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Rossanese di lotta e di governo: vittoria contro l’Amantea e primato rafforzato

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CORIGLIANO-ROSSANO - La Rossanese di mister Luca Aloisi ha dimostrato, ancora una volta, di fare sul serio. Allo Stefano Rizzo, divenuto oramai un catino inespugnabile, i rossoblu hanno dato dimostrazione di forza e di carattere contro una signora squadra: l’Amantea, allenata da un maestro di calcio che risponde al nome di Sandro Cipparrone. 

Una gara maschia, leale, combattuta e disputata sul filo del rasoio. Due a uno il risultato finale, con la Rossanese che è passata subito in svantaggio con un rigore molto discutibile e trasformato da Gimenez. Gli ospiti blucerchiati, però, paghi del vantaggio decidono di amministrare, ma i rossoblu, trascinati da un giocatore spaziale e universale come Ramiro Ferreira, azzannano i tirrenici.

Il forte centrale paraguaiano infilza di testa ad una manciata di minuti dalla fine della prima frazione. Nel secondo tempo l’Amantea inizia bene, sfiorando il gol in un paio di occasioni. I bizantini non stanno a guardare e, dopo un’occasione del solito Ferreira, trovano la meritata vittoria con la conclusione a porta sguarnita del neo-entrato Basualdo. 

La Rossanese con questa vittoria, e grazie al pareggio del Sersale sul campo di Roseto, si porta a cinque lunghezze dalle inseguitrici. I rossoblu non si nascondono più: l’obiettivo è l’Eccellenza.

Josef Platarota
Autore: Josef Platarota

Nasce nel 1988 a Cariati. Metà calovetese e metà rossanese, consegue la laurea in Storia e Scienze Storiche all’Università della Calabria. Entra nel mondo del giornalismo nel 2010 seguendo la Rossanese e ha un sogno: scrivere della sua promozione in Serie C. Malgrado tutto, ci crede ancora. Ha scritto per Calabria Ora, Il Garantista, Cronache delle Calabrie, Inter-News, Il Gazzettino della Calabria e Il Meridione si è occupato anche di Cronaca e Attualità. Insegna Lettere negli istituti della provincia di Cosenza. Le sue passioni sono la lettura, la storia, la filosofia, il calcio, gli animali e l’Inter. Ha tre idoli: Sankara, Riquelme e Michael Jordan.