1 ora fa:Trebisacce guarda ai Caraibi: con Las Terrenas si apre l’ipotesi di gemellaggio
2 ore fa:San Lorenzo del Vallo, “Monas” torna dopo 14 anni: in scena le contraddizioni dell’uomo
3 ore fa:Autotrasporto, Salvini annuncia lo sblocco di 430 milioni: «Erogazioni da questa settimana»
4 ore fa:Disabilità, dai diritti al Progetto di Vita: al Castello Ducale il confronto sulla riforma
31 minuti fa:Rossanese, Luca Aloisi si dimette dopo dieci anni: si chiude la sua era in rossoblù
3 ore fa:Agricoltori, Garofalo accusa i parlamentari: «Sul silenzio dei Tg dovevate battere i pugni»
2 ore fa:Corigliano-Rossano, il piccolo commercio soffoca. Natozza: «Il Comune apra un tavolo»
4 ore fa:Orsomarso celebra i 50 anni di sacerdozio di don Mario Spinicci
1 ora fa:Compagna, il nodo del pronto soccorso: verso l’accorpamento a Rossano prima del trasloco a Insiti?
56 minuti fa:Cariati, cresce la protesta degli studenti: anche i ragazzi delle medie si uniscono alla mobilitazione

Nel 2022 mandammo l’olio calabrese nello spazio. Adesso forse conviene mandarci direttamente l’ulivo

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Nel 2022 la Calabria riuscì a mandare il proprio olio nello spazio. Era una Carolea, partita insieme ad altri extravergini italiani verso la Stazione Spaziale Internazionale durante la missione di Samantha Cristoforetti.

Quattro anni dopo, vista l’aria che tira, forse conviene organizzarsi diversamente: spedire direttamente un ulivo.

Non tanto come simbolo di pace. Piuttosto per metterlo al sicuro. La battuta nasce da un problema molto serio. Con la Xylella ormai comparsa anche in Calabria, la questione non riguarda soltanto quanto olio riusciremo a produrre in futuro. Riguarda soprattutto quale olio.

Perché se un domani alcune cultivar locali dovessero dimostrarsi particolarmente vulnerabili, l’olivicoltura potrebbe anche continuare attraverso varietà più resistenti. Ma una cosa è continuare a produrre extravergine, altra cosa è continuare a produrlo con Dolce di Rossano, Roggianella, Grossa di Cassano e con quel patrimonio vegetale che identifica da secoli questo territorio.

Un ulivo, del resto, non è un bullone. Se una varietà scompare non basta ordinarne un’altra dal catalogo e avvitarla al paesaggio.

Ecco perché in assenza di altre misure di prevenzione, tutela e arginazione - mancate in questi anni - se nel 2022 mandammo l’olio calabrese nello spazio, nel 2026, forse, dovremmo mandarci direttamente una pianta di Dolce di Rossano. Con un biglietto appeso al tronco: «Tenetela voi per un po’. Quaggiù abbiamo un problema».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.