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Viaggio tra i Feudi della Sila Greca - Il Feudo di Cariati: dai Borgia agli Spinelli

7 minuti di lettura

Dopo la prima parte del Viaggio dedicato a Cariati, e intitolato Viaggio tra i Feudi della Sila Greca - Il Feudo di Cariati: Contea di Roberto D’Altavilla, detto il Guiscardo, al Principato degli Spinelli, ecco di seguito la seconda e ultima parte dedicata a questa importante cittadina costiera

Dopo qualche anno, nel 1505, tutti i privilegi in possesso dei Borgia vennero meno poiché il Re Cattolico non intese confermare ai loro discendenti il potere sulla Contea di Cariati provvedendo, invece, a concederla a Giovanbattista Spinelli, barone di Fuscaldo, Guardia e Paola. Ma vediamo nei particolari come il dominio di questo nobile casato si portò avanti fino alla conclusione del XIX secolo.

Figlio del barone di Summonte e patrizio napoletano, Troiano 3° Spinelli, e fratello di Carlo, 1° conte di Seminara, Gianbattista Spinelli, ottenne il privilegio sulla Contea di Cariati il 20 febbraio 1505 e successivamente la conferma il 5 maggio 1507.  Fu un uomo del Regno, difatti, già a partire dal 1486, per volere di Re Ferrante, ricoprì la carica di Consigliere e Auditore del S.R.C. Negli anni del suo incarico si fece conoscere per le sue rilevanti abilità e competenze in campo diplomatico e militare sia sotto il regno del Re Cattolico sia sotto quello di Carlo V. 

Alla sua morte, avvenuta il 25 luglio 1522, come erede nella Contea di Cariati comprese tutte le sue terre: Bocchigliero, Campana, Cerenzia, Caccuri, Rocca di Neto, Scala, Terravecchia, Umbriatico e Verzino, gli subentrò il figlio Ferrante Spinelli, con il titolo di 2° duca di Castrovillari, 2° conte di Cariati e barone di Fuscaldo, Paola e Guardia. Come il padre, anche Ferrante servì lealmente Carlo V. Ebbe due matrimoni. Il primo con Diana Acquaviva, figlia di Belisario, duca di Nardò, dal quale venne alla luce Giovanbattista ed il secondo con Isabella Caracciolo, marchesa di Mesoraca, da cui nacquero Troiano, principe di Scalea, Giovan Vincenzo, futuro marchese di Cirò, che formerà la sua linea di Tarsia, Isabella e Livia. 

Deceduto Ferrante a sostituirlo nei possedimenti feudali e nelle Terre legate alla Contea di Cariati fu il figlio Giovanbattista Spinelli col titolo di 3° conte di Cariati. Ne ebbe Significatoria di Rilevio in data 23 gennaio 1548. Dalle informazioni storiche acquisite, si viene a sapere che nel 1540 sposò Isabella, figlia del Viceré di Napoli, D. Pietro de Toledo, dal cui matrimonio nacque Francesca Spinelli. Quest’ultima, pertanto, divenne contessa di Cariati alla morte del padre, venuto a mancare nel 1551, e poiché minore ebbe come tutrice la stessa madre. Dei possedimenti feudali ebbe Significatoria il 21 ottobre 1553. Si unì in matrimonio con Scipione I° Spinelli, suo cugino, figlio di Carlo duca di Seminara. Morì il 15 ottobre 1603. 

Intorno alla metà del XVI secolo, per ragioni economiche, per gli Spinelli, iniziò a prospettarsi un periodo molto travagliato tanto da decidere alcune alienazioni dei numerosi possedimenti feudali. Iniziò Ferrante nel 1532 vendendo a suo zio Carlo, conte di Seminara, i Feudi di Fuscaldo, Guardia e Pantano, e continuò la nipote Francesca trasferendo nel corso del suo domino non pochi possedimenti tra i quali Caccuri, Cerenzia, Paola, Castrovillari. Anche quanto rimasto della Contea di Cariati era in procinto di essere venduto per far fronte al forte indebitamento, ma ciò fu scongiurato grazie all’intervento del suocero di Francesca, Carlo Spinelli, duca di Seminara che intervenne comprando quanto ancora rimaneva dello Stato di Cariati. 

Con la morte di Francesca e la vendita della Contea di Cariati si estinse il ramo Spinelli di Cariati avviato da Giovanbattista, barone di Fuscaldo, Guardia e Paola nel 1505, ma ebbe continuità sempre con gli Spinelli, questa volta ramo di Seminara avendo Carlo acquistato la suddetta Contea con Bocchigliero, Campana, Montespinello, Rocca di Neto, Scala, Terravecchia e Umbriatico. La vendita, per la somma di 73.000 ducati, venne fatta all’asta dal S.R.C. ed ebbe il Regio Assenso il 18 gennaio 1565. Su tale acquisto si incardinò a distanza di mesi, il privilegio che Re Filippo II fece a Carlo, datato Madrid 15 novembre 1565, concedendogli il titolo di 1° principe di Cariati. Carlo sposò Ippolita Di Capua dei conti di Palena figlia di Giovan Francesco e cessò di vivere a Lecce il 27 agosto 1568.

