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Trebisacce, fioccano critiche per il Sindaco Aurelio da parte delle opposizioni

4 minuti di lettura

TREBISACCE - Fra le tante caratteristiche che si possono enucleare in merito ad un'analisi dei primi tre mesi di governo del nuovo sindaco di Trebisacce Alex "Sandro" Aurelio, non si può omettere che il suo fare abbia la capacità di generare polemiche o quanto meno reazioni decise da parte delle opposizioni (o parte di esse).

Dopo la polemiche relative ai saluti istituzionali del primo cittadino ai tavoli degli incontri politico-elettorali a cui viene invitato (Leggi qui, Leggi qui, e Leggi qui) ora la discussione si è spostata sulla natura istituzionale o politica dell'incontro avvenuto ieri, domenica 18 settembre, presso la sala consiliare del Comune di Trebisacce, che ha avuto come protagonitsa il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, il quale subito dopo il passaggio presso la casa comunale, le cui dinamiche vi abbiamo raccontato dettagliatamente (Leggi qui) ha partecipato ad un appuntamento di natura dichiaratamente elettorale, in altra sede.

Sulla questione è intervenuto per primo, attraverso i propri social, il consigliere d'opposizione del gruppo Trebisacce2030 e già candidato a sindaco Andrea Petta, che ha dichiarato in merito:

"Senza alcuna volontà polemica, è evidente che non vi possa essere nulla di istituzionale in una visita ad una settimana esatta dalle elezioni politiche, elezione alle quali, tra l’altro, è candidato anche il fratello del Presidente .Dispiace che cambiano le amministrazioni, cambiano gli attori, ma le prassi, i comportamenti, le mentalità, fatte di cinismo, di opportunismo, di strumentalità, restano sempre gli stessi. Ormai questa Amministrazione non ci meraviglia più di tanto. Dopo oltre tre mesi dal loro insediamento, non hanno piena contezza del ruolo che ricoprono e delle responsabilità politiche e morali che, direttamente o indirettamente, fanno loro capo".

A ruota è seguito un comunicato stampa del gruppo d'opposizione Insieme si può, formato da Mimma De Marco e Antonio Aurelio, che torna invece sulla questione saluti istituzionali nel corso degli eventi politici.

"La vicenda del sindaco che si è seduto a tutti i tavoli politici, trebisaccesi e non, sta rasentando il paradossale - si legge nella nota - Il passare da un tavolo politico all’altro senza problema alcuno, incurante delle sensibilità politiche, ma soprattutto senza rispetto alcuno per quegli elettori che, hanno pensato di votare un candidato senza tessera di partito e/o di appartenenza, ne è la palese dimostrazione.

Qualcuno addirittura, in maniera del tutto strumentale, lo ha definito “coraggioso” perché incurante delle critiche ricevute, utilizzando altresì la solita tattica dell’offesa e della “diceria becera” volta a mistificare la realtà e attaccare altre persone.

Alla luce delle esposte critiche e giustificazioni improprie, riteniamo opportuno spiegare il senso delle nostre valutazioni, di carattere semplicemente politiche che non vogliono in alcun modo limitare la sua libertà di “uomo libero” ma metter in risalto la veste “poco chiara” di questa Amministrazione. 

Al gruppo “Insieme si Può”, non dispiace che questa Amministrazione partecipi alle iniziative dei diversi partiti politici, ma il nostro cruccio è quello di evidenziare quel famoso “civismo” tanto sventolato in campagna elettorale, in netta e palese contrapposizione ai partiti. Nessuno oltretutto, ha mai chiesto al primo cittadino di non essere super partes, ma accogliere rappresentanti istituzionali, di correnti politiche diverse, è cosa diversa da sedersi ai tavoli di CANDIDATI che ad oggi rappresentano solo se stessi ed il proprio partito.

Altresì, nessuno ha sollevato la questione per aver il Sindaco partecipato alla “sola” manifestazione elettorale svoltasi in Piazzetta Lutri ma per aver partecipato a “più manifestazioni” quale ospite anche in altri incontri (che noi sappiamo) della Lega a Villapiana (unitamente ad una sua Assessora e del PD a Cassano, dove in ambedue le occasioni certo non era il padrone di casa).

