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«Non sarebbe però il caso di cominciare a narrarne la bellezza di questo territorio? »

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“Non è una Luce che manca al nostro Sguardo. È il nostro Sguardo che manca alla Luce” (dal discorso di Vincenzo Piro)

Perché’ Altrove Qui?

Italo Calvino scriveva che “sono gli scenari che abbiamo vissuto nei primi anni della nostra vita che danno forma al nostro mondo immaginario”. Dunque è qui, nella nostra terra che vorremmo ricreare il nostro Altrove. Ciò che sogniamo di trovare quando siamo bambini, ragazzi. Ciò che ci aspettiamo di trovare quando, al termine del ciclo scolastico, ci avventuriamo nel mondo a continuare gli studi o pensare al lavoro che desideriamo. Ciò che cerchiamo per riempire la nostra vita di Bellezza, che sia un museo, una biblioteca, un’opera d’arte, un concerto.

Altrove Qui è la ricerca della Felicità. Attraverso un percorso che ribalti l’amara constatazione che la vita vera, nei nostri luoghi, è assente. Attraverso un drammatico cambiamento dell’orizzonte culturale che ad oggi appare tristemente davanti ai nostri occhi.

Riempire dunque l’assenza con la pienezza della vita.

Si pensa alla vita in Calabria come una resistenza, o come la scelta di portare eroicamente una mancanza. Non sarebbe però il caso di cominciare a narrarne la bellezza?  Oltre alle mancanze materiali, il territorio della Sibaritide deve forse confrontarsi con una mancanza, culturale, di riflessione sul proprio destino, sulla voce che le è propria? Quale forma può prendere una vita felice nella Sibaritide?

Per cominciare a dare una risposta, è necessaria una riflessione sulla cultura intesa non solo come fruizione, ma anche come produzione, sui suoi luoghi: la Cultura è innanzitutto lo spazio dove la pienezza viene pensata, manifestata.

L’ambizione è di cominciare a suscitare una visione condivisa delle necessità culturali del territorio.

La rinascita o lo splendore di un territorio iniziano non quando si pongono delle condizioni materiali, ma quando queste condizioni sono accompagnate o precedute da qualcosa che si accende, che brilla. È infatti il grande problema di alcune società ricche, nelle quali queste condizioni non creano scintille, per questioni storiche, culturali, esistenziali. Paradossalmente è proprio da qui che può partire il rilancio di una terra. Quando ci si confronta con la gravità di alcuni problemi si conclude spesso con la riflessione che tutto deve partire dall’educazione, dalla scuola, dalla cultura. Ma che significa esattamente? L’ambizione del discorso è, dunque, da un lato di dare una prima indicazione sulla direzione, di cominciare a discutere di una politica culturale del territorio. Dall’altro di cominciare a fornire un quadro concreto e organico delle necessità del territorio e della possibile organizzazione della cultura”.

Perché l’Altrove può realizzarsi Qui?

La risposta a tale domanda è stata già data più di 2700 anni fa. Per chi ne avesse desiderio ed audacia cercala tale risposta è nella Storia.

È tra due fiumi, il Crati ed il Sybaris, che circa 700 anni prima della nascita di Cristo, gli antichi Greci approdarono e rimasero abbacinati da così sfavillante bellezza, al punto da edificarci la più gloriosa e potentissima polis che il mondo antico ricordi. Si narra che al suo apice la sua popolazione fu di oltre trecentomila abitanti: una vera e propria metropoli dell’antichità. Una Città-Stato colta e florida, portatrice di numerosi primati nel campo giuridico, economico e culturale.

I nostri antenati Greci furono ineludibilmente attratti da questa Perla incastonata tra la suggestiva Catena Montuosa del Pollino e le più estreme propaggini della Sila. Un teatro naturale tra il mare e l’ampia distesa pianeggiante che custodisce nel suo grembo epici momenti di Storia, inserendosi a buon diritto nel cammino dell’uomo verso forme sempre più alte di civiltà, in uno scenario di incomparabile bellezza.

Qui i Greci si insediarono per la fertilità delle pianure adatte a coltivazioni di grano, e per le pendici montane ideali per viti e ulivi, oltre che e per l’infinita distesa di legname e di pece forniti dai boschi. La strategica posizione sulla grande rotta marina tra Occidente e Oriente, rese Sybaris ricchissima  ma anche culturalmente e socialmente avanzata, proverbiale per l’accoglienza e lo spirito pacifico delle sue genti, ma anche per il suo sfarzo e la sua opulenza, purtroppo però sommariamente rappresentate (e distorte sino all’inverosimile) nelle cosiddette “favole sibaritiche”, genere molto diffuso già al tempo di Aristofane. Perfino Seneca, quando volle trovare una figura sinonimo di infinite ricchezze, si occupò di Smindirìde, mitico personaggio sibarita.

Se dunque i Greci approdarono sulle coste della Sibaritide per realizzare il sogno di una Grecia più ricca e florida, la Magna Grecia, che ad un certo punto della Storia divenne più potente della Madre Patria, anche per la strategica posizione istmica tra lo Jonio ed il Tirreno (un HUB si direbbe oggi), le loro motivazioni di fondo per questa scelta sono risultate vincenti e tali motivazioni sono più che mai valide ed attuali anche oggi, nel Terzo Millennio.

Il nostro compito è dunque rendere attuali tali ragioni che resero allora la nostra terra potente e gloriosa, rendendo viva la Grande Storia e non raccontarne solo plasticamente ed esteticamente la sua pur straordinaria Bellezza.

In che modo l’Altrove può realizzarsi Qui?

Con il prezioso contributo di coloro che intendono realizzare il sogno di una a costruire insieme un Masterplan del Territorio, sulla base delle 5 C: Cultura, Conoscenza, Comunità, Condivisione, Cooperazione. Che sia attraverso una Fondazione di Comunità o una Community Hub, ma in ogni caso smuovendo la nostra realtà dall’immobilismo attraverso parole chiare, appropriate, limpide, precise che abbiano la forza di evocare suggestioni potenti tali da scuotere la nostra terra ed attivare azioni concrete, con metodo, pazienza ed operosità.

È stato bello trovarsi. Sarà ancora più bello ritrovarsi. Al più presto, insieme a tanti altri che hanno davvero a cuore la nostra straordinaria terra per costruire insieme il nostro futuro che affonda le radici nella nostra storia

Nilo Domanico
Autore: Nilo Domanico

Laurea all’Università La Sapienza di Roma, Nilo Domanico si è specializzato all’Università di Durham (Gran Bretagna) con un Master in Management dell’Ambiente, dell’Energia e delle Acque. Attualmente Vice Direttore del Progetto dell’Oman Botanic Garden, il più esteso e tecnologico al mondo. Tra i suoi vari, importanti lavori, la progettazione e costruzione di due hotel 5 stelle: il Radisson Blu, negli Emirati Arabi, e un Radisson Blu a Sohar, nel Sultanato dell’Oman, laddove ha diretto anche la realizzazione dell’Hotel Hilton e del Terminal della Oman Airnel, nuovo aeroporto internazionale di Muscat. Si occupa anche di Fotografia quale Presidente di Rainbow, un gruppo internazionale di fotografi con oltre 26mila iscritti che ogni anno organizza in Calabria il Premio Italo.