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Mandatoriccio, il mare torna nei limiti. Ma resta il giallo: cosa ha fatto ammalare i bambini?

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MANDATORICCIO – Il mare di Mandatoriccio, oggi, è rientrato nei parametri di legge. È una buona notizia, certificata finalmente da numeri ufficiali. Ma quei numeri non possono chiudere il caso che ha segnato l’ultima settimana di agosto sulla costa ionica cosentina. Perché mentre sul fronte ambientale arriva una risposta, sul fronte sanitario continua a mancare quella più importante: che cosa ha fatto ammalare quei bambini?

Il Comune ha reso noti gli esiti dei campionamenti effettuati da Arpacal il 26 agosto, comunicati formalmente all’Ente il 31 agosto. Nei tre punti che nei giorni precedenti erano finiti al centro dell’attenzione – “Happy Holidays”, “100 metri destra Canale Armirò–Lido Oasi” e “100 metri sinistra Canale Armirò–Lido Oasi” – i parametri microbiologici risultano nuovamente conformi.

A “Happy Holidays” sia Escherichia coli sia enterococchi intestinali risultano inferiori a 10 MPN/100 ml. A destra dell’Armirò sono stati rilevati rispettivamente 120 e 41 MPN/100 ml; a sinistra 131 di Escherichia coli e 134 di enterococchi. Tutti valori sotto le soglie previste dalla normativa.

La precisazione temporale è fondamentale. Queste analisi certificano lo stato delle acque al momento del campionamento del 26 agosto, cioè dopo l’esplosione del caso sanitario e dopo che nei giorni precedenti erano stati registrati valori anomali nell’area dell’Armirò.

Non possono, evidentemente, dirci quale fosse la qualità dell’acqua nei giorni precedenti né stabilire retroattivamente se esista o meno un collegamento con le gastroenteriti. Il Comune attribuisce il rapido rientro nei parametri agli «interventi tecnici e gestionali» messi in campo e parla di ritorno alla «completa normalità».

Il sindaco Cataldo Iozzi sottolinea che «dati ufficiali Arpacal alla mano» le acque sono oggi idonee e conformi, ma riconosce contemporaneamente un dato che sarebbe sbagliato rimuovere dal dibattito: gli impianti di depurazione e scarico del territorio presentano criticità strutturali e risultano sottodimensionati rispetto all’afflusso estivo. Ed è forse proprio questa ammissione a rendere la vicenda più interessante del semplice “mare pulito/mare sporco”.

Perché una settimana prima i dati raccontavano un’altra storia

Il 18 agosto il quadro era diverso. I controlli effettuati nei punti prossimi alla foce dell’Armirò avevano fatto registrare valori elevati di enterococchi intestinali, tanto da portare all’ampliamento precauzionale della fascia interdetta alla balneazione fino a 250 metri a destra e a sinistra della foce.

Poi, il 25 agosto, è esploso il caso dei bambini e ragazzi con febbre, vomito, nausea e, in alcuni casi, diarrea. L’Asp di Cosenza, nella sua comunicazione ufficiale, aveva indicato come ipotesi primaria una forma di verosimile origine virale, annunciando esami di laboratorio, coprocolture, indagine epidemiologica e accertamenti ambientali per individuare con precisione la matrice dell’evento.


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Ed è esattamente da lì che, una settimana dopo, la domanda resta aperta. Che le acque del 26 agosto siano conformi è una risposta alla questione ambientale presente.

Non è ancora una risposta alla questione epidemiologica del 22-25 agosto. L’Asp aveva annunciato che i laboratori stavano lavorando per individuare con precisione l’agente eziologico. Aveva parlato di possibile origine virale. Ma, allo stato delle comunicazioni pubbliche che siamo riusciti a rintracciare, non risulta ancora divulgato un esito conclusivo che identifichi il virus eventualmente responsabile, né la sua fonte di diffusione.

Ed è un dettaglio tutt’altro che secondario. Se era un virus, quale virus? È stato individuato attraverso le coprocolture? Come si è propagato? C’è stata una matrice comune tra i bambini? È stata definitivamente esclusa una contaminazione alimentare? È stata esclusa una correlazione con l’acqua?

Sono domande che non alimentano allarmismo. Sono esattamente le domande alle quali serve un’indagine epidemiologica. Il 25 agosto la stessa Asp aveva promesso di rendere noti gli esiti delle indagini analitiche «appena disponibili». Adesso quei risultati servono.

Nel frattempo anche sul versante ambientale erano emersi altri elementi. La Capitaneria di Porto aveva accertato anomalie nel funzionamento del depuratore di Mandatoriccio Mare, sottoponendolo a sequestro con facoltà d’uso. Un fatto concreto, che però – come abbiamo scritto sin dal primo momento – non prova alcun collegamento con i malori.


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Anche i controlli effettuati da Asp e Nas nella struttura ricettiva interessata dalla vicenda non avevano portato, secondo quanto comunicato dalla società di gestione, a contestazioni o non conformità su cucine, piscina, celle frigorifere e impianto idrico.


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Il quadro, quindi, continua ad avere pezzi che non combaciano ancora. Il Comune fa bene a comunicare i nuovi dati Arpacal.

Dopo giorni di allarme, dire con chiarezza che nei campioni del 26 agosto i parametri sono rientrati nei limiti è doveroso. Così come è importante che il sindaco non nasconda il problema strutturale e chieda investimenti capaci di adeguare gli impianti alla crescita della Marina.

Ma sarebbe un errore utilizzare la fotografia del 26 agosto per mettere un punto sulla storia. Perché restano due vicende distinte che devono entrambe arrivare a conclusione.

La prima riguarda la fragilità depurativa e quanto accaduto all’Armirò nei giorni precedenti. La seconda riguarda un gruppo di bambini che si è ammalato contemporaneamente con una sintomatologia gastroenterica acuta.

Oggi sappiamo che il mare è tornato nei limiti. Adesso bisogna sapere perché quei bambini sono finiti in ospedale. Se era un virus, bisogna dirci quale. Se non lo era, bisogna dirci cosa è stato. Perché dopo una settimana di analisi, controlli e indagini, la rassicurazione ambientale è arrivata. Quella sanitaria, invece, è ancora ferma a un’ipotesi.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.