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Oncologia allo Spoke di Co-Ro, la Regione risponde a Scutellà: «Nessuna interruzione delle cure»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Nessun paziente oncologico sarebbe rimasto privo delle prestazioni necessarie, né si sarebbero verificate interruzioni o ritardi nei percorsi terapeutici a causa della carenza di personale infermieristico specializzato. È questa, in sintesi, la risposta fornita dalla Regione Calabria all’interrogazione presentata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà sulle condizioni del servizio di Oncologia dello Spoke di Corigliano-Rossano.

La vicenda era emersa pubblicamente lo scorso 19 giugno, quando Scutellà aveva denunciato una situazione ritenuta preoccupante per l’assistenza ai pazienti oncologici del territorio. Al centro dell’interrogazione vi era, in particolare, la presunta carenza di infermieri adeguatamente formati per l’impianto e la gestione dei PICC e dei port, dispositivi venosi utilizzati per la somministrazione delle terapie chemioterapiche.

Secondo quanto segnalato dalla consigliera, questa condizione avrebbe potuto compromettere la continuità delle cure, costringendo alcuni pazienti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie, con il rischio di disagi, maggiori costi e ritardi nei trattamenti. L’allarme si inseriva inoltre in un quadro più ampio di difficoltà riguardanti lo Spoke, nel quale erano state richiamate anche la carenza di anestesisti e le criticità del reparto di Pediatria.

«Non possiamo accettare che i pazienti oncologici siano costretti a subire ulteriori ostacoli e disagi a causa delle criticità organizzative del sistema sanitario regionale», aveva dichiarato Scutellà, chiedendo un intervento immediato della Regione.

Le domande rivolte alla Giunta

Attraverso l’interrogazione, la consigliera aveva chiesto al presidente della Giunta regionale se la Regione fosse a conoscenza della situazione dello Spoke di Corigliano-Rossano e delle criticità riguardanti l’assistenza oncologica.

Scutellà aveva inoltre domandato quali iniziative urgenti e strutturali si intendessero adottare per assicurare la continuità delle prestazioni e affrontare la carenza di personale infermieristico specializzato. Un ulteriore quesito riguardava la possibilità di introdurre misure organizzative temporanee, nelle more del completamento delle procedure di reclutamento, per garantire la piena funzionalità dei servizi ed evitare la migrazione sanitaria verso altri ospedali.

La risposta è stata predisposta dal Dipartimento regionale Salute e Servizi sanitari il 28 agosto 2026, con protocollo numero 707582, e successivamente trasmessa dalla Presidenza della Regione al Consiglio regionale il primo settembre.

La ricostruzione della Direzione medica

Per rispondere all’interrogazione, il Dipartimento regionale ha preso in esame una relazione del direttore dell’Unità operativa complessa medica dello Spoke di Corigliano-Rossano, trasmessa dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e acquisita dalla Regione il 24 luglio 2026.

La ricostruzione fornita dalla Direzione medica non conferma le criticità nei termini prospettati nell’interrogazione. «Nessun paziente oncologico è stato privato delle prestazioni necessarie né ha subito interruzioni del percorso terapeutico per indisponibilità di personale infermieristico specializzato», si legge nella risposta.

La Regione precisa inoltre che le procedure di impianto e gestione dei dispositivi venosi centrali – PICC, Port-a-cath e CVC – sarebbero garantite attraverso il modello organizzativo aziendale. Tale modello prevede il coinvolgimento del personale medico e infermieristico dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione, al quale vengono riconosciute le specifiche competenze professionali richieste.

La relazione evidenzia anche che gli infermieri in servizio nell’Unità operativa di Oncologia possiederebbero esperienza e competenze adeguate sia nell’assistenza ai pazienti oncologici sia nella gestione dei trattamenti chemioterapici.

«Nessun paziente costretto a rivolgersi altrove»

La risposta regionale affronta direttamente anche il rischio di migrazione sanitaria richiamato da Scutellà. Secondo quanto comunicato dalla struttura, «non risultano pazienti costretti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie per motivi riconducibili alla presunta indisponibilità di personale infermieristico dell’Oncologia».

Non risulterebbero neppure interruzioni o ritardi nei trattamenti attribuibili alle circostanze denunciate nell’interrogazione. Per la Direzione medica, dunque, le difficoltà richiamate non avrebbero determinato una compromissione concreta dell’erogazione delle prestazioni oncologiche, che continuerebbero a essere assicurate regolarmente.

La Regione riconosce la necessità di rafforzare gli organici

Pur respingendo la ricostruzione di un servizio oncologico a rischio, la Regione riconosce comunque la necessità di intervenire sulle dotazioni di personale. Nel documento si afferma infatti che il rafforzamento degli organici rappresenta un’esigenza comune a numerose aziende del Servizio sanitario regionale. La risposta, tuttavia, non indica nuove assunzioni, scadenze precise o specifiche misure temporanee da attivare nello Spoke di Corigliano-Rossano.

L’amministrazione regionale ribadisce invece il proprio impegno a garantire ai cittadini un accesso tempestivo, appropriato e continuativo alle cure attraverso il monitoraggio delle attività assistenziali, il miglioramento progressivo dei modelli organizzativi e l’adozione delle misure necessarie a preservare e accrescere la qualità dei servizi.

La conclusione del Dipartimento: sulla base delle informazioni ricevute dalla Direzione medica, le criticità richiamate nell’interrogazione non rappresenterebbero compiutamente l’effettiva situazione organizzativa e assistenziale dello Spoke.

Resta così una distanza evidente tra l’allarme politico lanciato da Scutellà e la ricostruzione amministrativa fornita dalla Regione. Da una parte, il timore che la carenza di personale possa mettere in difficoltà pazienti fragili e prestazioni essenziali; dall’altra, la rassicurazione secondo cui nessun trattamento sarebbe stato sospeso o rallentato. Sullo sfondo rimane una questione che la stessa risposta regionale non esclude: la necessità di rafforzare stabilmente gli organici della sanità calabrese.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.