Festival delle Opportunità: in 89 si candidano per i 40 posti della Summer School di Sibari
La call del Festival ha raccolto domande da nove regioni italiane. Età media di 24,5 anni e partecipazione femminile al 58%. Candela: «Quando offriamo spazi veri, i giovani scelgono di esserci»
CASSANO JONIO - Ottantanove giovani hanno alzato la mano per quaranta posti. È il risultato della call per la Summer School del Festival delle Opportunità, in programma dal 10 al 12 settembre tra Sibari e Cassano Jonio.
Un dato che mette in discussione la narrazione di una generazione distante e disinteressata alla partecipazione. Quando l’occasione non chiede ai ragazzi di essere soltanto pubblico, ma li invita a costruire proposte e assumere un ruolo, la risposta può cambiare.
La Calabria ha fornito il contributo più consistente: dalla regione arriva circa il 69% delle candidature. La sola provincia di Cosenza rappresenta il 58% del totale e oltre l’83% delle domande calabresi.
Numeri che assegnano alla Sibaritide un ruolo diverso da quello di periferia dalla quale partire. Per tre giorni il territorio diventerà una destinazione verso la quale giovani con esperienze differenti sceglieranno di muoversi per incontrarsi e progettare.
La Summer School ha infatti raccolto adesioni da nove regioni: Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna.
Una geografia che attraversa Nord, Centro e Sud e mette insieme percorsi universitari, professionali e personali differenti. La capacità di richiamare partecipanti anche da regioni lontane viene indicata dagli organizzatori come uno dei risultati più significativi.
Molto giovane il profilo dei candidati: l’età media è di 24,5 anni. La partecipazione femminile sfiora il 58%, con 51 donne e 38 uomini.
«Per troppo tempo abbiamo raccontato una generazione attraverso parole come disinteresse, distanza e disaffezione», osserva Antonio Candela, ideatore del Festival delle Opportunità. «Forse dobbiamo interrogarci sulla qualità degli spazi che mettiamo a disposizione».
La Summer School nasce con questa impostazione. Non sarà un evento nel quale gli adulti parleranno ai giovani, ma un laboratorio chiamato a coinvolgerli nella costruzione della quarta edizione del Festival, prevista nel 2027.
I quaranta partecipanti selezionati vivranno tre giornate di workshop, laboratori, esperienze sul territorio e attività di coprogettazione. Dovranno lavorare sui temi, sui linguaggi e sulle modalità attraverso cui il Festival potrà rivolgersi alle nuove generazioni.
«Quando chiediamo ai giovani di essere semplicemente pubblico è più difficile coinvolgerli», prosegue Candela. «Quando invece diciamo: siediti con noi, raccontaci cosa pensi e aiutaci a costruire, la risposta cambia».
La selezione sarà ora il passaggio più delicato: meno della metà dei candidati potrà prendere parte direttamente alla Summer School. Dietro ogni domanda, sottolineano gli organizzatori, c’è però una persona che ha scelto volontariamente di investire tempo ed energie nel progetto.
Per questo il Festival intende mantenere un rapporto anche con chi non rientrerà tra i quaranta selezionati. L’obiettivo è costruire una rete più ampia capace di accompagnare il percorso verso l’edizione 2027, evitando che il patrimonio di disponibilità raccolto dalla call venga disperso.