4 ore fa:Expo del Made in Italy a Tirana: l’Arberia calabrese rafforza il ponte storico tra Italia e Albania
4 ore fa:A Corigliano-Rossano, sabato 7 marzo, incontro sulle motivazioni a favore del Sì al prossimo referendum
1 ora fa:Crati, allarme esondazione a Sibari: il Comitato dei Laghi chiede interventi urgenti
2 ore fa:Crati, biomassa e sicurezza: la filiera legno-energia nel contrasto al dissesto idrogeologico
2 ore fa:Cariati, nuovi riscontri sulla vicenda delle presunte notifiche IMU/TARI notificate fuori regione
15 minuti fa:Franz Caruso: «Bene i fondi per Caloveto, ma le istituzioni non siano strumenti elettorali»
3 ore fa:Castrovillari, Luigi de Magistris presenta “Attuare la Costituzione”: un confronto civico sulla democrazia
1 ora fa:Confraternita Addolorata, pellegrinaggio in Umbria: fede e legami rafforzati
45 minuti fa:Corigliano Rossano, il M5S spiega le ragioni del NO alla riforma costituzionale del 22 e 23 marzo
5 ore fa:Castrovillari verso le amministrative, M5S propone governance innovativa a beneficio dei cittadini

Tavernise (M5S), questione "Medici imboscati". Occhiuto prenda esempio da Rocca

1 minuti di lettura

REGGIO CALABRIA - Davide Tavernise, Consigliere Regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, torna nuovamente sul caso dei così detti "medici imboscati", chiedendosi: «Cosa trattiene il presidente della Giunta regionale, nonché Commissario ad acta della Sanità in Calabria, Roberto Occhiuto, a far piena luce su questo caso?».

«Non credo si tratti dell'orizzonte politico, visto che il suo omonimo, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, sta impostando una caccia ai furbetti che anche in quella regione vanno ad alterare il corretto funzionamento dei presidi sanitari. E non penso neanche si possa trattare della paura di un confronto schietto e diretto con i sindacati, che potrebbero insorgere nel momento in cui si dovesse arrivare a prendere dei provvedimenti, magari attraverso ricorsi a pioggia».

«Di certo c'è che la Regione Lazio fa un ragionamento partendo da un dato certo: il 18% dei medici, ossia 1730 su 9805, gode dei benefici del "minor aggravio". In Calabria - spiega Tavernise - non siamo in possesso neanche di questo dato. Disponiamo solo di un dato parziale, 570 tra medici e infermieri sottratti in tutto o in parte alle corsie ospedalieri e destinati a ruoli amministrativi, e non grazie all'azione del Commissario ad acta o dei vari dirigenti sanitari, ma grazie all'azione del sottoscritto, che attraverso richieste formali e interlocuzioni durate mesi che ancora oggi vanno avanti, è riuscito a venire in possesso di una parte dei documenti che iniziano a dare un quadro del fenomeno».

«Per quello che si apprende, Rocca vorrebbe intervenire nei controlli - continua Tavernise - andando a modificare l'ente certificatore. Al momento a visitare chi sostiene di essere inidoneo ad alcune mansioni è una commissione interna all'Azienda sanitario o ospedaliera di competenza, esattamente come avviene in Calabria. Il presidente del Lazio vorrebbe far giudicare il personale di un'azienda dalla specifica commissione di un'altra azienda. Azione che può portare ad un cambiamento incisivo».

«Ma si potrebbe anche affidare la valutazione delle inidoneità all'Inps o comunque ad un soggetto terzo e non al "medico competente" che è interno alla struttura».

«Anche in questo caso ho fornito al Presidente Occhiuto la soluzione su un piatto d'argento: la mia proposta di legge però non è mai stata calendarizzata. Resta quindi una domanda fondamentale: perché Occhiuto e la sua maggioranza di governo non vogliono fare luce sulla questione?» conclude.

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.