Cariati, Commissione Pari Opportunità ferma dal 2023: la denuncia del gruppo Le Lampare
Approvata all’unanimità nel novembre 2023 e seguita da un bando, la Commissione non ha mai avviato attività né prodotto atti. A fine mandato amministrativo, la minoranza chiede chiarezza e impegni concreti su inclusione, prevenzione della discriminazione e tutela dei soggetti fragili
CARIATI - Il gruppo consiliare Le Lampare sollecita l’amministrazione comunale di Cariati a chiarire lo stato della Commissione Pari Opportunità, approvata nel 2023 ma mai attivata né resa operativa.
«In molte parti del Paese ci sono contesti come quartieri poveri, comunità chiuse, ambienti che si definiscono "per bene", dove alcune vite valgono meno. Non per legge, ma per cultura. Nei luoghi segnati dalla marginalità la violenza è esplicita mentre nei salotti rispettabili è più sottile, ma non meno efficace. Lo "stigma", l'etichetta che marchia una persona come "diversa", la rende escludibile nel contesto in cui le forme di dominio sembrano naturali, in cui l'inferiorizzazione sembra qualcosa di "normale".
Condizioni in cui, ad esempio, una donna che vuole autodeterminarsi, una persona LGBTQ+ che vuole vivere apertamente, chi è in situazioni di indigenza, diventano bersagli. La marginalizzazione, dunque, non è solo economica: è culturale. È crescere in un luogo dove non puoi dire chi sei, non puoi amare chi vuoi, non puoi sottrarti al "controllo sociale", non puoi migliorare la tua condizione» spiegano le Lampare BasssoJonioCosentino.
«Il Minority Stress mostra come le persone LGBTQ+ in contesti ostili sviluppino più ansia e sofferenza; le donne in sistemi patriarcali vivono più violenza; i giovani e i più fragili, senza reti di supporto, sono più esposti a dipendenze e autodistruttività.
In luoghi come i nostri, fenomeni come la 'ndrangheta portano all'estremo ciò che molte comunità "per bene" praticano in forma più accettabile: controllo dei corpi, ossessione per la reputazione, punizione della differenza. Le ricerche hanno già spiegato da tempo che
in questi contesti di marginalizzazione economica, culturale e sociale il rischio di sofferenza profonda aumenta: erosione dei legami, crollo dell'autostima e impossibilità di chiedere aiuto. Dove aumentano isolamento, stigma ed esclusione, aumentano anche i tassi di sofferenza profonda e gli esiti estremi».
«Per questo istituzioni e scuole hanno un ruolo decisivo. Non solo nel riconoscere fenomeni come il bullismo e la discriminazione, ma nel prevenirli con strumenti concreti: osservatori permanenti, commissioni dedicate, protocolli chiari, formazione continua, spazi di ascolto, reti territoriali. Territori come il nostro hanno bisogno di strumenti reali, non annunciati. In questa prospettiva, come gruppo consiliare Lampare di Cariati, abbiamo accolto positivamente la proposta di istituire una Commissione Pari Opportunità: un segnale necessario, un passo nella direzione giusta. Ma fin dall'inizio abbiamo lanciato un avvertimento chiaro: Che non diventi un altro buco nell'acqua! Che non sia il solito annuncio!»
«La Commissione è stata approvata da tutto il Consiglio Comunale all'unanimità, è stato fatto un bando.... e poi tutto si è fermato. Nessuna attività, nessun atto, nessuna comunicazione ufficiale. Zero. Era il novembre 2023. Siamo a febbraio 2026! La Commissione non è mai stata realmente attivata, non ha prodotto atti, non ha costruito reti, non ha offerto alcun presidio educativo o culturale. E oggi, mentre i cinque anni di amministrazione comunale stanno praticamente finendo, non solo non si vedono risultati ma non si sa neppure che fine abbia fatto quell'impegno».
«Per questo, come gruppo consiliare Le Lampare, chiediamo, nuovamente, all'amministrazione comunale di Cariati e al sindaco Cataldo Minò di fare finalmente chiarezza su questa vicenda. È una questione troppo importante per essere lasciata nel silenzio. Noi rimaniamo a disposizione seppur non vi sia stato, ad oggi, nessun tipo di coinvolgimento della minoranza da parte della maggioranza, nemmeno su questo importante tema. È una questione di civiltà e di coerenza» concludono.