1 ora fa:Pollino e Sibaritide fanno rete nel gusto: a Civita il gemellaggio enogastronomico tra tre territori
39 minuti fa:Cassano, il Consiglio alle Grotte di Sant’Angelo: sul tavolo consulte, rottamazione e patrimonio comunale
3 ore fa: Buono servizio contro la povertà: dalla Regione Calabria oltre 9,5 milioni per sostenere famiglie e persone fragili
5 ore fa:Longobucco, arrivano le nuove campate: al via il varo del Viadotto Ortiano II
1 ora fa:Schiavonea ritrova la sua piazza: Santa Maria ad Nives diventa il nuovo cuore urbano della città
3 ore fa:CISL Cosenza, si conclude il primo ciclo delle assemblee zonali: già pronti nuovi incontri sul territorio
6 ore fa:Tpl, depurazione e nuovo ospedale: Pugliese attacca la Regione. «Troppi annunci, i cittadini aspettano ancora risposte»
9 minuti fa:Dateci lavoro (vero), del resto non sappiamo che farcene
4 ore fa:Librincantine debutta a Corigliano-Rossano: il 29 giugno la prima tappa della rassegna dedicata alla cultura calabrese
4 ore fa:Territorio sotto pressione, Rapani: «Fatti inquietanti, porterò il caso nelle sedi competenti»

Tavernise (M5S), questione "Medici imboscati". Occhiuto prenda esempio da Rocca

1 minuti di lettura

REGGIO CALABRIA - Davide Tavernise, Consigliere Regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, torna nuovamente sul caso dei così detti "medici imboscati", chiedendosi: «Cosa trattiene il presidente della Giunta regionale, nonché Commissario ad acta della Sanità in Calabria, Roberto Occhiuto, a far piena luce su questo caso?».

«Non credo si tratti dell'orizzonte politico, visto che il suo omonimo, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, sta impostando una caccia ai furbetti che anche in quella regione vanno ad alterare il corretto funzionamento dei presidi sanitari. E non penso neanche si possa trattare della paura di un confronto schietto e diretto con i sindacati, che potrebbero insorgere nel momento in cui si dovesse arrivare a prendere dei provvedimenti, magari attraverso ricorsi a pioggia».

«Di certo c'è che la Regione Lazio fa un ragionamento partendo da un dato certo: il 18% dei medici, ossia 1730 su 9805, gode dei benefici del "minor aggravio". In Calabria - spiega Tavernise - non siamo in possesso neanche di questo dato. Disponiamo solo di un dato parziale, 570 tra medici e infermieri sottratti in tutto o in parte alle corsie ospedalieri e destinati a ruoli amministrativi, e non grazie all'azione del Commissario ad acta o dei vari dirigenti sanitari, ma grazie all'azione del sottoscritto, che attraverso richieste formali e interlocuzioni durate mesi che ancora oggi vanno avanti, è riuscito a venire in possesso di una parte dei documenti che iniziano a dare un quadro del fenomeno».

«Per quello che si apprende, Rocca vorrebbe intervenire nei controlli - continua Tavernise - andando a modificare l'ente certificatore. Al momento a visitare chi sostiene di essere inidoneo ad alcune mansioni è una commissione interna all'Azienda sanitario o ospedaliera di competenza, esattamente come avviene in Calabria. Il presidente del Lazio vorrebbe far giudicare il personale di un'azienda dalla specifica commissione di un'altra azienda. Azione che può portare ad un cambiamento incisivo».

«Ma si potrebbe anche affidare la valutazione delle inidoneità all'Inps o comunque ad un soggetto terzo e non al "medico competente" che è interno alla struttura».

«Anche in questo caso ho fornito al Presidente Occhiuto la soluzione su un piatto d'argento: la mia proposta di legge però non è mai stata calendarizzata. Resta quindi una domanda fondamentale: perché Occhiuto e la sua maggioranza di governo non vogliono fare luce sulla questione?» conclude.

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.