1 ora fa:Crosia, M5S conferma sostegno alla sindaca Aiello: Graziani resta in maggioranza
3 ore fa:A Cariati la presentazione del libro sulla Diocesi: anteprima nazionale dello studio di don Gaetano Federico
3 ore fa:È esondato anche il Coscile: Apollinara in allarme per possibili allagamenti
2 ore fa:A proposito dell'origine del casato Amarelli: precisazioni storiche sulla presenza a Rossano
4 ore fa:Co-Ro e provincia di Cosenza verso le assemblee AIDO: coinvolti oltre 4mila soci
10 minuti fa:Calabria nord-orientale, ecco i vincitori della gara di birdwatching organizzata da Lipu Rende
2 ore fa:Cassano, Ecofap supporta famiglie e bambini: consegna medicinali e beni essenziali
40 minuti fa:Roma, convegno Made in Italy: la famiglia Barbieri promuove la Calabria sui mercati internazionali
4 ore fa:Esondazione Crati, Madeo (Pd) deposita un'interrogazione su sicurezza Diga di Tarsia e Sp 197
1 ora fa:Bocchigliero, tensioni nel Pd: aree interne escluse dalle liste elettorali provinciali

Cinque anni fa la tragedia del Raganello, il ricordo delle vittime e un dolore che non si placa

1 minuti di lettura

CIVITA - Una messa di suffragio e un dolore che non si placa. Oggi Civita ricorda le dieci vittime della piena del Raganello a cinque anni esatti dalla tragedia che funestò la Calabria e l’Italia: la celebrazione è in programma nella Chiesa Parrocchiale “Santa Maria Assunta”.

La liturgia in particolare sarà dedicata alle dieci vittime – tra escursionisti e turisti –  i cui nomi restano scolpiti nella memoria collettiva: Antonio Santapaola e Carmen Tammaro, la cui figlioletta fu salvata dagli uomini del Soccorso alpino, Myriam Mezzolla e Claudia Giampiero, Paola Romagnoli, Gianfranco Fumarola, Carlo Maurici e Valentina Venditti, Imma Marrazzo e Antonio De Rasis, la guida del gruppo, originaria di Cerchiara.

Il 20 agosto 2018 fa furono travolti da un’onda provocata da uno sbarramento a monte e da una improvvisa e violenta pioggia: una massa d’acqua impressionante si accumulò a causa dei detriti accumulati e al cedimento della “diga” e si scaricò sugli escursionisti presenti in quel momento nelle gole del torrente.

Per tanti sono rimaste impresse le drammatiche immagini dei soccorsi proseguiti fino a notte inoltrata, le bare in fila nella palestra della scuola di Civita, lo strazio dei parenti delle vittime che ancora non si danno pace, le polemiche sul sistema di allerta meteo, l’inchiesta giudiziaria con il sequestro del sito e il processo a Castrovillari (nel “Raganello bis” c’è stato il proscioglimento di sindaci e amministratori).

Una tragedia che ancora non ha trovato la sua conclusione, una ferita che resterà probabilmente aperta per sempre. «Quanto avvenne quel funesto giorno è per noi qualcosa che non dimenticheremo mai, cosi come saremo sempre vicini al dolore incommensurabile dei familiari delle dieci vittime», ha dichiarato il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, nell’annunciare l’odierna commemorazione. Ma nelle parole del sindaco anche la voglia di guardare al futuro: Tocci infatti ha ufficialmente chiesto il dissequestro delle Gole del Raganello e la loro riapertura «per evitare che la mia comunità muoia».

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.