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Le quattro sfide di Rapani per Co-Ro e la Sibaritide: Tribunale, Sicurezza, Statale 106 e ferrovia jonica

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CORIGLIANO-ROSSANO - Torniamo a parlare delle urgenze del nostro territorio e delle risposte che questo governo intende fornire agli abitanti della Sibaritide. Tante promesse, ardue imprese all’orizzonte e una mentalità che spesso rende difficile il perseguimento di obiettivi anche minimi.

A farlo insieme a noi il senatore Ernesto Rapani, componente della commissione giustizia in Senato, ospite questa sera all’Eco in Diretta, il talk della nostra testata condotto dal direttore Marco Lefosse.

Una commissione questa della giustizia piuttosto delicata per Corigliano-Rossano che da anni lotta per la riapertura del suo tribunale.

«Quando mi chiedono in che commissione sono stato designato, essendo architetto, si meravigliano che io sia in commissione giustizia. Anche se risulta non affine al mio lavoro l’obiettivo che perseguiamo è importante. Spero si possano raggiungere i risultati sperati».

Uno dei problemi che attraversano il nostro territorio è legato proprio alla riforma della geografia giudiziaria. Riforma, lo ricordiamo, fatta sotto il governo Monti e che ha portato alla soppressione del tribunale dell’allora comune di Rossano accorpandolo a Castrovillari. Per questa vicenda si sono spese tutte le forze politiche, da destra a sinistra. Anche durante l’ultima legislatura, a trazione 5 Stelle, non sono mancati i tentavi ma ad oggi tutte le battaglie non hanno sortito l’effetto sperato.

Di recente, però, una mozione portata in aula proprio dall’Onorevole Ernesto Rapani, ha rimesso in moto la macchina politica che chiede nuovamente la riapertura del presidio di giustizia. Speriamo non si esaurisca in questo intervento, la battaglia deve continuare.

«Certo – dichiara l’Onorevole -, diciamo pure che le varie correnti politiche (da destra e sinistra), hanno sicuramente acconsentito perché si proponesse la riapertura ma nessuna forza si è davvero mai impegnata. L’ultimo governo, è vero, aveva la possibilità, se solo l’avesse voluto, di insistere perché disponeva di 5 rappresentanti territoriali. Per quanto riguarda il mio intervento, preciso che è stato una mozione (che a differenza dell’interrogazione prevede il coinvolgimento dell’aula e quindi una discussione plenaria) e che servirà ad avviare un percorso in questo senso. Percorso che si apre a seguito di un Question Time sottoposto al Ministro, il quale si è impegnato a rivedere la geografia giudiziaria. Ha riconosciuto che effettivamente la legge Severino ha penalizzato alcuni territori».

Pare ci sia una possibilità in più ma, ci chiediamo, dettata da cosa? L’esposizione mediatica di più rappresentati del governo sul tema giustizia può davvero rappresentare una speranza o è necessario che sblocchino altre dinamiche?

«Nel momento in cui è stato redatto il programma elettorale Fratelli d’Italia ha chiesto ai territori quali erano le singole esigenze. Dal nostro è partita proprio la richiesta di revisione della geografia giudiziaria finalizzata alla riapertura del tribunale. Quando Meloni si è insediata lo ha detto chiaramente: ci sono dei programmi elettorali da attuare e rispettare e questo rappresenta una garanzia per i cittadini e per le istanze presentate in campagna elettorale. Fa parte della coerenza che ci si aspetta quando si va al governo».

Dalla questione giustizia si è passati poi alla questione relativa all’escalation della criminalità e alla mancata percezione dei livelli di sicurezza che imperversa tra i cittadini. I presidi territoriali hanno cercato di fronteggiare la carenza di organico cronica (è stato, sì, ottenuto un gruppo territoriale di Carabinieri che potrà essere potenziato a breve) ma resta aperta la questione del Commissariato di Polizia e con esso l’ottenimento del Primo Dirigente per la zona di Corigliano-Rossano.

«Questa è una battaglia che Fratelli d’Italia persegue da quando era all’opposizione – afferma Rapani -. Con l’avvento della città unica è stato riconosciuto, a questo territorio, l’elevazione a Primo Dirigente da raggiungere entro il 2026. Se è previsto, ci chiediamo, che senso ha aspettare il 2026? Oggi, sulla scorta di quello che è stato fatto, e grazie al giusto riconoscimento che questo territorio ha ottenuto per effetto della fusione, siamo ritornati all’attacco su questo tema. Wanda Ferro, in qualità di Sottosegretaria all’Interno, ha già risposto che ci stanno lavorando. Nei prossimi mesi sicuramente riusciremo ad aggiungere questo tassello in più».

E sul fronte infrastrutture e servizi per la mobilità, la strada sembra ancora piuttosto ardua. L’aeroporto è lontano, il porto funziona solo per la marineria peschereccia e le due infrastrutture, 106 e ferrovia jonica, l’una lo specchio dell’altra, il cui riflesso restituisce un pessimo ritratto.

«Il territorio, è vero, è affetto da numerose piaghe. Ci auguriamo di mettere un po’ di penicillina cercando di farle rimarginare. Bisogna partire da una considerazione, però, questo territorio sembra avere tutto ma in realtà non ha niente. Mi spiego: abbiamo una rete ferrata, abbiamo un porto, abbiamo una rete stradale ma nessuna delle tre infrastrutture funziona. Noi, come partito, abbiamo lavorato ad un progetto intermodale dei trasporti per mettere in connessione le varie infrastrutture e abbiamo dimostrato che c’è la possibilità di farlo. Su questo lavoreremo. Proprio la settimana prossima ne discuterò con il vice Ministro alle Infrastrutture per cercare di capire come farlo decollare».

«Sulla 106 – prosegue - posso dire che per anni, quando ero amministratore, abbiamo rincorso Anas per cercare di avere anche un po’ di manutenzione stradale. Adesso si è invertito il processo, è Anas che rincorre l’amministrazione. Questo accade perché questa città adesso ha una forza territoriale maggiore. Per capirne qualcosa di più, incontrerò a breve i dirigenti nazionali di Anas. Se il problema è davvero relegabile all’amministrazione solleciteremo chi di dovere. Insomma, cercheremo di capire qual è l’ostacolo che ha impedito di avere un progetto, approvato, per il tratto Sibari-Crotone».

Per la ferrovia jonica, invece, ci sono in ballo, tra fondi regionali, fondi strutturali e fondi della rete ferroviaria italiana, quasi 1 miliardo e mezzo di euro… tanti! Ma dell’elettrificazione neanche l’ombra, i lavori sul tratto tra Sibari e Rossano e su quello di Thurio puntualmente si arenano.

«Anche su questo abbiamo fatto un’interrogazione, per cercare di capire perché i lavori vanno a rilento o si bloccano. In casi come questo penso si debba ragionare secondo il principio del “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. Basterebbe ottenere l’elettrificazione sulle nostre tratte così da poter raggiungere i punti di snodo (come Paola) grazie ai quali raggiungere l’alta velocità o gli aeroporti ed uscire dall’isolamento».

E infine sull’interlocuzione tra governo centrale e regione: «Mai come questa volta la filiera istituzionale è completa. Abbiamo governo, regione e provincia di centro-destra e in meno di 100 giorni abbiamo già beneficiato di tutto questo. Tanti soldi stanziati per le infrastrutture, per il dissesto idrogeologico, per la 106 e il decreto Calabria sulla sanità. Penso siano ottimi risultati».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.