Sanità al collasso nel Pollino–Esaro: «Territorio abbandonato»
Posti letto dimezzati a Castrovillari, Case della Comunità mai partite e PNRR a rischio. Il PD chiama alla mobilitazione: sit-in il 7 febbraio a San Marco Argentano per difendere il diritto alla salute
CASTROVILLARI - Un territorio vasto e fragile, dal Pollino alla Valle dell’Esaro, che rischia di restare senza cure. È questo il quadro denunciato dal Partito Democratico, che lancia un appello alla mobilitazione a sostegno della sanità pubblica. L’appuntamento è per sabato 7 febbraio, alle 10:30, davanti all’ex ospedale di San Marco Argentano, per un sit-in pubblico a difesa del diritto alla salute.
Al centro della protesta, la situazione critica dell’area nord della provincia di Cosenza, dove – secondo quanto denunciato – la sanità territoriale e ospedaliera sta vivendo una fase di profonda regressione. Emblematico il caso dell’ospedale spoke di Castrovillari, che a fronte di 223 posti letto attivi sulla carta ne avrebbe oggi solo 93 realmente funzionanti, meno della metà.
Grave anche il capitolo legato alle strutture della sanità territoriale. La Casa della Salute di San Marco Argentano, finanziata 14 anni fa con oltre 9 milioni di euro, non ha mai visto l’avvio dei lavori. Stessa sorte per le Case della Comunità di Lungro, Roggiano e San Marco Argentano e per l’Ospedale di Comunità di Lungro, che – a cinque mesi dalla scadenza del PNRR – rischiano di restare solo progetti sulla carta.
Sul fronte del personale sanitario, secondo il PD, permane un vuoto preoccupante: nessuna chiarezza sul piano di assunzioni annunciato, che dovrebbe prevedere 1.350 nuove unità, tra cui 375 medici e 350 infermieri, indispensabili per garantire il funzionamento delle strutture previste dalla Missione 6 del PNRR. Una situazione definita senza mezzi termini come un “fallimento”.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ricordano i promotori della mobilitazione, rappresentava per la Calabria un’occasione storica per superare un modello sanitario esclusivamente ospedalocentrico e costruire una vera sanità di prossimità. Mentre in altre regioni italiane sono già operative decine e centinaia di Case della Comunità con servizi reali, la Calabria resta ferma.
Le conseguenze di questo stallo, avverte il PD, rischiano di essere pesantissime: aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso, ospedali sempre più sovraccarichi, crescita dell’emigrazione sanitaria verso il Nord, abbandono delle aree interne e ampliamento delle diseguaglianze sociali.
Da qui l’appello alla società civile e alle istituzioni, senza distinzioni politiche. “Non è una questione di maggioranza o opposizione – si legge nella nota – ma un tema che riguarda ogni famiglia calabrese”. L’invito è rivolto a sindaci, operatori sanitari, cittadini, associazioni e ordini professionali, per evitare che la Calabria arrivi alla fine del PNRR con strutture mai entrate in funzione.
A firmare l’appello è Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, che rivendica una mobilitazione “a difesa dei problemi reali delle persone” e rilancia il ruolo del PD come forza politica impegnata sul terreno dei diritti fondamentali, a partire da quello alla salute.