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«Nessun legame col caldo, l'unica difesa è la prevenzione edilizia»

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COSENZA - Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.7 è stata registrata nel Cosentino venerdì 4 settembre 2026, alle ore 21:31, con epicentro localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma a una profondità di circa 9 chilometri, a 3 chilometri a ovest di Castiglione Cosentino, ricadendo precisamente nell'area di Quattromiglia.

Come spiegato dal geologo Carlo Tansi, per posizione dell'epicentro e assetto tettonico dell'area, il sisma è stato originato con molta probabilità dalla faglia sismogenetica San Fili–San Marco Argentano, una struttura attiva ampiamente analizzata nella letteratura scientifica (Tortorici, Monaco, Tansi e Cocina, 1995) e dalla quale scaturì verosimilmente anche il terremoto del 20 febbraio 1980 di magnitudo 4.4.

Il geologo ha tenuto a smentire categoricamente la falsa credenza che associa il terremoto al caldo eccezionale di questi giorni, chiarificando come si tratti solo di una coincidenza smentita dalla storia, poiché eventi catastrofici come quelli del 1908 e del 1783 si verificarono in pieno inverno.

Ribadendo che i terremoti non si possono prevedere e che non è possibile sapere se seguiranno altre scosse, Tansi ha sottolineato come la vera prevenzione risieda nella sicurezza degli edifici, ricordando che non è il sisma in sé a uccidere, ma il crollo delle strutture costruite male. Prendendo a modello paesi come il Giappone, la California o il Cile, dove tecnologie avanzate e ammortizzatori sismici rendono trascurabili scosse di questa entità, il geologo ha concluso evidenziando che anche sul patrimonio edilizio antico è possibile intervenire con opere di miglioramento sismico guidate da tecnici esperti, ricordando che se non possiamo impedire alla Terra di tremare, possiamo e dobbiamo impedire alle nostre case di crollarci addosso.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.