Corsi d’acqua, l’Asp rileva criticità e chiede bonifiche. Uva: «Ora servono interventi concreti»
Dopo le segnalazioni del consigliere Antonio Uva arrivano i riscontri di Asp, Prefettura e Provincia. Sotto osservazione condizioni igienico-sanitarie, rete fognaria e ostacoli al deflusso delle acque. Chiarite anche le competenze sul demanio idrico
CORIGLIANO-ROSSANO - Le segnalazioni sono arrivate sui tavoli istituzionali e adesso ci sono i primi riscontri. Ma tra una criticità individuata e un problema risolto c’è il passaggio decisivo degli interventi sul territorio. È su questo punto che il consigliere comunale e provinciale Antonio Uva richiama ora gli enti competenti dopo le iniziative intraprese nelle scorse settimane sulle condizioni di alcuni corsi d’acqua e di diverse aree di Corigliano-Rossano.
A rispondere sono stati Asp di Cosenza, Prefettura e Provincia di Cosenza. Tre interlocuzioni che, secondo Uva, confermano la presa in carico delle problematiche segnalate e l’avvio delle verifiche di competenza.
Il dato più significativo riguarda il fronte sanitario. Stando a quanto riferito dal consigliere, l’Asp di Cosenza, dopo aver effettuato dei sopralluoghi, avrebbe rilevato criticità di carattere igienico-sanitario, indicando la necessità di procedere con interventi urgenti di bonifica.
Non solo. Tra gli approfondimenti indicati ci sarebbe anche la verifica della rete fognaria e dell’eventuale presenza di allacci abusivi. Un aspetto particolarmente delicato, che richiederà ora gli accertamenti degli organismi competenti per stabilire origine e consistenza delle problematiche riscontrate.
Sul versante della sicurezza idraulica è intervenuta invece la Prefettura di Cosenza, richiamando – sempre secondo quanto riportato da Uva – le questioni legate alla manutenzione dei corsi d’acqua.
La presenza di vegetazione incolta, detriti, sedimenti e altri materiali potrebbe infatti rappresentare un ostacolo al regolare deflusso delle acque. La Prefettura avrebbe quindi chiesto al Comune di Corigliano-Rossano di conoscere le determinazioni assunte rispetto alle situazioni segnalate.
C’è poi un terzo tassello, quello delle competenze amministrative. La Provincia di Cosenza ha richiamato la legge regionale 14 del 2015 e la successiva deliberazione della Giunta regionale 369 del 24 settembre dello stesso anno, precisando che le specifiche funzioni relative alla gestione del demanio idrico, precedentemente delegate alle Province, sono state riassegnate alla Regione Calabria.
Un chiarimento che Uva dice di conoscere già ma che, sottolinea, assume ora il valore di una conferma formale.
«A questo punto è necessario che il quadro delle competenze si traduca anche in un’assunzione concreta di responsabilità e, soprattutto, in interventi concreti», afferma il consigliere. «Le criticità segnalate rimangono sul territorio e riguardano la sicurezza, l’ambiente e la salute dei cittadini».
Uva, consigliere comunale di maggioranza, tiene però a sottrarre la vicenda allo scontro tra schieramenti. «Non è una questione di appartenenza politica. Quando si parla di salute, sicurezza, ambiente e tutela del territorio, l’unica appartenenza che conta è quella alla comunità che rappresentiamo».
Da qui la disponibilità a continuare a mettere a disposizione degli enti documentazione e informazioni raccolte, seguendo gli sviluppi delle verifiche e degli eventuali interventi.
Il passaggio istituzionale, insomma, è stato avviato. Asp, Prefettura e Provincia hanno risposto e il perimetro delle competenze appare più definito. Adesso viene la parte che interessa maggiormente chi vive nei territori coinvolti: trasformare carte, sopralluoghi e comunicazioni tra enti in bonifiche, manutenzione e prevenzione. Perché un corso d’acqua sicuro lo diventa sul campo, non soltanto sulla carta.