14 ore fa:Vaccarizzo sfida lo spopolamento partendo dai bambini: 1,58 milioni per 72 posti
47 minuti fa:La Scuola Primaria di Cropalati protagonista del PN “Cantastorie”: musica, tradizioni e memoria
12 ore fa:Caporalato nella Piana, Occhiuto: «Colpo a un sistema che calpesta lavoratori e imprese sane»
15 ore fa:Rossano baciata dal SuperEnalotto: centrato un “5” secco in via Galeno
13 ore fa:Depuratori del Basso Jonio, il Circolo Nicà: «Prima dell’estate li controlleremo tutti»
26 minuti fa:Castrovillari, cambio alla guida dell’Istituto comprensivo: arriva Giuseppe Peduto
13 ore fa:Operazione “Master”, Iacobini: «Ora luce sui legami tra caporalato e cosche»
12 ore fa:Sei alberi per i pionieri del Bifurto: Cerchiara ritrova lo speleologo della spedizione del 1961
15 ore fa:Cassano, Il bilancio di Articolo21 dopo 16 mesi di governo: «Il cambiamento? Solo chi siede sulla poltrona»
14 ore fa:Mandatoriccio, il giallo delle analisi sul mare: il Comune rassicura, ma i dati Arpacal svelano un'altra verità

Un ruolo oltre la tutela dei diritti: ecco perché serve il Garante della Disabilità

1 minuti di lettura

In questi giorni si è tornati a parlare di politiche per la disabilità e, quindi, della figura del Garante dei diritti delle persone con disabilità per il comune di Corigliano-Rossano.

Come abbiamo avuto modo di ricordare anche attraverso i racconti di vita familiare e disabilità, nonostante il contesto sociale e politico in cui viviamo risulti sempre più orientato alla promozione dell’inclusione, la piena realizzazione dei diritti delle persone con disabilità resta una sfida ancora aperta.

Per questo motivo appare urgente – e sono proprio le famiglie a richiederlo con forza - l’istituzione di una figura capace di porsi al di sopra delle parti per garantire che le politiche, le normative e le prassi non restino solo su carta, ma vengano effettivamente applicate e monitorate nel quotidiano.

Il garante, poi, oltre ad avere una funzione di sorveglianza e tutela, può rivestire anche un’importante funzione simbolica. La sua presenza sancirebbe un dato importante: che la disabilità non è un aspetto marginale della società ma una questione centrale che va affrontata con serietà, mettendo in campo tutte le forze necessarie per la costruzione di una società realmente inclusiva. Abbattendo perdipiù la retorica che guarda alle persone con disabilità come a una categoria "speciale" da aiutare. Essi sono cittadini a pieno titolo che hanno gli stessi diritti e doveri di chiunque altro e perciò meritano attenzione, cura e sostegno da parte della comunità e delle istituzioni.

Uno degli aspetti più importanti della funzione del garante è, infatti, la sua capacità di sensibilizzare l’opinione pubblica attivando un cambiamento profondo nella percezione sociale. Il nodo sta nel superare la visione canonica che vede le persone con disabilità identificate solo attraverso le loro difficoltà.

Cambiare visione è quindi fondamentale poiché riconoscere l’importanza della figura del garante implica accettare la disabilità come parte della diversità umana e, di conseguenza, favorire l’integrazione in tutti i contesti di vita siano essi sociali, lavorativi e culturali.

Per questo motivo il garante non si pone solo come una figura che custodisce e tutela i diritti ma è anche un catalizzatore di un cambiamento sociale che può portare alla visibilità e al riconoscimento della disabilità come condizione che arricchisce la società nel suo insieme.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.