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«Governo e Regione si sono dimenticati di alcune categorie di lavoratori»

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«In molti sono stati dimenticati». Sono queste le parole di Alessandro Benedetto, presidente, dell’Associazione datoriale, FenImprese Cosenza, in merito agli ultimi decreti “Ristori” messi in campo dal Governo centrale e sembrerebbe che sulle misure di fondo perduto “Riparti Calabria” e “Riapri Calabria” della Regione Calabria, resterebbero fuori molte categorie già escluse anche dal Governo. Questo sarebbe inaccettabile”. E poi: «Le limitazioni che hanno coinvolto l’intera penisola a causa dell’emergenza sanitaria hanno costretto molte attività ad abbassare le saracinesche – dice Benedetto – molte PMI non riescono più ad andare avanti e gli aiuti il più delle volte sono stati pochi ed arrivati in ritardo». Nelle zone rosse, come in Calabria, le limitazioni hanno creato secondo Alessandro Benedetto anche una serie di problemi correlati: «il Governo ha inserito nei decreti “Ristori” e “Ristori bis” solo alcune categorie (codici ATECO), privilegiando giustamente chi è stato costretto a chiudere. Una misura giusta ma non completa. Il Governo con i decreti e la Regione Calabria con i futuri bandi si sono però dimenticati di alcune, anzi molte categorie, che, seppure “aperte” stanno riscontrando molte difficoltà dovute al lockdown. Questo è inaccettabile». Benedetto continua: «mancano, ad esempio i codici Ateco riferiti al commercio al dettaglio di calzature, quello dell’abbigliamento, gli edicolanti, le librerie, manca l’intera categoria degli agenti di commercio e della quasi totalità dei professionisti e Partite IVA. Nessun sostegno neppure, ad esempio, ai giornalisti, ai fotografi e a quelle categorie che hanno visto totalmente azzerate le proprie normali attività lavorative». Benedetto lascia poi un appello: «non è più possibile che sia il Governo che la Regione si siano totalmente dimenticati di alcune attività e categorie di lavoratori. Chiediamo dunque, provvedimenti e contributi concreti nell’immediato».
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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