Acquisito il titolo con l’investitura di Principato, nel 1565, gli Spinelli continuarono a dominare la Contea di Cariati fino al 1806. Dopo la morte di Carlo gli subentrò il figlio Scipione Spinelli con il titolo di 2° principe di Cariati. La Significatoria di Relevio arrivò il 18 maggio 1570. Dal matrimonio con la cugina Francesca, duchessa di Castrovillari, ebbe due figli: Carlo e Pietro Antonio quest’ultimo futuro arcivescovo di Rossano dal 28 maggio 1629 al 9 dicembre 1645. Trapassò a miglior vita l’8 agosto 1603.

Alla sua morte gli successe il figlio Carlo col titolo di 3° principe di Cariati. Ebbe la Significatoria per la Contea di Cariati con le diverse Terre collegate il 2 settembre 1604. Prese in moglie Giovanna Di Capua, dei principi della Riccia e gran conti di Altavilla dal cui matrimonio nacque Scipione Spinelli. Venne a mancare nel gennaio del 1614. 
Gli successe il figlio Scipione Spinelli col titolo di 4° principe di Cariati. La relativa Significatoria dei Relevi, per la Contea di Cariati con le Terre di Bocchigliero, Campana, Scala e Terravecchia e gli altri possedimenti in godimento gli pervenne il 27 luglio 1615. Si intestò lo Stato di Cariati nel Cedol. 73, ai ff. 31 e 51. Si congiunse in matrimonio, nel 1633, con Carlotta Savelli figlia di Paolo, rimasta vedova dall’unione con Pietro Aldobrandini, duca di Carpineto dal cui matrimonio ebbe due figli: Carlo Filippo Antonio e Giovan Battista, quest’ultimo intraprese la carriera ecclesiastica come Nunzio Apostolico a Vienna, alla quale, in seguito, rinunciò. Si unì in matrimonio con Giovanna Caracciolo di Marino, principe di Torella, dalla quale ebbe il figlio Scipione 3°, che come si vedrà in appresso subentrerà allo zio nel domino dei possedimenti feudali. Il principe di Cariati terminò la sua vita terrena a Napoli il 23 dicembre 1659.

Dopo la sua morte gli subentrò il figlio Carlo Filippo Antonio Spinelli Savelli, col titolo di 5° principe di Cariati, duca di Seminara, il quale ebbe Significatoria di Relevio per i possedimenti feudali il 23 ottobre 1662. L’intestazione avvenne il 9 febbraio 1678. Con lui iniziò una seconda fase di alienazioni. Infatti come già in precedenza riportato, per quello che interessa il nostro studio, dal 1968 in poi venne venduta Scala a Maurizio Coscinelli per 27.000 ducati con Regio Assenso del 30 giugno 1678; Campana e Bocchigliero al barone Alessandro Labonia di Rossano per 43.000 ducati con Regio Assenso dell’8 agosto 1678. Al principe rimase solo la Terra di Cariati con annesso il Casale di Terravecchia che successivamente pur senza intestazione farà parte dei possedimenti dei Sambiase. Il 28 gennaio 1692, a Napoli, morì la madre Carlotta Savelli. Nel corso del suo dominio ricoprì la carica di Ambasciatore straordinario del Pontefice nel Regno e successivamente Viceré di Aragona. Sposò Artemisia Borja Centelles, dei duchi di Gandia, dalla cui unione non ebbe figli. Morì il 13 febbraio 1725. 

Estinto Carlo Filippo Spinelli senza prole, in tutto il principato e nel vasto patrimonio del casato, a succedergli fu il nipote Scipione 3° Spinelli, figlio del fratello Giovan Battista, con il titolo di 6° principe di Cariati. Il suo dominio ebbe una durata di circa quarant’anni (1725-1766). Due furono i suoi matrimoni, il primo con Emanuela d’Eryl figlia del conte Antonio dal quale venne alla luce Giovan Battista, ed il secondo con Maria Rosa Caracciolo, dei duchi di Martina, duchessa, vedova di Cassano. Concluse la sua vita il 27 agosto 1766.   
Nella sua eredità gli successe il figlio Giovan Battista Spinelli Savelli, nato nel 1719, col titolo di 7° principe di Cariati, duca di Seminara e Castrovillari. L’ultima intestazione risale al 1° settembre 1770. Sposò Cristina Spinelli, dal cui matrimonio nacque Scipione 4°. Quest’ultimo ebbe due mogli: Margherita Branciforte dei principi di Butera, dal cui matrimonio ebbe Cristina, e M. Caterina Doria dei principi di Angri. Il 30 agosto 1791, dopo la prematura morte, alla giovane età di 29 anni, del figlio Scipione, l’anno successivo il 22 febbraio 1792 morì anche Giovan Battista. 

