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La protezione delle donne vittime di violenza è a rischio: l'allarme lanciato dalle associazioni del territorio

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CORIGLIANO-ROSSANO - «La manifestazione di interesse dell’ambito Territoriale Sociale di Corigliano-Rossano, aperta alle strutture socio-assistenziali e finalizzata alla formazione di un “Elenco di soggetti qualificati e idonei a fornire servizi e/o interventi a carattere residenziale o semiresidenziale”, e l’avviso pubblico per “la presa in carico e l'ammissione all'integrazione della retta”, rivolto all'utenza che intende usufruire dei servizi offerti dalle strutture socio assistenziali dell'ambito di Corigliano-Rossano, sono un significativo passo avanti nel percorso di implementazione della riforma del sistema integrato dei servizi sociali».

Lo dichiarano in una comune nota stampa, l’associazione Mondiversi Onlus, il Centro antiviolenza Fabiana e la Casa rifugio Mondiversi.

«Si va regolarizzando il rapporto economico con gli erogatori di servizi e si afferma il diritto dei cittadini a vedersi riconosciute le prestazioni essenziali. Speriamo siano sanati in futuro le attuali storture sulle modalità di riparto dei fondi da parte della Regione, che ad oggi provocano all’Ambito di Corigliano Rossano un danno di circa 700.000 euro l’anno – si specifica nella nota - ma è sugli aventi diritto e sulla partecipazione degli utenti al pagamento della retta che i due documenti sopra citati lasciano aperti diversi interrogativi, che coinvolgono le case rifugio per donne vittime di violenza e loro figli/e».

«Come è noto alle donne in fuga, a rischio per la loro incolumità e quella dei loro figli/e, sono assicurate, gratuitamente ed indipendentemente dal loro status economico e giuridico e da qualsiasi altra condizione, assistenza e protezione, tramite un robusto insieme di norme: dalla Convenzione di Istanbul del 2011 alla cosiddetta legge sul femminicidio del 2013 all’intesa Stato Regione del novembre 2014. In esse, infatti, è sancito l’obbligo per lo Stato e le sue articolazioni Istituzionali (compreso Regione e Comuni) di proteggere le donne ed i loro figli/e in situazione di pericolo; per le donne extracomunitarie anche irregolari è applicabile l’articolo 18 del Testo Unico sull’Immigrazione, come stabilito anche dalla legge regionale “Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria” – chiariscono le associazioni - non potrebbe essere altrimenti, considerato che la violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, da cui discende un obbligo morale e giuridico per lo Stato a proteggere le vittime».

«Per ciò le case rifugio, che accolgono donne con figli/e in situazione di pericolo, sono gratuite e l’accesso al sistema di protezione non è subordinato a nessuna condizione economica e/o giuridica - puntualizzano da Mondiversi e centro antiviolenza Fabiana - invece, a nostro parere, il combinato dei due suddetti documenti, nei quali è previsto la compartecipazione delle donne al pagamento della retta ed un preciso status giuridico, pregiudica il diritto di tutte le donne e dei loro figli alla dovuta protezione, considerato che non vengono esonerate dalla contribuzione al pagamento della retta, e per le donne immigrate irregolari non ne è previsto l’accesso».

«Sono disposizioni che si scontrano in modo palese con il diritto alla vita e alla libertà, che va assicurato sempre. I femminicidi che si verificano con regolarità in Italia ed in Calabria (in Calabria già due donne uccise dall’inizio dell’anno) dimostrano che il fenomeno è strutturale e che è necessario agire con tempestività, assicurando immediata protezione alle donne in pericolo ed ai loro figli, a tutte – si afferma nel comunicato - temiamo che con le dette disposizioni invece venga negato il diritto delle donne, di tutte le donne, senza distinzioni, alla sicurezza».

«Nella citta di Corigliano Rossano, purtroppo, abbiamo conosciuto tragici eventi di femminicidio e speriamo non si ripetano – concludono le associazioni - ci auguriamo e chiediamo, pertanto, all’assemblea dei sindaci dell’ambito Territoriale Sociale di Corigliano-Rossano la modifica delle disposizioni suddette, e che la Regione chiarisca in modo definitivo questi aspetti e le altre incongruenze determinate dal regolamento regionale sulle Case Rifugio».

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive