Rossano, 300 grammi di hashish intercettati in carcere: «Era pronto per lo spaccio tra i detenuti»
Il ritrovamento è avvenuto all’interno di un pacco postale destinato a un detenuto. I sindacati chiedono più controlli, organici adeguati e il potenziamento dei reparti cinofili
CORIGLIANO-ROSSANO – Circa 300 grammi di sostanza stupefacente, probabilmente hashish, sarebbero stati intercettati e sequestrati dalla Polizia penitenziaria all’interno della Casa di reclusione di Rossano. Il quantitativo, secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali del Corpo, era già suddiviso in dosi e sarebbe stato destinato alla cessione ad altri detenuti.
È questo il risultato dell’operazione condotta nelle ultime ore all’interno dell’istituto rossanese. Secondo quanto riferisce AL.Si.P.Pe., la sostanza sarebbe stata individuata all’interno di un pacco postale indirizzato a un detenuto appartenente al circuito di Media Sicurezza. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre sarebbero in corso ulteriori accertamenti sulla provenienza del plico e sugli eventuali soggetti coinvolti.
Sappe: «Il carcere può diventare una piazza di spaccio»
A intervenire per primo sull’episodio è il SAPPE, che attraverso il segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante e il segretario nazionale Francesco Ciccone richiama l’attenzione sulla diffusione delle sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari.
«È plausibile immaginare – affermano – che la sostanza sarebbe stata spacciata all’interno dell’istituto ad altri reclusi. Il carcere, così, può diventare un luogo di spaccio come nelle pubbliche piazze, ma probabilmente ancora più redditizio».
Per il SAPPE l’episodio dimostra ancora una volta quanto sia decisiva l’attività di prevenzione e controllo svolta quotidianamente dalla Polizia penitenziaria.
Il sindacato torna però a porre anche il tema degli organici, giudicati in diversi istituti insufficienti rispetto alle necessità operative. «Per una più efficace prevenzione sarebbe opportuno un incremento significativo delle piante organiche che, in alcuni istituti, risultano chiaramente sottodimensionate, arrecando un inevitabile abbassamento dei livelli di sicurezza».
Durante e Ciccone richiamano inoltre il fenomeno della tossicodipendenza all’interno delle carceri, indicando in circa il 20% della popolazione detenuta la quota di reclusi tossicodipendenti, e sottolineano la necessità di rendere effettivi i percorsi alternativi alla detenzione e i programmi di recupero.
Tra le richieste avanzate dal SAPPE c’è anche il potenziamento dei reparti cinofili, considerati uno strumento essenziale per rafforzare l’attività preventiva contro l’ingresso di droga nelle strutture penitenziarie.
Al.Si.P.Pe.: «Dosi già pronte, non era per consumo personale»
Sulla stessa operazione interviene anche AL.Si.P.Pe., attraverso il segretario locale Giuliano Gasparro e il segretario regionale Roger Durante.
Secondo il sindacato, il pacco sarebbe stato intercettato dagli agenti durante le attività di controllo e conterrebbe circa 300 grammi di hashish, già confezionati e suddivisi in singole dosi.
Per Roger Durante, proprio la modalità di confezionamento farebbe ritenere che la sostanza non fosse destinata al consumo personale di un singolo detenuto, ma ad alimentare un possibile circuito di cessione all’interno del carcere.
«Questa modalità di confezionamento – sostiene – dimostra chiaramente che la droga avrebbe alimentato e gestito un’articolata piazza di spaccio interna all’istituto rossanese, generando pericolose dinamiche di potere, credito, sopraffazione e profitti illeciti».
AL.Si.P.Pe. riferisce inoltre che sarebbero in corso attività di Polizia giudiziaria finalizzate ad accertare la provenienza del pacco, l’identità del mittente e l’eventuale presenza di complici all’interno o all’esterno della struttura.
«Agenti al lavoro tra carenze di organico e turni pesanti»
Anche AL.Si.P.Pe. lega il risultato operativo alle condizioni di lavoro del personale, parlando di carenze negli organici, insufficienza delle dotazioni tecnologiche e criticità connesse al sovraffollamento.
Il sindacato chiede inoltre che per gli agenti coinvolti nell’operazione venga avviato l’iter per il riconoscimento di ricompense di merito, tra cui lode o encomio.