Cassano, Il bilancio di Articolo21 dopo 16 mesi di governo: «Il cambiamento? Solo chi siede sulla poltrona»
Il movimento fa il bilancio dell’Amministrazione Iacobini e contesta la mancata discontinuità su discarica, cimitero, personale, Tari, Casa Serena e gestione delle risorse: «Sui problemi per cui si chiedeva una svolta è rimasto tutto fermo»
CASSANO JONIO – Un anno e quattro mesi di governo e, secondo Articolo21, troppo poco di quel cambiamento che aveva accompagnato l’avvio della nuova stagione amministrativa. Il movimento torna all’attacco della maggioranza guidata dal sindaco Gianpaolo Iacobini con un documento che mette in fila questioni irrisolte, contraddizioni e quella che viene descritta come una sostanziale continuità con il passato.
Il primo affondo riguarda alcune delle grandi vertenze cittadine. Discarica, cimitero, Casa Serena, Tari: per il movimento sono dossier sui quali le aspettative di una svolta sarebbero rimaste largamente disattese. Sul cimitero, in particolare, il movimento parla di oltre 5mila defunti in attesa di una degna sepoltura e di un cantiere che continuerebbe a creare disagi alle famiglie.
Nel mirino finisce anche la gestione del Banco alimentare, che secondo il gruppo sarebbe rimasta sostanzialmente invariata rispetto al metodo aspramente criticato in passato, così come l’organizzazione del personale comunale. Qui l’attacco diventa particolarmente duro: il movimento denuncia una politica ritenuta troppo invasiva nelle dinamiche degli uffici e chiede un Piano del personale trasparente e programmato, fondato sulle effettive esigenze dell’Ente.
L'associazione contesta poi quella che definisce una comunicazione amministrativa costruita sulla celebrazione dell’ordinario: dal taglio dell’erba alla manutenzione dei giochi pubblici, fino all’installazione di dossi e lampioni. Una narrazione social che, secondo il movimento, non segnerebbe alcuna reale discontinuità rispetto alle pratiche politiche già criticate negli anni precedenti.
Altra questione sollevata riguarda la gestione dei contributi alle associazioni, sulla quale vengono richiesti maggiore trasparenza e criteri meno discrezionali, mentre sul centro storico il giudizio è altrettanto severo: criticità ancora aperte e cittadini che, secondo il documento, sarebbero spesso costretti a supplire con il volontariato alle carenze istituzionali.
Il caso ritenuto più emblematico è però Casa Serena, sul quale Articolo21 sostiene che l’Amministrazione avrebbe evitato di imprimere un segno politico netto, restituendo piuttosto «la sensazione di una continuità con il passato».
Infine la Tari. Per il movimento, la conferma delle tariffe in un Comune con un’elevata percentuale di raccolta differenziata rappresenterebbe una delle contraddizioni più evidenti tra le critiche rivolte ieri alla precedente Amministrazione e le scelte compiute oggi.
Da qui la conclusione politica: nessun margine, allo stato, per ipotesi di convergenza con la maggioranza.
«Quando e se ci sarà una reale inversione di tendenza – scrive il movimento – saremo i primi a riconoscerla». Ma il giudizio, dopo sedici mesi, resta pesante: «Forse il tanto atteso cambiamento non consisteva nel cambiare davvero il modo di amministrare Cassano. Consisteva soltanto nel cambiare chi si sarebbe seduto sulla poltrona».