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Insiti come "spina dorsale" della Città unica, Antoniotti (FI): «In gioco c'è il futuro di Corigliano-Rossano»

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CORIGLIANO-ROSSANO - Nei giorni scorsi avevamo pubblicato il messaggio di Giovanni Dima, dirigente nazionale di Fratelli d'Italia ed ex amministratore dei due estinti Comuni di Corigliano e Rossano, già assessore regionale e deputato, che era intervenuto in merito a Insiti affermando che «il progetto dell'area non sta andando nella direzione stabilita dalla legge regionale sulla fusione». Il politico aveva in quella occasione chiamato in causa Antoniotti e Graziano: «È importante che tornino a farsi sentire» aveva affermato.

Al suo appello ha risposto Giuseppe Antoniotti, già sindaco di Rossano dal 2011 al 2015 e figura storica del centrodestra jonico, che ci ha rilasciato un’intervista, nel corso della quale affronta nel complesso il tema della fusione tra Corigliano e Rossano, esprimendo forti preoccupazioni rispetto a quella che definisce «una progressiva perdita di coerenza con il progetto originario della città unica».

Alla richiesta di chiarire da dove nasca la sua convinzione che la fusione stia smarrendo la visione iniziale, Antoniotti spiega che «il processo non è nato in modo improvvisato, ma poggiava su idee e scelte precise, pensate per consentire alle due comunità di unirsi e convivere all’interno di un’unica realtà amministrativa. Tra i punti fondamentali vi era, e continua a essere prevista, la realizzazione della Cittadella comunale degli uffici del nuovo Comune di Corigliano-Rossano, individuata nell’area di contrada Insiti, la stessa in cui sono stati avviati i lavori per il nuovo ospedale della Sibaritide».

Soffermandosi sull’importanza strategica dell’area di Insiti, Antoniotti sottolinea come «si tratti di una zona baricentrica tra Corigliano e Rossano, ideale per ospitare le principali funzioni della nuova città». A suo avviso, «continuare a concentrarsi su progetti che non hanno alcun legame con il processo di fusione significa perdere tempo prezioso e tradire lo spirito originario dell’operazione». Da qui l’invito ad «avviare quanto prima almeno una prima bozza di pianificazione urbanistica complessiva dell’area».

Entrando nel merito di quella che definisce la vera «spina dorsale» della città unica, Antoniotti evidenzia come «il nuovo ospedale, la futura Cittadella comunale degli uffici e la possibile collocazione del nuovo Tribunale di Corigliano-Rossano – anche solo in termini di previsione urbanistica, in attesa delle decisioni del Governo sulla sua riapertura – rappresentino elementi essenziali per costruire una reale integrazione tra i due ex Comuni». Secondo l’ex sindaco, «è proprio attorno a queste funzioni che può nascere una vera unione amministrativa e sociale».

Ragionando sulle conseguenze di un eventuale abbandono di questi presupposti, Antoniotti non nasconde la propria preoccupazione e afferma che «verrebbe decretato il fallimento della città unica». Ricorda come il progetto di fusione si fondi su capisaldi ben definiti – la cittadella, l’ospedale unico, i municipi e il tribunale – e avverte che, «se questi elementi dovessero venire meno, verrebbe meno l’intero impianto della fusione, con responsabilità che nessuno potrebbe permettersi di assumere».

Sul piano politico, Antoniotti ribadisce la necessità di «un confronto ampio e trasparente» sostenendo che «una questione di tale portata debba essere discussa apertamente in Consiglio comunale». A suo giudizio, «nessun singolo amministratore può decidere da solo il futuro e il destino di Corigliano-Rossano, motivo per cui occorre coinvolgere tutte le forze politiche, i promotori della fusione e quanti hanno creduto nel progetto della città unica».

Nel suo intervento richiama infine un riferimento normativo preciso, ricordando che «la realizzazione della Cittadella comunale degli uffici è espressamente prevista dall’articolo 4, comma 3, della Legge regionale n. 2 del 2018». Antoniotti sottolinea come questo non rappresenti una posizione personale, ma «un dato sancito dalla legge», e spiega che «sia l’intervento di Dima sia le sue osservazioni vogliono fungere da stimolo alla politica e ai partiti affinché si apra una discussione seria e responsabile». Concludendo, l’ex sindaco esprime la speranza che «qualche consigliere comunale possa farsi carico di questa tematica e portarla all’attenzione del Consiglio comunale», ribadendo che «in gioco non vi è una polemica politica, ma il futuro stesso della città di Corigliano-Rossano».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.