Tis Regione, 1.500 stabilizzati e altri 500 verso l’assunzione. Ma resta il nodo degli esclusi
Nuovo confronto tra Regione e sindacati: in pagamento le indennità da 2mila euro e aperte fino al 21 settembre le richieste degli enti locali per ulteriori inserimenti. Cisl e Uil chiedono un sostegno al reddito per chi resta fuori
CATANZARO – Circa 1.500 lavoratori assunti a tempo indeterminato, altri 500 con le procedure ancora in corso e una parte del bacino che attende una soluzione. È il quadro emerso dal nuovo incontro tra la Regione Calabria e le organizzazioni sindacali sul futuro dei Tirocinanti di inclusione sociale.
Alla riunione ha partecipato l’assessore regionale alle Politiche attive per il lavoro, Giovanni Calabrese. Il confronto è stato convocato per verificare l’attuazione delle misure contenute nella legge regionale approvata lo scorso giugno e proseguire il percorso di superamento del precariato storico.
Secondo i dati comunicati dalla Regione, sono circa 1.500 i Tis già assunti stabilmente, mentre per altri 500 lavoratori gli enti stanno completando le procedure di assunzione.
Numeri che segnano un avanzamento significativo, ma non chiudono la vertenza. Resta infatti una platea residua non coinvolta dagli attuali percorsi, per la quale i sindacati chiedono tutele immediate e nuove possibilità di stabilizzazione.
Nel corso dell’incontro, la Regione ha comunicato che sono in fase di erogazione le indennità una tantum da 2mila euro destinate ai tirocinanti che non le hanno ancora ricevute.
Fino al 21 settembre, inoltre, gli enti locali interessati potranno richiedere il contributo di 54mila euro previsto per procedere ad altre assunzioni, utilizzando le specifiche graduatorie dei Tis risultati idonei.
È ancora in via di definizione la misura destinata a incentivare l’uscita volontaria dal bacino. L’importo non sarà uguale per tutti, ma dovrebbe variare sulla base di alcuni parametri, tra i quali l’età del lavoratore.
Per Cisl e Uil, la priorità immediata è garantire un sostegno economico a chi non è stato ancora interessato dalle assunzioni.
«È fondamentale definire in tempi brevi una misura temporanea di sostegno al reddito, già prevista dalla legge, per la platea residua», affermano Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, e Giuseppe Lavia, segretario generale della Cisl Calabria, insieme ai responsabili delle federazioni di categoria.
L’obiettivo è tutelare i lavoratori durante il periodo necessario a individuare altre soluzioni definitive, evitando che chi non è entrato nelle prime procedure rimanga improvvisamente privo di reddito.
Le organizzazioni sindacali chiedono anche un intervento nella prossima legge di Bilancio nazionale. La proposta è incrementare il contributo strutturale destinato ai Tis, attualmente pari a 5 milioni di euro, per finanziare il completo assorbimento della platea.
La vertenza entra così in una fase decisiva: migliaia di persone hanno finalmente ottenuto un contratto stabile, ma il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando sarà definito il futuro di tutti gli altri.
Dopo anni trascorsi tra tirocini, proroghe e incertezza, il risultato non può essere sostituire un unico bacino precario con una nuova divisione tra chi è riuscito a entrare e chi è rimasto fuori.