Caporalato nella Piana, Occhiuto: «Colpo a un sistema che calpesta lavoratori e imprese sane»
Il presidente sull’operazione condotta dalla Dda di Catanzaro e dai Carabinieri: «Contrastare lo sfruttamento è una battaglia di civiltà». Le accuse comprendono ipotesi di riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare
CATANZARO - La tutela dei lavoratori sfruttati e la difesa delle aziende agricole che rispettano le regole sono due facce della stessa battaglia. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, esprime apprezzamento alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e all’Arma dei Carabinieri per l’operazione condotta nella Piana di Sibari contro il caporalato.
L’indagine, denominata “Master”, ipotizza l’esistenza di un sistema organizzato di reclutamento e sfruttamento della manodopera. Tra le contestazioni formulate dagli inquirenti figurano anche la riduzione in schiavitù e il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.
Accuse particolarmente gravi che dovranno ora essere verificate nelle successive fasi del procedimento. «Il lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e dei reparti territoriali ha permesso di assestare un colpo durissimo a un sistema criminale fondato sullo sfruttamento», afferma Occhiuto.
Il governatore richiama le condizioni di vita e di lavoro descritte nell’inchiesta, definite incompatibili con il rispetto dei diritti fondamentali della persona. Per Occhiuto, il caporalato produce conseguenze sull'intero comparto: il ricorso a manodopera irregolare altera la concorrenza, comprime salari e tutele e penalizza le imprese che applicano contratti e norme di sicurezza.
«Fenomeni di questo tipo calpestano la dignità dei lavoratori, alterano le regole del mercato e danneggiano le tante aziende agricole che operano nella legalità», sottolinea il presidente.
Il settore agricolo rappresenta uno dei pilastri dell’economia della Sibaritide. Proprio per questo, il contrasto alle forme illegali di reclutamento diventa essenziale anche per proteggere la qualità e la reputazione delle produzioni locali. Occhiuto invita istituzioni, forze dell’ordine, parti sociali e imprese a mantenere un fronte comune: «La lotta allo sfruttamento è una battaglia di civiltà che dobbiamo portare avanti insieme, tutelando i lavoratori e sostenendo chi rispetta le regole».