Non abbiamo bisogno di lezioni magistrali sulla libertà, considerando che abbiamo fatto scelte impopolari quando gli altri abbassavano il capo. La libertà è anche saper dire "no grazie" per non mettere in difficoltà chi ci ha votati e chi rappresentiamo.

La libertà è dare spazio ai propri assessori, senza esserne condizionati. Questa è la libertà".

La questione, come sempre avviene quando discussa su più fronti, inizia a farsi confusa.

Il problema è la partecipazione agli eventi politici del sindaco di Trebisacce o sono i saluti istituzionali nel corso di quegli eventi?

Agli appuntamenti della Lega a Villapiana e del PD a Cassano, non ci risulta che il sindaco fosse seduto al tavolo dei relatori, né che sia intervenuto, ma che partecipasse come semplice uditore. In tal senso, queste presenze non possono essere considerate né come assolutive, da parte di chi non ritiene essere una colpa partecipare ad eventi politici se si partecipa ad eventi di più schieramenti, né essere un aggravante per chi ritiene invece che un sindaco di una lista civica non debba participare ad incontri politici.

Ciò perché, come uditore, come spettatore, senza sedere al tavolo di rappresentanza, un primo cittadino, politicamente schierato o meno, può muoversi come ritiene, a meno che, seduto in platea, indossi la fascia tricolore.

Discorso diverso invece è la partecipazione, nel ruolo istituzionale, di sindaco, ad un tavolo politico elettorale, con un intervento anche solo legato ai saluti istituzionali, come nel caso della Lega   (Leggi qui) e di Fratelli d'Italia a Trebisacce.
In questo caso la scelta può essere anche legittima. Che sia opportuna o meno deriva dal fatto che sedere ad un tavolo con un rappresentate politico di un partito che si pone la finalità di governare il paese, significa avallare anche le scelte politiche nazionali di un partito. E quando si ci siede potenzialmente a tavoli che hanno politiche nazionali in contrasto, si crea un cortocircuito che destabilizza i cittadini, che sono tali prima di essere elettori.

Questo, sempre che si voglia guardare ad una politica nazionale e che non si preferisca badare esclusivamente ad una politica strettamente locale, rispetto alla quale le posizioni di tutti i partiti tendono a convergere nei fatti.
E' una questione di scelte. E di assumersi, ovviamente, le conseguenze delle stesse.

Sempre nell'ambito delle scelte, sorge tuttavia un dubbio: se è vero, come pare vero, che il sindaco di Trebisacce ha dato disponibilità a presenziare in veste istituzionale a tutti gli eventi politici-elettorali a cui viene invitato, come mai Lega e Fratelli d'Italia hanno invitato il primo cittadino al proprio tavolo, e Forza Italia, che fa parte dello stesso schieramento politico, nell'incontro che è avvenuto ieri in un noto ristorante del lungomare ionico non l'ha fatto?

E poi, i saluti istituzionali del Governatore Occhiuto presso la sala consiliare avrebbero avuto luogo anche se il presidente della Regione e il primo cittadino avessero avuto in programma di ritrovarsi poco dopo seduti allo stesso tavolo, per quanto non istituzionale? Forse si... ma avrebbero avuto la stessa formula e partecipazione?

Per cogliere le risposte basta guardare le appartenenze politiche dei vari consiglieri di maggioranza e opposizione che compongono il consiglio comunale.

Insomma, ancora una volta, le elezioni politiche diventano lente di ingrandimento sulle dinamiche del contesto amministrativo di ogni realtà territoriale.

Ma, parafrasando una celebre frase, "E' la politica, baby!".

Andrea Mazzotta
Autore: Andrea Mazzotta

(Cosenza, 1978) Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, appassionato di comunicazione e arte sequenziale, è stato direttore della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, direttore editoriale delle Edizioni NPE, coordinatore editoriale per RW-LineaChiara, collaborando con diverse realtà legate al settore dell'editoria per ragazzi. Collabora con il Quotidiano del Sud, Andersen, Lo Spazio Bianco, Fumo di China. E' un fedele narratore delle Cronache della Contea, luogo geografico e concettuale nel quale potenzialmente può succedere di tutto. E non solo potenzialmente.