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Sanità e attuazione del PNRR, Mazzuca mette Stasi alla prova: «Convochi i 150 sindaci»

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COSENZA – La richiesta è difficile da contestare: Flavio Stasi convochi subito la Conferenza dei sindaci dell’Asp di Cosenza e metta sul tavolo lo stato reale della sanità provinciale. A formularla non è un esponente del centrodestra né uno degli avversari storici del sindaco di Corigliano-Rossano, ma Giuseppe Mazzuca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza, esponente del Partito democratico e soprattutto figura politicamente molto vicina al sindaco bruzio Franz Caruso.

Ed è questo particolare a rendere la vicenda più interessante della semplice sollecitazione istituzionale. Mazzuca parte da questioni concrete. Il 30 giugno sono scaduti i termini per la realizzazione degli interventi sanitari previsti dal Pnrr e, entro il 31 agosto, i soggetti attuatori hanno dovuto trasmettere la documentazione relativa non soltanto al completamento delle opere ma alla loro effettiva entrata in funzione. Case e Ospedali di comunità, telemedicina, digitalizzazione e presa in carico degli over 65: quanti obiettivi sono stati realmente raggiunti sul territorio provinciale?

A questo si aggiungono le scadenze del nuovo Piano di rientro, che entro il secondo semestre del 2026 dovrebbe vedere avanzare anche la riorganizzazione della rete ospedaliera e dell’emergenza-urgenza. Da qui l’invito rivolto a Stasi: riunisca i sindaci.

Una Conferenza che da troppo tempo non si vede

Il problema è che la Conferenza dei sindaci dell’Asp di Cosenza, che Stasi presiede in quanto primo cittadino della città più grande della provincia, da anni appare quasi scomparsa dal dibattito sanitario provinciale.

Non è una novità. Già nel 2021 la Cgil ne chiedeva la convocazione per discutere dell’Atto aziendale e della riorganizzazione della sanità. Negli anni successivi gli appelli si sono ripetuti, mentre nel frattempo ogni territorio ha continuato a combattere la propria battaglia: l’ospedale, il reparto, il laboratorio, il personale, il 118, la medicina territoriale.

Esattamente il contrario della funzione che dovrebbe avere una Conferenza provinciale. Perché mettere insieme 150 Comuni dovrebbe servire proprio a questo: uscire dalla somma di cento vertenze locali e costruire una posizione complessiva della provincia nei confronti di Asp e Regione.

Eppure, negli ultimi anni, quell’assemblea non ha avuto una presenza stabile e riconoscibile. Il perché resta da capire.

Centocinquanta sindaci significano anche contarsi

Ed è qui che dalla sanità si entra inevitabilmente nella politica. Perché convocare 150 sindaci non significa soltanto parlare di Case della Comunità o ospedali. Significa mettere nello stesso luogo Cosenza, Corigliano-Rossano, Rende, il Pollino, il Tirreno, lo Jonio, la Valle dell’Esaro e le aree interne.

Insomma, significa trovare una sintesi. E in una provincia dove da sempre dietro il buon viso ci sono sciabole affilatissime, questo esercizio diventa complicatissimo. Oltre che pericoloso. Perché significa contarsi.

La sanità, in Calabria, è certamente un diritto fondamentale (per noi cittadini, umili mortali) molto spesso disatteso. E rappresenta da sempre anche uno dei più grandi campi di battaglia del potere politico: strutture, reparti, investimenti, personale e programmazione territoriale producono inevitabilmente equilibri, consenso e peso istituzionale.

Non abbiamo alcun elemento per sostenere che la Conferenza non venga convocata per una questione di numeri. Sia chiaro. Ma quell’organismo, se riunito davvero, diventerebbe inevitabilmente anche un banco di prova della leadership provinciale di chi lo presiede. E quando i numeri non sono scontati, scendere in campo può essere meno conveniente che restarne fuori.

Ma l’attacco arriva da casa Caruso

C’è poi il sottotesto politico. Mazzuca non è un esponente periferico del centrosinistra cosentino. È il presidente del Consiglio comunale del capoluogo ed è considerato parte della cerchia politica più vicina a Franz Caruso. E Caruso, almeno formalmente, non è certo collocato su un fronte ostile a Stasi.

Negli ultimi anni i due sindaci si sono ritrovati più volte nello stesso campo progressista e anche nelle recenti partite provinciali hanno avuto interesse a costruire convergenze. Per questo il passaggio di Mazzuca merita attenzione. È soltanto una sollecitazione sulla sanità, certamente legittima e probabilmente necessaria? Oppure è anche il primo segnale di rapporti che nel centrosinistra cosentino stanno lentamente ridisegnandosi?

Non ci sono elementi per parlare di una rottura tra Caruso e Stasi. Sarebbe prematuro e soprattutto non documentato. Ma un fatto rimane: uno degli uomini politicamente più vicini al sindaco di Cosenza sta chiedendo pubblicamente al sindaco di Corigliano-Rossano di esercitare una funzione provinciale che fino ad oggi è rimasta sostanzialmente sullo sfondo.

E lo fa su un terreno delicatissimo come la sanità.

Stasi la convochi. Poi vedremo chi c’è

Al netto di tutte le letture politiche, però, rimane la sostanza della richiesta. Oggi la provincia di Cosenza ha davanti il Pnrr sanitario, la nuova rete ospedaliera, il sistema dell’emergenza-urgenza, le Case e gli Ospedali di comunità, la carenza di personale, il nuovo ospedale della Sibaritide e una lunga serie di criticità territoriali.

Se la Conferenza dei sindaci non viene convocata adesso, viene spontaneo chiedersi quando dovrebbe esserlo. Mazzuca ha posto la questione. Stasi ha lo strumento per chiuderla immediatamente: convocare i 150 sindaci. Poi si discuterà di sanità e, inevitabilmente, si capirà anche qualcosa in più sugli equilibri politici della provincia.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.