A succedere de jure al nonno fu la nipote Cristina Spinelli, figlia di Scipione 4°, col titolo di 8° principe di Cariati e tutti gli altri titoli. Di fatto fu l’ultima feudataria prima dell’applicazione delle leggi eversive sulla feudalità. Si unì in matrimonio con Nicolò Spinelli del ramo di Fuscaldo, figlio di Tommaso dalla cui unione nacque Margherita. In seconde nozze sposò Gennaro Spinelli fratello di Nicolò dal cui matrimonio ebbe i figli Ernesto e Sofia. 

Solo per quanto riguarda l’evoluzione nella successione del titolo, come peraltro riportato dal Pellicano Castagna1, seguirono: Ernesto Spinelli, figlio di Cristina, col titolo di 9° principe di Cariati, al quale, morto improle nel 1852, gli subentrò sua sorella Margherita Spinelli, figlia di Cristina nata dal primo matrimonio con Nicolò, col titolo di 10° principe di Cariati. Margherita si maritò con Lorenzo Friozzi, barone di Torrisola con il quale ebbe Giuseppe Friozzi Spinelli che alla morte del padre gli successe de jure nel titolo come 11° principe di Cariati. Questi, sposò Cecilia de Palessieux Falconnet, dal cui matrimonio nacque Lorenzo Friozzi Spinelli che subentrò al padre col titolo di 12° principe di Cariati. Lorenzo, a sua volta, si congiunse in matrimonio con Aimée d’Ehrenhof con la quale ebbe i figli Fabio e Cecilio che furono rispettivamente il 13° e il 14° principe di Cariati.      

Conclusosi il periodo feudale, con la nuova configurazione amministrativa voluta dai Francesi nel 1799, e l’applicazione delle leggi eversive sulla feudalità adottate dai Francesi, Cariati per disposizione del Generale Championnet venne introdotta nel Cantone di Cirò. Qualche anno dopo, a seguito del decreto 19 gennaio 1807 Cariati venne nobilitata a sede di un Governo includente i Comuni: Calopezzati Caloveto, Cropalati, Crosia, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scala Coeli, San Morello e Terravecchia. Più tardi a seguito di una disposizione legislativa (4.4.1811) Cariati veniva elevato a sede di Circondario e ne manteneva la collocazione anche con il nuovo ordinamento borbonico del 1° maggio 1816, data nella quale Pietrapaola, originariamente frazione di Mandatoriccio, veniva elevata a Comune autonomo. Stessa cosa accadde nel 1921, quando Terravecchia da frazione di Cariati acquisì la sua autonomia. 
Va altresì ricordato che durante il governo degli Spinelli i territori di Terravecchia e Cariati, pur mantenendone il possesso e l’intestazione, furono amministrati per molti anni dai Sambiase. 

BIBLIOGRAFIA    
1M. PELLICANO CASTAGNA, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria, Vol. 1, A-CAR, Frama Sud, Chiaravalle Centrale (CZ) 1984.
Per saperne di più
F.E. CARLINO, La Sila Greca. Tra Storia e Feudalità – I Feudi del suo Territorio, conSenso Publishing, Rossano 20023.

Franco Emilio Carlino
Autore: Franco Emilio Carlino

Nasce nel 1950 a Mandatoriccio. Storico e documentarista è componente dell’Università Popolare di Rossano, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e socio corrispondente Accademia Cosentina. Numerosi i saggi dedicati a Mandatoriccio e a Rossano. Docente di Ed. Tecnica nella Scuola Media si impegna negli OO. CC. della Scuola ricoprendo la carica di Presidente del Distretto Scolastico n° 26 di Rossano e di componente nella Giunta Esecutiva. del Cons. Scol. Provinciale di Cosenza. Iscritto all’UCIIM svolge la funzione di Presidente della Sez. di Mirto-Rossano e di Presidente Provinciale di Cosenza, fondando le Sezioni di: Cassano, S.Marco Argentano e Lungro. Collabora con numerose testate, locali e nazionali occupandosi di temi legati alla scuola. Oggi in quiescenza coltiva la passione della ricerca storica e genealogica e si dedica allo studio delle tradizioni facendo ricorso anche alla terminologia dialettale, ulteriore fonte per la ricerca demologica e linguistica