Castrovillari, Civita...Nova riporta il centro storico al centro della città: «Ora farlo vivere tutto l’anno»
Si chiude con una forte partecipazione l’edizione 2026 della manifestazione dedicata alla Civita. Musica, artigianato, gastronomia e Festival della Cipolla Bianca hanno animato per tre giorni il borgo antico. Comune e Pro Loco rilanciano: la sfida adesso è trasformare l’evento in un percorso permanente di valorizzazione
CASTROVILLARI – Per tre giorni la Civita è tornata a essere ciò che un centro storico dovrebbe essere: un luogo attraversato, vissuto, abitato. Vicoli pieni, musica nelle strade, botteghe, produttori, artigiani, gastronomia e iniziative culturali hanno segnato l’edizione 2026 di Civita...Nova, che si chiude con un bilancio giudicato molto positivo dagli organizzatori e con una sfida che va oltre la manifestazione: fare in modo che il borgo antico non torni a spegnersi quando finiscono gli eventi.
È questo il messaggio che arriva da Comune e Pro Loco al termine della tre giorni. La manifestazione ha costruito il proprio programma intrecciando musica, tradizioni, arte, enogastronomia e identità locale, utilizzando piazze, vicoli e scorci della Civita come parte stessa dell’esperienza.
Tra gli appuntamenti anche la quinta edizione del Festival della Cipolla Bianca di Castrovillari, ormai inserita stabilmente nel programma di Civita...Nova e diventata uno dei momenti dedicati alla valorizzazione delle produzioni locali.
«Non una sequenza di eventi, ma un’esperienza»
Per il direttore artistico della Pro Loco Gerardo Bonifati, il dato più importante è proprio la presenza delle persone.
«Il vero risultato di questa edizione è aver visto la Civita riempirsi di persone, musica, relazioni e sorrisi. L’obiettivo era costruire un progetto che non fosse semplicemente una sequenza di appuntamenti, ma un’esperienza capace di far riscoprire il centro storico attraverso tutti i sensi».
Da qui l’idea di far crescere Civita...Nova come percorso di valorizzazione permanente, e non soltanto come appuntamento concentrato in pochi giorni.
De Gaio: «La Civita deve essere uno spazio vivo»
La sindaca Anna De Gaio lega il successo della manifestazione al tema più generale della rigenerazione del centro storico.
«La Civita è un patrimonio prezioso e questa manifestazione ha avuto il merito di riportarla al centro dell’attenzione, non soltanto come luogo della memoria, ma come spazio vivo, aperto e capace di generare nuove opportunità».
L’Amministrazione, aggiunge, intende continuare a lavorare perché il borgo possa diventare sempre più vissuto e attrattivo, trasformando l’interesse generato dagli eventi in una presenza più stabile durante l’anno.
Una manifestazione costruita da una rete
Il presidente della Pro Loco Eugenio Iannelli sottolinea invece il lavoro collettivo che ha sostenuto l’iniziativa: Comune, Regione Calabria, ARSAC, GAL Pollino, associazioni, produttori, artigiani, artisti e operatori.
«Quando una manifestazione riesce a mettere in relazione tante realtà diverse e a farle lavorare insieme per un obiettivo comune, significa che ha raggiunto il suo scopo più autentico».
Per l’assessore alla Cultura Giovanna D’Ingianna, il valore di Civita...Nova sta invece nella capacità di trasformare la memoria in una prospettiva futura: «Abbiamo restituito alla Civita la sua dimensione di luogo da vivere e non soltanto da ammirare».
Ed è probabilmente proprio questa la partita che resta aperta dopo il successo dell’edizione 2026. Riempire un centro storico per tre giorni è un risultato. Fare in modo che continui a essere frequentato, vissuto e produttivo per il resto dell’anno è la sfida vera.
Civita...Nova ha dimostrato che il borgo antico di Castrovillari conserva ancora una forte capacità di attrazione. Ora si tratta di trasformare quella energia in qualcosa che duri anche quando le luci si spengono e la musica finisce.