Mandatoriccio, il giallo delle analisi sul mare: il Comune rassicura, ma i dati Arpacal svelano un'altra verità
Sembrava arrivata la parola “fine”: il Comune rassicura sulla salubrità delle acque citando le analisi del 26 agosto. Ma nello stesso giorno l’Agenzia regionale registra nell’area dell’Armirò altri quattro prelievi, tre dei quali non conformi
MANDATORICCIO – Ogni volta che questa storia sembra trovare una risposta, salta fuori un’altra carta. E il caso torna al punto di partenza. Al 25 agosto. A quei bambini che, dopo una giornata al mare, cominciano ad accusare vomito, diarrea, febbre e dolori addominali.
È da lì che nasce tutto. Prima gli accessi in ospedale. Poi l’Asp, che parla di una possibile origine virale e avvia esami di laboratorio, indagine epidemiologica e controlli ambientali, di cui ancora nessuno conosce gli esiti, almeno ufficialmente (perché ufficiosamente i bambini avrebbero beccato un Norovirus che è compatibile con una serie di cause, tra cui l’acqua sporca del mare). Poi il depuratore di Mandatoriccio Mare che mostra anomalie e viene sottoposto a sequestro con facoltà d’uso. Poi i divieti di balneazione attorno all’Armirò.
E infine le analisi.
Sembravano dover essere quelle a mettere ordine nella vicenda. Invece, almeno per ora, hanno aggiunto un altro capitolo.
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Ieri la rassicurazione: «Situazione tornata alla completa normalità»
Ieri sembrava essere arrivata almeno una certezza sul fronte ambientale. Il Comune di Mandatoriccio ha diffuso una nota molto rassicurante. Citando una comunicazione ufficiale Arpacal acquisita dall’Ente il 31 agosto, l’Amministrazione ha annunciato che le ultime analisi effettuate il 26 agosto nei tre punti regolamentari di “Happy Holidays”, “100 metri a destra Canale Armirò – Lido Oasi” e “100 metri a sinistra Canale Armirò – Lido Oasi” avevano certificato il rientro nei limiti. Appuntate bene i punti perché ritorneranno utili per capire bene la vicenda.
L’atto Arpacal esiste. È il protocollo di partenza 27636 del 28 agosto 2026, arrivato al Comune con protocollo 10068 il 31 agosto. E anche i risultati favorevoli esistono. Il rapporto di prova mostra nei tre punti valori di Escherichia coli inferiori a 10, pari a 20 e pari a 31, mentre gli enterococchi intestinali risultano rispettivamente 63, 41 e 134. Tutti nei limiti previsti per le acque di balneazione.
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Poi si apre il portale Arpacal. E la storia cambia di nuovo
Questa mattina, però, c’è un’altra fotografia. Nel prospetto pubblicato da Arpacal nell’ambito del progetto “Fiumi, Foci e Mare 2026” compaiono ulteriori campionamenti effettuati a Mandatoriccio proprio il 26 agosto. Stesso giorno. Stessa area dell’Armirò. Ma in punti diversi. E i risultati che vengono fuori sono decisamente meno rassicuranti.
Alle ore 13, a 200 metri a destra del Canale Armirò, Arpacal rileva Escherichia coli pari a 20 ma soprattutto 5.475 MPN/100 ml di enterococchi intestinali. Il giudizio riportato nella tabella è inequivocabile: l’acqua del mare non è conforme.
Quindici minuti dopo, a 400 metri a destra, il quadro cambia radicalmente: entrambi i parametri sono inferiori a 10. Campione conforme. Alle 13.30, questa volta a 200 metri a sinistra dell’Armirò, gli enterococchi sono 521. E ancora: non conforme. Alle 13.45, infine, a 400 metri a sinistra, Escherichia coli inferiore a 10 ma enterococchi a 336. Terza non conformità su quattro campioni. E allora il fascicolo si riapre.
In totale 7 prelievi che restituiscono due fotografie opposte
Allora, dove sta la verità? E qui ritornano i punti di prelievo dell’acqua. Che sono diversi. E questo ci porta ad asserire che Arpacal non ha prima certificato una cosa per poi scrivere il contrario. Perché, dicevamo, non sono gli stessi campioni.
I tre utilizzati dal Comune per rassicurare la cittadinanza appartengono alla rete regolamentare di balneazione e vengono effettuati nei punti Happy Holidays e a 100 metri dall’Armirò. Il verbale manoscritto allegato indica prelievi intorno alle 11, alle 11.15 e alle 11.30.
Gli altri quattro vengono effettuati tra le 13 e le 13.45, a 200 e 400 metri sui due lati del canale. Il perché siano stati scelti altri punti di prelievo è un’altra delle questioni che andrà chiarita. Sono dunque due serie differenti.
Ed è precisamente questo che rende la vicenda interessante.
Nel frattempo, partono i provvedimenti di legge con le ordinanze emesse dal sindaco. Nella stessa comunicazione Arpacal con la quale viene certificato il rientro nei limiti dei tre punti regolamentari, infatti, l’Agenzia scrive che deve essere tenuta «in debita considerazione» un’altra comunicazione inviata in quella stessa giornata (protocollo 27610/2026). Quella lettera, al momento, non l’abbiamo ma sappiamo un’altra cosa. Che proprio il 28 agosto il Comune adotta un’ulteriore ordinanza precauzionale che estende la fascia interessata dal divieto di balneazione sino a 400 metri. Esattamente la distanza fino alla quale arrivano gli ulteriori campionamenti Arpacal che stiamo esaminando.