Fuga dei primari dallo spoke di Co-Ro, Madeo (Pd) sottolinea gli effetti su cure e mobilità passiva
La consigliera regionale: «Perché stanno andando via tutti? Instabilità alimenta il clima di sfiducia e aumenta la mobilità sanitaria verso altre regioni»
CORIGLIANO ROSSANO - Allo spoke di Corigliano Rossano si dimette la direttrice dell’Emergenza-Urgenza Mariella Valenti. La decisione si aggiunge alle uscite dei primari di diversi reparti, ancora senza sostituzioni, con ricadute sull’organizzazione dei servizi.
«Allo spoke di Corigliano Rossano la diaspora dei primari continua. La notizia delle dimissioni della direttrice dell'Emergenza urgenza Mariella Valenti, oltre a disorientare i cittadini e seminare sconforto piuttosto che fiducia, si aggiungono alla lista di quelle dei tanti direttori delle unità operative complesse, da Pediatria a Chirurgia passando per Ortopedia fino a Nefrologia, che hanno lasciato l'ospedale di Corigliano Rossano e che ancora devono essere sostituiti mediante regolare concorso».
Rosellina Madeo consigliera regionale del Pd commenta: «Perché queste figure apicali, così importanti per l'organizzazione dei reparti e i relativi servizi, stanno andando tutte via depotenziando di fatto, sebbene la nomina dei facente funzione, le unità operative?
Per i pazienti poi, esperti di lungo corso che per molto tempo dirigono e operano nello stesso ospedale, sono sinonimo di stabilità e punti di riferimento. Questa continua emorragia di professionisti scuote invece l'opinione pubblica e, a ragion veduta, solleva delle domande. Possibile che nel giro di così pochi mesi abbiano deciso di lasciare lo spoke della città unica un numero così consistente di primari?».
«E allora, torniamo ad uno dei temi che anche in sede di Consiglio regionale ho più volte messo in evidenza, la nostra Sanità non è abbastanza attrattiva e non gode di quella sicurezza che farebbe lavorare tutti i professionisti del settore, dagli Oss agli specialisti, in quella condizione di tranquillità e fiducia di cui invece avrebbero bisogno. Questo clima di instabilità, altro non fa se non accrescere il sentimento di incertezza tra i pazienti che spesso, anche per interventi molto semplici, preferiscono affrontare centinaia di chilometri piuttosto che farsi operare in casa nostra, contribuendo ad ingrassare le casse delle altre regioni e aumentando i volumi della mobilità passiva».
«A Corigliano Rossano, anche per un semplice parto, qualora si potesse ravvisare la minima complicanza, si è costretti ad andare altrove. Gli appelli sui social non bastano: bisogna intervenire in maniera responsabile e concreta» conclude.