Lotta al caporalato nella Piana di Sibari. Si colpiscano anche i colletti bianchi
Dall'opposizione cosiliare di Cassano pieno sostegno e viva gratitudine alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per l'importante operazione giudiziaria condotta nella Piana nell'ambito del contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro
CASSANO JONIO - Pieno sostegno e viva gratitudine alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per l'importante operazione giudiziaria condotta nella Piana di Sibari nell'ambito del contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro.
L'intensa attività investigativa è stata accolta con un plauso corale per la professionalità e la determinazione con cui gli inquirenti operano quotidianamente a tutela della legalità e dei soggetti più vulnerabili. Il pensiero va soprattutto ai tanti lavoratori stranieri impiegati nelle campagne del comprensorio cassanese, donne e uomini che ogni giorno contribuiscono alla crescita del territorio e ai quali vanno garantite condizioni di lavoro dignitose e sicure nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.
La battaglia contro il caporalato richiede di colpire il fenomeno in tutte le sue articolazioni: è necessario perseguire chi recluta e sfrutta materialmente la manodopera, ma anche individuare ed estirpare la rete dei cosiddetti "colletti bianchi" che attraverso condotte illecite alimentano o traggono profitto da un sistema fondato sul ricatto.
In questo contesto viene richiamata l'esperienza promossa negli anni dall’Amministrazione comunale di Cassano Jonio guidata dal sindaco Giovanni Papasso insieme all’Assessorato alle Politiche Sociali ex guidato da Elisa Fasanella, che ha visto la costruzione di una rete territoriale d'intesa con la Diocesi diretta dal vescovo mons. Francesco Savino, i sindacati e il Terzo Settore. Tra le iniziative concrete legate ai progetti Su.Pr.Eme. Italia e Su.Pr.Eme. 2 si evidenzia il servizio del "pulmino anti-caporalato", uno strumento di trasporto gratuito e sicuro ideato per permettere ai braccianti di raggiungere le aziende agricole sottraendosi al condizionamento dei caporali, affiancato da servizi di accoglienza, orientamento e assistenza.
L'impegno profuso sul campo, dimostrato anche in occasione dei drammatici fatti di Amendolara, ribadisce la necessità di stare fermamente dalla parte dei lavoratori, delle forze dell'ordine e dei tanti imprenditori agricoli onesti che rispettano i contratti e le regole. Il lavoro deve rappresentare sempre libertà e dignità, mai paura o sfruttamento, poiché la tutela di chi lavora non ha nazionalità né provenienza e difenderla significa proteggere il valore più autentico dell'intera comunità.