Operazione “Master”, il Gip non convalida i fermi: tornano liberi dieci indagati
Svolta nell’inchiesta sul caporalato nella Piana di Sibari. Il Gip di Castrovillari ha rigettato anche la richiesta di misure cautelari nei confronti dei dieci cittadini pakistani: ritenuti insussistenti pericolo di fuga e rischio reiterazione
CASTROVILLARI – Non sono stati convalidati i fermi di dieci cittadini pakistani coinvolti nell’operazione “Master”, la complessa inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro su presunti fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e sulla gestione dei flussi migratori nella Piana di Sibari. Il Gip del Tribunale di Castrovillari, Carmen Lodovica Bruno, ha inoltre rigettato la richiesta di applicazione delle misure cautelari e disposto l’immediata liberazione degli indagati, ove non detenuti per altra causa.
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I fermi erano stati eseguiti il 2 settembre, in attuazione del decreto emesso dalla Dda il 26 agosto. Nell’udienza di convalida il collegio difensivo, composto dagli avvocati Andrea Garofalo e Andrea Ponzo, ha contestato la legittimità della misura precautelare, concentrandosi in particolare sulla mancanza di elementi concreti e individualizzati dai quali desumere un attuale ed effettivo pericolo di fuga.
La difesa ha sostenuto che tale presupposto non potesse essere ricavato automaticamente dalla gravità delle contestazioni, dall’entità delle pene astrattamente previste o dalla cittadinanza straniera degli indagati.
Una linea accolta dal Gip che, pur riconoscendo la gravità del quadro indiziario prospettato dall’accusa, ha ritenuto insussistente il pericolo di fuga, evidenziando la necessità che questo venga fondato su circostanze concrete e riferibili alla posizione del singolo indagato.
Il giudice ha escluso anche l’attualità del pericolo di reiterazione, considerando il significativo tempo trascorso dai fatti e l’assenza di elementi recenti che dimostrino una persistente operatività degli indagati nel settore dell’intermediazione illecita del lavoro.
La decisione, è bene precisarlo, non rappresenta un proscioglimento dalle accuse e non incide sulla prosecuzione dell’inchiesta: riguarda i presupposti necessari per convalidare il fermo e applicare misure cautelari personali. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e vale, come sempre, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.