Calopezzati, a Gadice si cerca una villa romana: dall’8 settembre partono le indagini archeologiche
Quattro giorni di verifiche non invasive nell’area già sottoposta in passato a vincolo archeologico. L’iniziativa nasce dal lavoro del Circolo Legambiente Nicà e dal confronto con Comune, Soprintendenza e Università di Salerno
CALOPEZZATI – Sotto i terreni di Gadice potrebbe conservarsi una pagina ancora poco conosciuta della storia antica di Calopezzati. E dall’8 all’11 settembre si proverà finalmente a capire qualcosa in più: nell’area prenderà il via una campagna di indagini archeologiche non invasive, con l’obiettivo di verificare scientificamente le evidenze che da tempo alimentano l’ipotesi della presenza di una villa romana.
Il percorso nasce dall’attività del Circolo Legambiente Nicà APS di Scala Coeli, che ricostruisce una vicenda iniziata nella primavera del 2025, quando il sindaco di Calopezzati Giudiceandrea, nel corso di una conversazione con il presidente del Circolo Nicola Abruzzese, riferì dell’esistenza sul territorio di resti riconducibili a un insediamento di età romana.
Da lì partirono le prime verifiche documentali, attraverso le quali il Circolo apprese che la località era già stata sottoposta anni prima a vincolo archeologico dalla Soprintendenza di Cosenza.
I frammenti rinvenuti a Gadice
Il passaggio successivo arrivò il 18 agosto 2025, quando Abruzzese, insieme al figlio Goriziano Luca Abruzzese, studente di Archeologia e Storia dell’Arte all’Università di Perugia, effettuò un sopralluogo nell’area.
In quell’occasione furono individuati frammenti ceramici apparentemente antichi e altri reperti frammentari, elementi che rafforzarono l’interesse per il sito senza, naturalmente, poter ancora fornire una datazione o un’interpretazione definitiva.
Da allora il Circolo ha continuato a sollecitare approfondimenti, coinvolgendo Comune, Ministero della Cultura e Soprintendenza e promuovendo anche l’iniziativa pubblica “Alla scoperta della villa romana di Calopezzati”, che ha contribuito a riaccendere l’attenzione sul patrimonio archeologico di Gadice.
L’Università di Salerno entra nella ricerca
Un ulteriore passaggio è arrivato attraverso Giambattista Pignataro, che aveva a sua volta seguito la vicenda e ha interessato il professor Alfonso Santoriello dell’Università degli Studi di Salerno.
Da qui il confronto tra il docente, la sua équipe e la Soprintendenza, fino alla decisione di avviare la nuova campagna di verifiche.
Non si tratta ancora di uno scavo e tanto meno della conferma dell’esistenza di una villa romana. Ed è proprio questo il punto: le indagini dell’8 settembre serviranno a capire se sotto Gadice esistano strutture archeologiche meritevoli di ulteriori approfondimenti.
Per il Circolo Nicà il risultato rappresenta comunque un primo traguardo dopo mesi di segnalazioni e interlocuzioni.
«Siamo consapevoli – sottolinea l’associazione – che quello dell’8 settembre rappresenta soltanto l’inizio di un percorso di ricerca che dovrà essere condotto con rigore scientifico e nel pieno rispetto delle competenze degli organi preposti».
L’auspicio è che le verifiche possano restituire informazioni nuove sulla storia di Calopezzati e, se le ipotesi dovessero trovare conferma, riaprire una pagina dell’antico popolamento di questo tratto dello Jonio cosentino.