3 ore fa:Allattamento e sicurezza dei bambini: a Trebisacce lezione sulle manovre di disostruzione
2 ore fa:Crosia, due contributi sociali e una liquidazione prima della fine del progetto: Di Vico e Blefari chiedono chiarimenti
15 ore fa:Pietrapaola, scontro sull’accesso agli atti: «La libertà di amministrare non è libertà di sottrarsi ai controlli»
1 ora fa:Dalle olive alla pizza: all’Alberghiero di Cariati si impara facendo
1 ora fa:Meglio cento briganti: il proverbio dei nonni e la presunzione di sapere tutto
16 ore fa:Pierino Donnangelo, «una memoria viva che ci impegna»
4 ore fa:Dalla classe al laboratorio: gli studenti di Trebisacce alla scoperta del mare
15 ore fa:Costarella lascia la Protezione civile, Tansi: «Una perdita che mi rattrista»
31 minuti fa:Un contratto per entrare in Italia, anche senza lavoro: il mercato degli stranieri nelle carte di Ginestra
16 ore fa:Città di Corigliano Rossano, frenata al 95’: il Real Trebisacce strappa il 2-2 allo Stefano Rizzo

Le nuove generazioni di Corigliano-Rossano, un popolo di apatici: lontani dalla cultura e dalla politica

1 minuti di lettura

Corigliano Rossano è una città abitata anche da giovani?

Vedendone tantissimi in giro per le strade sembra di sì, ma allora perché non se ne vedono quando vengono organizzati gli eventi culturali che pure sono tanti in città?

Possibile che la cultura non suscita in loro nessun interesse?

Sono domande che sorgono spontanee nel notare l’incanutimento dei presenti ai vari eventi culturali.

Se si escludono le gentili signore che raramente si mostrano nel loro colore naturale dei capelli, i maschietti sono tutti di un’età matura, ed allora, dove si è sbagliato?

 Sembra che questa nuova città, ricca di storia e di cultura, non abbia un futuro felice per questi aspetti.

Tantissimi giovani in giro per le strade, presenti ai concerti, nei locali più o meno alla moda, ma pochissimi quelli che presenziano agli eventi culturali.

Probabilmente, anzi sicuramente, la colpa è anche degli adulti, dei genitori e della scuola che non hanno saputo infondere in loro il seme della conoscenza e della curiosità, puntando sul raggiungimento di obiettivi che consentano in futuro di imporsi nella società come professionisti.

Lo studio che consente di avere un ottimo voto al diploma o alla laurea, senza la curiosità di conoscere altro, di conoscere le proprie radici, di incuriosirsi per la presentazione di un libro o per andare a cercare il significato di una parola sconosciuta, farà sicuramente dei buoni professionisti, forse anche dei buoni cittadini, ma saranno uomini che avranno l’handicap di conoscere solo il loro mondo e non tutto ciò che li circonda.

Saranno certamente dei professionisti esemplari, tecnici e medici di livello, ma niente di più.

Giorgio Gaber, un nome che probabilmente non dirà niente ai più giovani, uno che approfondiva gli aspetti sociali del suo tempo, in una delle sue canzoni diceva che la sua generazione ha perso. La sua generazione è anche la nostra, quella dei sessantenni ed oltre, allora facciamoci un esame di coscienza e vediamo dove abbiamo sbagliato cercando di invertire la rotta.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide