1 ora fa:Cariati conquista le Spighe Verdi per il secondo anno consecutivo: si conferma il triplete delle eccellenze ambientali
4 ore fa:Greco (Italia Viva) attacca Occhiuto: «Troppa propaganda, la Calabria reale non vive nei reel»
54 minuti fa:Va’ Sentiero Fest, il Pollino diventa il palcoscenico del primo festival-spedizione d’Italia
5 ore fa:Sottopasso di Sibari, il cantiere riparte. Garofalo: «Impegno rispettato, Iacobini ha mantenuto la promessa»
3 ore fa:Disabilità, vittoria Anffas Corigliano-Rossano al Consiglio di Stato: rafforzato il diritto al progetto di vita
1 ora fa:Ex centrale Enel di Cutura, attiva la demolizione delle ciminiere: prima torre giù entro febbraio 2027
2 ore fa:Addio a Tonino Catalano: il calcio rossanese perde un padre silenzioso
24 minuti fa: Macrocioli, nuova rottura della condotta. Stasi: «Un rottame idrico, serve il rifacimento totale»
2 ore fa:I Toto sul lungomare di Corigliano-Rossano: alla Negra Tomasa arriva Jean-Michel Byron
3 ore fa:Emergenza acqua, Campana attacca Sorical e Arrical: «Accentramento fallito, i calabresi restano senz'acqua»

Storie d'Altri tempi - La grande guerra a Corigliano

1 minuti di lettura

di Giulio Iudicissa

Il monumento ai Caduti di Corigliano

A leggere le cronache del tempo, la manifestazione dell’1 giugno del 1915, a Corigliano, fu veramente imponente. L’Italia era appena entrata in guerra e i primi militi partivano per il fronte.

Per le strade c’erano “circa seimila persone di ogni classe e di ogni ceto. Tutte le case erano imbandierate, tutti i balconi erano parati a festa e da essi le donne lanciavano a piene mani fiori sulla folla”. Le Autorità civili e religiose, le scuole, la banda e, poi, le arringhe conferivano alla giornata la solennità delle grandi occasioni.

Il cronista annota, nella retorica della circostanza: “È un vero delirio di entusiasmo”.

I soldati, che della guerra non hanno visto neanche una foto, sanno di partire per liberare la patria dal nemico; nessuno immagina ciò che veramente lo attende.

Il bilancio sarà, purtroppo, tutto negativo. Per tre anni, 3mila giovani lasciano i campi e le botteghe, i mestieri e le professioni; lasciano il paese e le famiglie. Di essi, 500 torneranno feriti, 50 mutilati, 196 giovani soldati non faranno, addirittura, ritorno. In tante case ci sarà un lutto, in molte famiglie un ferito da curare, ovunque, fame di pane e di lavoro. L'emigrazione, con la lacerazione del tessuto urbano già provato, farà il resto.

A mantenere viva la loro sacra memoria, s’incarica, oggi, l’austero Monumento ai poveri, sventurati caduti, giustamente eretto dai nostri padri, a parziale risarcimento di tanto inutile spargimento di sangue.


Storie d'Altri tempi è un progetto dell'Eco dello Ionio e dell'associazione Rossano Purpurea, nato per costruire un racconto corale di memorie cittadine tra Corigliano e Rossano. I contenuti sono frutto di un patrimonio orale di ricordi, o di ricerche storico- antropologiche, per lo più inedite, che gli autori hanno accettato di condividere con noi. Una narrazione unica, antica e nuova allo stesso tempo, della nostra identità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.