Provinciali, Franz Caruso dà disponibilità, Flavio Stasi vuole condivisione ma il regista è Sandro Principe
Il dibattito sulle elezioni provinciali di Cosenza si accende a Rende durante la presentazione del libro di Mimmo Bevaqua. La disponibilità di Franz Caruso, il richiamo al metodo collegiale di Flavio Stasi, le responsabilità del Pd indicate da Sandro Principe e l’appello all’unità di Oliverio e Madeo. Un confronto che evidenzia nodi politici e conseguenze sulla corsa alla Provincia
RENDE - Unità, metodo e responsabilità politica sono state le parole chiave emerse dal confronto sul futuro delle elezioni provinciali, affidate direttamente alle voci dei protagonisti del centrosinistra cosentino riunitisi in occasione della presentazione del libro di Mimmo Bevaqua "La mia forza è la moderazione" tenutosi a Rende nei giorni scorsi.
Ad aprire il dibattito è stato il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha messo sul tavolo la propria disponibilità a guidare la Provincia: «Così come ho ereditato i debiti del Comune di Cosenza, non mi spaventano quelli della Provincia», ha affermato, chiarendo però che la sua eventuale candidatura non può prescindere da una base politica solida. «Serve unità e un consenso largo. In quel caso, non ci saranno problemi a far sventolare la bandiera del centrosinistra nel palazzo di Piazza XV Marzo».
Sulla necessità di evitare forzature si è soffermato il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che ha richiamato l’attenzione sul metodo di scelta del candidato: «La candidatura deve essere frutto di un confronto vero tra i sindaci e le forze politiche», ha sottolineato, mettendo in guardia da decisioni imposte. «Non possiamo dare l’idea di una scelta calata dall’alto. Serve un percorso collegiale, altrimenti rischiamo di partire con il piede sbagliato».
Un richiamo alle responsabilità del Partito Democratico è giunto da parte di Sandro Principe che ha dichiarato: «La decisione spetta al Pd, che deve assumersi l’onere di indicare il candidato», sollecitando tempi rapidi e un coinvolgimento più ampio se necessario. «Il segretario provinciale acceleri, oppure si faccia supportare dal livello nazionale. Il tempo stringe e non possiamo permetterci incertezze».
A chiudere il cerchio, l’appello all’unità politica di Mario Oliverio e Rosellina Madeo, che hanno spostato il fuoco del confronto sugli avversari esterni. «Non possiamo più concedere regali come in passato», hanno avvertito, indicando con chiarezza il perimetro della sfida. «I nostri avversari politici sono nel centrodestra, non nelle nostre discussioni interne».
Un messaggio corale che, pur partendo da accenti diversi, converge su un punto comune: senza coesione e chiarezza, la partita delle provinciali rischia di essere compromessa prima ancora di cominciare.