2 ore fa:Ferrovia Jonica, dal 13 settembre tornano i bus sostitutivi: la riapertura dura meno di un’estate
5 ore fa:Sibari, l’estate dell’archeologia viva chiude tra sapori del Sud e musica mediterranea
42 minuti fa:Poste, Castrovillari rischia di perdere la Direzione: dal Comune alt alla centralizzazione su Cosenza
1 ora fa:Mandatoriccio, gastroenterite tra i minori: arrivano gli aggiornamenti dell'Asp di Cosenza
1 ora fa:Rossano, il 30 agosto la giornata inaugurale dell’Inter Club “Giacinto Facchetti”
2 ore fa:Carmela Bifano, l’autopsia ricostruisce l’orrore: prima il tentativo di strangolamento, poi i colpi alla testa
4 ore fa:Co.Ro. Summer Fest, altri sei giorni di eventi: la città diventa un grande palcoscenico diffuso
3 ore fa:Emergenza idrica, Scutellà: «Serve un Piano straordinario Calabria Acqua 2030»
3 ore fa:Biovalle del Nicà senz’acqua, l’allarme degli allevatori: «Gli animali stanno morendo di sete»
1 ora fa:Torrenti e canaloni, Uva chiama gli enti alle proprie responsabilità: «Controllare prima dell’emergenza»

«La memoria è l'unica arma utile a non commettere gli errori del passato»

1 minuti di lettura

COSENZA - «La memoria è l'unica arma utile a non commettere gli errori del passato. Riteniamo, dunque, fondamentale oggi, più di ogni altro anno, celebrare con grande solennità la festa del 25 aprile anche a seguito del dramma vissuto a Cutro e con al Governo una destra populista ed antidemocratica».

Lo affermano in una nota congiunta Pina Incarnato, Chiara Penna, Raffaele Fuorivia, Antonello Costanzo ed Andrea Golluscio del Partito socialista italiano di Cosenza.

«Lo dobbiamo alle nuove generazioni - proseguono - che, sempre più carenti di testimonianze dirette, devono conoscere gli orrori vissuti dalle passate generazioni, che con il sangue ci hanno donato quella libertà che oggi sembra tanto scontata. Sono ancora attuali le parole di Calamandrei, dalle quali si evince un senso molto più alto dello Stato, rispetto a quello che dimostra di avere il Governo Meloni: «Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta».

È necessario aprire una discussione profonda sulla condizione di chi è oppresso e messo in secondo piano da un governo nazionale che continua a lasciare indietro gli ultimi, combattendo un nemico immaginario, per distogliere lo sguardo da quelle che sono invece le reali e gravi carenze strutturali della nostra società, in questo momento storico.

Dobbiamo, quindi, discutere seriamente sulla condizione dei bambini nati in Italia da genitori stranieri affinché siano naturalmente riconosciuti quali cittadini italiani e non ritenuti una pericolosa "sostituzione etnica". È improcrastinabile affrontare, con questo governo sordo anche alle continue sanzioni da parte dell'Unione Europea, la condizione dei bambini nati da coppie omogenitoriali. Questo solo per fare pochi esempi della deriva dei diritti individuali che si registra ancora nel nostro Paese. Per noi socialisti il 25 aprile 2023 è dunque il giorno della ripartenza di una nuova battaglia contro tutte le ingiustizie presenti in Italia riaffermando i principi di libertà, uguaglianza e democrazia bene impressi nella nostra Costituzione.

(Fonte foto shutterstock)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia