Nuovo stop alla Ferrovia Jonica, il Circolo Nilde Iotti di Crosia protesta: «Un'azione indegna»
il circolo di Sinistra Italiana denuncia l’ennesimo stop alla circolazione dei treni e chiede un tavolo di confronto tra Regione, Trenitalia e cittadini: «Diritto alla mobilità calpestato e territorio penalizzato»
CROSIA - Il Circolo Crosia "Nilde Iotti" di Sinistra Italiana, esprime il proprio disappunto nel venire a conoscenza, almeno secondo quanto riportato dagli organi di stampa, dell'ennesima chiusura della Ferrovia Jonica, in programma dal prossimo 13 settembre.
«Qualora dovesse effettivamente avvenire quanto prospettato - si legge nella nota del Circolo - sarebbe un'azione indegna nei confronti della popolazione locale, impedendole il diritto alla mobilità e aggravando ulteriormente l'attuale stato dei trasporti».
«Come partito e come circolo - ricordano - abbiamo più volte evidenziato come la chiusura prolungata della ferrovia abbia influito negativamente sul territorio. Ricordiamo, infatti, che l'interruzione della circolazione dei treni è iniziata il 16 settembre 2024, prevedendo la fine dei lavori addirittura il 19 gennaio 2025. Tuttavia, si è dovuto aspettare giugno 2025 per rivedere il ripristino dei treni, salvo assistere a una nuova chiusura ad ottobre dello stesso anno, esattamente pochi giorni dopo le recenti elezioni regionali».
«Nel 2026 si è assistito allo stesso copione. Il servizio è stato riattivato il 1° luglio, ma secondo le fonti di informazione locali, si prevede la nuova chiusura domenica 13 settembre 2026».
Alla luce di tutto questo, risulta abbastanza palese come i treni, da due estati consecutive, vengano garantiti soltanto nel periodo della stagione turistica, rappresentando una forte presa in giro nei confronti dei cittadini che vivono sul territorio tutto l'anno e che necessitano di partire per studio, lavoro o visite sanitarie.
«I lavori in corso interessano i lotti Lamezia-Catanzaro Lido e Sibari-Crotone-Catanzaro Lido, la cui attivazione definitiva, secondo il sito ufficiale di Ferrovie dello Stato, è indicata nel 2027, senza specificare quale periodo. Riteniamo, a questo punto, - chiosano - che debba svolgersi un tavolo di confronto tra la Regione, Trenitalia e i cittadini al fine di essere informati in maniera più dettagliata sull'andamento dei lavori e i motivi che hanno portato ad un lungo disservizio».