L'asilo nido comunale ancora un sogno
È scontro aperto ad Acquaformosa sulla gestione dei fondi europei destinati alla realizzazione del nuovo asilo nido comunale
ACQUAFORMOSA - Dopo il superamento della scadenza perentoria del 31 agosto 2026 senza che l'esecuzione materiale dei lavori sia mai iniziata, il gruppo consiliare di opposizione, guidato dal capogruppo Gennaro Capparelli, ha depositato una formale e dura richiesta di accesso agli atti per fare piena luce sui ritardi dell'intervento per la realizzazione dell’asilo nido comunale.
Al centro del dibattito vi è un finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dal valore complessivo di 1.128.000,00 euro, somme che il Comune rischia ora di dover restituire integralmente all'Unione Europea.
La minoranza consiliare ha sottolineato come la paralisi del cantiere fosse un esito annunciato, evidenziando le profonde criticità strategiche ed economiche dell'opera. Incompatibilità con i dati demografici: Con un tasso di natalità locale prossimo allo zero, l'opposizione ritiene irrealistica la previsione di una struttura ideata per ospitare circa 40 bambini, rendendo oggettivamente impossibile garantire la continuità operativa per i 5 anni minimi richiesti dalle norme UE e garantendo quasi certamente la perdita del contributo.
La scelta dell'amministrazione era stata anticipata da una precisa nota dell'Ufficio Tecnico Comunale, che evidenziava l'impossibilità tecnica di rispettare il cronoprogramma e la generale insostenibilità del progetto.
Nonostante gli allarmi interni, la Sindaca aveva deciso di procedere avvalendosi dei poteri commissariali straordinari (Decreto n. 2 del 24 ottobre 2025), esautorando la struttura comunale e affidando la gestione del procedimento e la figura del RUP al Settore Tecnico del Comune di San Lucido.
A fronte di un progetto ancora fermo al palo, l'istanza presentata dalla minoranza pretende ora risposte immediate su 12 punti cruciali, tra cui lo stato di avanzamento dell'appalto, le cause del blocco dei lavori, le somme eventualmente già liquidate e l'esistenza di formalità sanzionatorie contro la ditta aggiudicataria, al fine di tutelare i cittadini dal rischio di gravi ripercussioni economiche.