11 ore fa:Dal Pollino ad Acquaformosa, sette piazze per “resistere”: torna il Festival delle Migrazioni
10 ore fa:Dopo Ferragosto la Sila Greca è una discarica: dai boschi di Fossiata a Macrocioli resta la vergogna
12 ore fa:Reddito di Merito, Scutellà (M5S): «Una corsa a ostacoli che esclude troppi studenti»
9 ore fa:Sanità nell’Esaro e nel Pollino, Borrelli sfida i sindaci: «Convocate subito un confronto pubblico»
9 ore fa:Morte di Ornella Forastefano, Madeo: «Educazione affettiva nelle scuole, la Calabria non aspetti»
11 ore fa:Castrovillari capitale del cinema breve: 1.395 opere da 87 Paesi per il Film Festival
10 ore fa:Pallavolo, Giovanni Falcone è il gigante di casa della Corigliano Volley
10 ore fa:Burrasca sulla costa, il forte vento abbatte anche i dinosauri di Sant’Angelo
9 ore fa:«I borghi non si salvano con la nostalgia»: da Caloveto la sfida di Stasi per l’entroterra
11 ore fa:Ancora nessuna traccia del Tecnam disperso: arrivano anche i droni dalla Campania e squadre specialistiche

Nasce a Crotone il Patto per lo Jonio, ma senza Statale 106 lo sviluppo resta a metà

2 minuti di lettura

CROTONE - Nella città pitagorica, a 100 km a sud di Sibari, nasce il “Patto per lo Jonio”, iniziativa promossa dal Consiglio comunale su proposta del presidente dell’assise Antonio Megna, con l’obiettivo di costruire una voce unitaria dei Comuni della fascia jonica calabrese sui temi della mobilità, dei trasporti e dello sviluppo.

La riapertura della tratta ferroviaria Crotone-Sibari viene indicata come un punto di partenza per aprire una fase nuova, superando le richieste isolate del passato e provando a mettere insieme istituzioni, territori e priorità comuni.

L’idea, in sé, è positiva. Soprattutto perché arriva da una città, Crotone, che sembra aver compreso un dato ormai evidente: senza un bacino d’utenza più ampio, che guardi soprattutto alla Sibaritide e all’Alto Jonio, parlare di prospettiva aeroportuale diventa complicato. L’aeroporto di Crotone, per avere futuro, non può più ragionare soltanto dentro i confini provinciali.

Nel documento rilanciato sulla pagina istituzionale del Comune si parla di un piano straordinario di investimenti sulla Ferrovia jonica, di collegamenti diretti con Roma e il Nord Italia, di potenziamento dei servizi Intercity e Regionali, di integrazione tra ferrovia, aeroporto di Crotone e porti di Crotone e Corigliano, oltre che della possibile istituzione di una Conferenza permanente dei presidenti dei Consigli comunali e dei sindaci della fascia ionica.

È un’impostazione che prova a dare dignità politica a un tema che per anni è rimasto frammentato. Ed è anche il segno che le distanze tra Sibaritide e Crotonese non sono soltanto chilometriche, ma soprattutto di tempi, priorità, collegamenti reali e percezione dei bisogni.

Eppure, proprio in questa cornice, colpisce un’assenza: la Statale 106. Perché se è vero che la ferrovia è una questione strategica, è altrettanto vero che l’ammodernamento della SS106 a sud di Corigliano-Rossano resta l’opera di connessione decisiva per il versante orientale della Calabria. È da quella strada che passa una quota fondamentale della mobilità quotidiana, turistica, produttiva e commerciale.

Non è un dettaglio. È sulla strada che viaggiano le merci, i prodotti dell’agroalimentare di qualità, il manifatturiero, la logistica diffusa, gli spostamenti rapidi tra territori che oggi continuano a restare vicini sulla carta e lontanissimi nella realtà.

Senza una 106 moderna, sicura e finalmente continua, anche il migliore patto istituzionale rischia di poggiare su una gamba sola. La ferrovia serve, certo. I collegamenti con Roma e il Nord sono indispensabili. L’intermodalità con aeroporto e porti è una prospettiva corretta. Ma se tra Crotone, Cariati, Sibari e Corigliano-Rossano continuano a pesare tempi di percorrenza incompatibili con qualsiasi idea di sviluppo, il sistema resta incompleto. E tutto il resto della discussione rischia di diventare superfluo.

C’è poi un altro punto che meriterebbe di entrare nella vertenza: la lunetta di Sibari, o bretella ferroviaria, opera accessoria ma strategica soprattutto per il Crotonese. Una connessione capace di rendere più fluida la “discesa” dei treni lungo la dorsale ionica, una volta conclusa la lunga fase dei lavori di civilizzazione della linea.

Il Patto per lo Jonio, dunque, è una buona notizia. Lo è perché prova a costruire un fronte, perché riconosce che la costa orientale ha bisogno di parlare con una voce più forte e perché mette sul tavolo il tema della mobilità come motore di sviluppo, occupazione, turismo e nuove opportunità.

Resta però la sensazione che arrivi tardi. O comunque dopo anni in cui molte scelte avrebbero avuto bisogno di maggiore tempestività, più coraggio istituzionale e una visione meno chiusa nei confini amministrativi.

Ora la sfida sarà capire se il Patto diventerà davvero uno strumento operativo o se resterà un contenitore di buone intenzioni. Perché lo Jonio non ha bisogno soltanto di appelli, ma di priorità chiare: ferrovia, aeroporto, porti, sì. Ma anche, e forse prima di tutto, una Strada degna di questo nome. Senza strada, il patto rischia di restare un contenitore vuoto, propagandistico e non risolverà il problema. Con la strada, invece, potrebbe diventare finalmente una strategia.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.