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Il personaggio: Palmino Maierù e una vita spesa per Paludi

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di SAMANTHA TARANTINO "Sono Maierù da Paludi”. E già perché quando un nome segna per sempre una persona al proprio territorio è così che succede. Parli di Palmino Maierù (foto) e pensi Castiglione di Paludi. Una memoria storica che nasce dalla passione vera. Quella che viene dal basso e dalla curiosità, che lo spinge sin da giovanissimo, sul finire degli anni ’50, ad accompagnare turisti ed esperti su quella collina di Castiglione i cui scavi iniziarono pochi anni prima. Lui il giovane Palmino dei primi anni ‘70 che dal suo circolo giovani, forte del potere della penna, scrive alla Sovrintendenza ai Beni Archeologici affinché riprendessero gli scavi nella sua amata Castiglione, probabilmente con poche speranze. Ed invece le prime risposte arrivarono. E la penna, così come quei viaggi a Roma per reclamare e chiedere di non essere dimenticati dalle alte sfere, continuarono. Lui Palmino Maierù, che da consigliere e assessore comunale portò nella sua macchina in giro per l’Italia, i pannelli fotografici che raccontavano della sua Castiglione (ma chi lo farebbe più). Una chiacchierata che offre uno spaccato dell’Italia dalla metà degli anni ’50 e 60, quando la ripresa economica dei padri cercava di sistemare i figli, passando dagli anni ’70 e lo spauracchio Br (post assassinio Moro) che tinse di rosso anche la tranquilla Paludi e dai favolosi anni ’80, gli anni d’oro. Il boom economico nazionale si rispecchiò anche sulla nostra Sibaritide che cominciò ad interessare per la sua immensa storia. E lui figlio di questa terra, non l’ha mai rinnegata. Sono nato a Paludi e qui ho deciso di rimanere – racconta Maierù - . Ancora oggi abito in quella via Provinciale che negli anni ho visto spopolare e svuotarsi, perché purtroppo Paludi come altri comuni piccoli conosce l’emigrazione, soprattutto di famiglie di nuova costituzione, verso le città. Per il mio lavoro di tecnico gestionale delle linee telefoniche conosco tutto del circondario. Di Rossano così come di altre cittadine ho seguito lo sviluppo, ed ho visto abitare zone prima isolate - . E vuoi un po’ per curiosità, un po’ per quella voglia di far sentire la propria voce e far qualcosa per la propria terra, ecco che l’impegno nell’amministrazione comunale paludese sembra una predestinazione. Dal ’75 al ’95, e in quegli anni ’80 in cui grazie ad una politica interessata alla Sibaritide, fior fior di quattrini giungono per riqualificare aree di interesse artistico e storico. Era il periodo in cui mostre, convegni, scavi, pubblicazioni rendevano i nostri siti, noti in tutti il mondo. Continua Maierù - Castiglione comincia ad essere conosciuto e si inizia a dare un’identità dignitosa al popolo dei Brettii - . Il sorriso che contraddistingue l’ottimista Palmino lascia spazio al rammarico quando si pensa a ciò che non è stato fatto e che invece si sarebbe potuto fare. Le infrastrutture ci hanno sempre tagliato fuori, la questione 106, le battaglie sulla promozione di Sibari come provincia, la diga del torrente Laurenzano, la proposta di Paludi come paese albergo. Ed intanto per Castiglione si potrebbe fare molto di più.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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