne dalla forma allungata e rigorosamente fritte in olio extravergine d'oliva in modo da risultare croccanti e ben dorate fuori e morbide e umide all'interno. Vengono servite come secondo o, molto più spesso, come antipasto, in entrambi in casi ben calde. L'impasto è molto semplice, carne macinata di maiale e di manzo, pane raffermo sbriciolato, formaggio e uova e per profumare prezzemolo e aglio. Una ricetta tradizionale tanto semplice quanto appetitosa che fa subito pensare al calore di casa e della famiglia riunita».

La ricetta della vrasciola che è stata presentata  diventa poi piccante e ancora più ricca grazie all'aggiunta della nduja. Alla fine Anna Falchi ha posto sulla cartina dell'Italia in corrispondenza della Calabria la bandierina delle vrasciole che entrano a pieno titolo nel pantheon dello street food italiano.

«Un'altra occasione importante – sottolinea Mario Ambrogio responsabile Regionale di Campagna Amica – per valorizzare le nostre pietanze, i prodotti e l'abilità delle nostre cuoche/i  contadini che gestiscono con professionalità gli agriturismi».

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.