6 ore fa:Longobucco, un milione per mettere in sicurezza i versanti del Macrocioli: il progetto verso la gara
3 ore fa:Morti sul lavoro, Laghi: «Non possiamo continuare a contare in silenzio»
7 ore fa:Memorial Tommaso Manuel Leone, allo “Stefano Rizzo” due giorni di calcio e ricordo
6 ore fa:San Francesco di Paola diventa un “history game”: studenti del San Nilo e dell’Amarelli tra mappe, storia e territorio
1 ora fa:Danza, il Centro Margherita porta al Metropol “Pinocchio” e “Pangea”
4 ore fa:Fratelli d’Italia apre i Dipartimenti alla città: nasce “Miglioriamo Corigliano Rossano”
1 ora fa:Marina di Sibari accende l’estate: con “Summer Begin” commercianti in campo per rilanciare la stagione
3 ore fa:BEI e Mezzogiorno, Tridico: «Le regioni del Sud devono fare squadra per intercettare i fondi europei»
2 ore fa:“Dalla speranza all’azione”: al via la Settimana Laudato Si’ 2026 a San Benedetto
5 ore fa:Campana, Chiarello sale sul palco elettorale inscenando Pinocchio: «Meglio la satira delle offese»

Parla Elena la moglie di Yuri: «Ho visto mio marito portato via dai soldati contro la sua volontà»

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – La voce rotta dalle lacrime appena pronunciamo il nome di Yuri: «Mio marito è riuscito a scappare dal confine con la Polonia, ora si trova a Leopoli in cerca dell’Ambasciata italiana, per chiedere asilo, lui non vuole combattere» (leggi qui).

Le parole di Elena ci colpiscono nel profondo, mentre ci racconta che ha sentito suo marito finalmente, bloccato in Ucraina da una settimana, che ha acquistato una nuova scheda telefonica perché quella che aveva, il governo l’ha bloccata. Un matrimonio appeso ad un filo di voce, ad una sim di fortuna recuperata dal suo Yuri.

Raggiunta Leopoli via autostop dal paese in cui era stato bloccato dai soldati ucraini, una settimana trascorsa tra freddo e fame, senza servizi igienici e poi la fuga oggi verso l’unica città ancora (ma per poco) rimasta incolume dai bombardamenti russi. Il sito dell’Ambasciata italiana però è nascosto per motivi di sicurezza, abbiamo già documentato, tra le pagine dell’Eco l’encomiabile lavoro dell’ambasciatore Zazi (leggi qui) nel mettere in salvo i connazionali bloccati in Ucraina e 20 orfani abbandonati.

Yuri si trova solo ma sa che presto dovrà imbracciare le armi e andare al fronte, contro la sua volontà, è questione di ore. La moglie ci racconta il momento in cui sono stati separati al confine tra Ucraina e Polonia: «Eravamo sull’autobus che è arrivato al confine con 5 ore di ritardo, un viaggio estenuante. Siamo arrivati ad un posto di blocco, eravamo tranquilli perché Yuri era esonerato dal servizio militare proprio dal governo ucraino, per via di una grave patologia di cui è affetto. Ma i militari non hanno neanche visto i documenti, un minuto per salutarci e da quel momento ci hanno separati. Da quel momento sono rimasta sola».

Un incubo, uno shock quello vissuto da Elena, che ancora oggi non può credere di essere senza suo marito accanto e al pensiero che Yuri sia sotto le bombe, si sente morire. «Qualcuno deve aiutarci, Alex Capani sta sostenendo molto la nostra famiglia qui in Italia, ma Yuri sta rischiando la vita. Sento mio marito ogni giorno con sempre meno frequenza, l’angoscia mi risucchia e saper di non poter fare niente mi logora l’anima».

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive