Adesso:Prendi il bitume e portalo qua
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Prendi il bitume e portalo qua

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Adesso viene il bello… recitava il titolo di uno stornello della fine del ventennio. Il tempo della seconda guerra mondiale, quando l’Italia fascista credeva di poter vincere la guerra contro gli inglesi. E adesso viene il bello… o almeno si spera. Perché il governo della destra, iperdemocristiana, alla guida della Provincia di Cosenza, in successione – ma solo per linea di appartenenza politica – ha messo a terra tutte le sue carte. Le deleghe assessorili il presidente Faragalli le ha assegnate. Les jeux sont fait. E adesso, appunto, ci aspettiamo il bello. Perché due sono le cose su cui puote il palazzo di Governo di piazza XV Marzo: l’edilizia scolastica e le strade della provincia. La prima delega è andata sul Tirreno, a Fratelli d’Italia, al sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo. La seconda, invece, la più importante per mole economica, monsieur le Président, l’ha incardinata a Corigliano-Rossano, su Giuseppe Turano.

E, allora, adesso viene il bello e tutti ce lo aspettiamo. Perché dopo 4 anni passati – come si dice dalle nostre parti – a pane e acqua con le strade provinciali della Calabria del nord-est ridotte a un colabrodo, l’augurio è che si possano invertire i poli delle priorità e ritornare a parlare di viabilità e sicurezza stradale, in modo serio, anche alle nostre latitudini.

E la speranza vera è che Giuseppe Turano, raschi il fondo del barile. Anzi, fosse per noi che viviamo nella landa desolata della Sibaritide-Pollino e, per questo, siamo stati costretti a convertirci alla dottrina Gromyko (rivendicare tutto, partendo dall’impossibile per ottenere il reale), quel barile lo dovrebbe raschiare e riversare tutto e per intero in questo triangolo di terra che si estende da Rocca Imperiale a Cariati, passando per Arberia, Pollino e Sila Greca.

Prendi il bitume e portalo qua… tutto, non lasciarci niente, nemmeno un granello. Ma non per tirchieria o per far torto a qualcuno - per carità! Ma solo per dare onore a quella massima popolare per la quale chi mangia prima, sconta dopo. Dal momento che negli ultimi 4 anni di governo provinciale a guida Succurro qui sono arrivati soltanto i sacchetti di catrame a freddo. Quello servito a rattoppare qualche buca lungo le strade interne e poi poca altra roba.

Anche se in realtà, caro neo assessore provinciale alla viabilità del nostro territorio, il bitume è l’ultimo pensiero. Tanto è il disastro che si registra sulle vie del nord-est. C’è la strada di Altomonte, nella vergogna totale; ci sono le strade interne che portano a Canna e Nocara, nell’Alto Jonio che hanno bisogno di interventi strutturali; ci sono le strade delle terre di Corigliano-Rossano, dalla strada di Thurio alla Provinciale per Paludi, che sono un disastro e un pericolo costante per chi le percorre; c’è la strada di Scala Coeli, regina dell’insipienza e del fallimento della Riforma Del Rio; c’è, su tutte, la strada di collegamento tra Corigliano e Rossano, la strada della fusione, su cui andrebbe approntato un ragionamento infrastrutturale serio per renderla bretella interna di collegamento della grande città. E poi, ci sono due sfide, che vedremo se si sapranno affrontare con coraggio e lungimiranza (nostra signora di San Giovanni in Fiore non c’è riuscita!): la strada della Diga di Tarsia, per cui si attende quantomeno l’apertura del tratto in bypass alla diga; ma soprattutto la Sibari-Sila. Quella strada che tutti voi politici, ormai, scansate perché vi fa venire gli incubi.

Stiamo parlando di quella strada che, in premessa, doveva collegare la Piana di Sibari con Acri e quindi con la Sila, sulla quale sono stati già spesi una quantità di milioni per realizzare quattro canne di tunnel e un viadotto, ormai arrugginito, che pende sulla testa dei cittadini di San Demetrio Corone, al centro una pista di terra battuta che collega il nulla con il nulla. Vergogna infinita.

Vedremo quanta lungimiranza ci sarà nell’affrontare e risolvere questi problemi. L’assessorato provinciale alla viabilità è una cosa seria, perché non è l’assessorato all’asfalto. Noi ci aspettiamo di più, molto di più.

Perché Si scioglie la neve, la nebbia, la brina e quei furbi inglesi, che soggiornano in cantina, domandano ai topi quando il tempo cambierà.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.