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Da Paludi al Teatro delle Vittorie di Roma: l'ascesa del giovane illusionista Giandomenico Morello

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PALUDI - Giandomenico Morello nasce a Paludi, un piccolo paese in provincia di Cosenza. Oggi è un giovane ragazzo di venticinque anni che ha scelto di essere un illusionista e mago dai tempi comici eccellenti. Coltiva l'arte delle ombre cinesi e la mimica, intanto è anche uno studente di ingegneria informatica. Lo abbiamo intervistato, catapultandoci magicamente nel suo affascinante mondo!

Cosa rappresenta per te la magia? «Eh, una domandina sbucata così dal nulla! Beh, io potrei dire che rappresenta la mia vita. Ho iniziato all'età di otto anni, per cui non ricordo un periodo della mia vita nel quale la magia non fosse già presente. È un'arte che io mi porto dentro da sempre, una passione innata. Al di là dell'esibizione in sé, mi piace portarla nel mio quotidiano. La magia è il mio modo di essere e di rappresentare il mondo attraverso lo spettacolo».

«Tra me e la magia è stato un incontro casuale. Mi trovavo a Milano per un viaggio di lavoro dei miei genitori - racconta il giovane mago - È lì che acquistai una scatola di magia, e da quel giorno non ho più abbandonato questa passione. È stato mio padre ad insegnarmi i primi effetti magici, che io poi replicavo. Circa due anni e mezzo fa, ho avuto la possibilità di iniziare a studiare con uno tra i più bravi maghi italiani, Diego Allegri, e dà lì è iniziata la professionalizzazione e la possibilità di conoscere artisti internazionali e professionisti del mestiere affermati».

A che pubblico ti rivolgi? «La magia, la comicità in generale, nasce per gli adulti perché hanno tutti gli strumenti necessari per conoscere il limite del possibile e rimangono affascinati quando l'impossibile sembra essere reale. Partendo da questo presupposto, i miei spettacoli, sono rivolti ad un pubblico adulto. Naturalmente il bambino non viene assolutamente escluso, viene però entusiasmato da effetti magici diversi dall'esecuzione più semplice ai loro occhi».

«Bisogna sfatare il mito che la magia sia solo per i bambini. Ed è proprio quando si incontra un prestigiatore in età adulta che si può avere coscienza di questo nel momento in cui lo si vede esibire. Questo è fondamentale per il cambio di paradigma della percezione che si ha della magia che ha il semplice ma incredibile potere di far ritornare bambini gli adulti, perché stupisce. Ed è importante considerare l'arte come un lavoro. In questo senso la magia è un mestiere che porta dietro di sé tanto studio ed ore di esercitazione».

«A volte, gli spettatori - ci racconta questo aneddoto Giandomenico - vogliono approfondire sulla mia vita e spesso capita la domanda: “E quindi di cosa ti occupi nella vita?” Quasi come se non si volesse accettare come lavoro l'arte. La sensibilità all'arte purtroppo non appartiene a tutti, ed è forse per questo motivo che si tende a non comprenderla. Sto avendo già tante soddisfazioni, e questo significa che qualcosa sta cambiando. Ogni volta che mi esibisco, il mio obiettivo è arrivare al pensiero del pubblico. Cambiare questo limite che è radicato nella cultura italiana, dove l’arte è poco compresa. Ma ci stiamo riuscendo! Un mio caro amico una volta mi chiese: “A cosa serve l'arte?” A niente, ho riposto ma serve a farci stare bene e stare bene non è cosa da niente».

Quanto studi prima di ogni esibizione? «Potrei dire tutto il giorno, perché in ogni momento libero, ripasso, mi esercito, lavoro ad un testo, penso ad una presentazione per aprire uno show. È un pensiero fisso e costante. Anche mentre dormo ogni tanto, mi sveglio pensando a cosa potrei cambiare di una esibizione».

Giandomenico ha da poco partecipato allo show televisivo “Soliti ignoti” e ci ha raccontato la sua esperienza: «È stato inaspettato. Ho ricevuto una chiamata e son partito a Roma per registrare. È stata un’esperienza assolutamente bella, anche perché vivi la televisione e i dietro le quinte che io adoro più di tutto perché è proprio lì che conosci tanta gente. Inoltre, stare dietro le quinte ti fa capire che al di là della durata della trasmissione, ci sono ore di lavoro e prove svolte in precedenza. Dal regista al cameraman, ognuno lavora duramente e questo mi ha fatto riflettere su quanto per i lavoratori dello spettacolo la pandemia sia stata difficile da affrontare. È stato bello perché apprezzi tanto quello che c'è dietro una trasmissione televisiva».

Quali sono le tue aspirazioni future? «La cosa bella della magia è che puoi contaminarla. Sicuramente, dunque allargare il mio bagaglio culturale e tecnico, migliorando ogni giorno i miei spettacoli. Collaboro con Talking Magic un format video, dove chi vuole può abbonarsi ed intraprendere un percorso di formazione. Ho scritto un libro "Itinerarium" con all'interno una ricostruzione della storia delle tecniche cartomagiche per valorizzare chi c'è stato prima di noi». Qui il suo sito: https://www.giandomenicomorelloillusionista.com/

Giandomenico è un inno alla magia. Un esempio di tenacia e creatività, che supera la linea sottile tra il possibile e l'impossibile. Ennesimo orgoglio calabrese!

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

25 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie dell'informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia