Il Memorial Giovà non finisce sulla sabbia: il ricavato pagherà lo sport ai ragazzi che non possono permetterselo
Dopo la quinta edizione dedicata a Giovanni Panettiere, nasce a Corigliano-Rossano “Lo Sport per Tutti”. Le risorse raccolte finanzieranno percorsi sportivi per bambini e giovani in difficoltà economica
CORIGLIANO-ROSSANO - Una maglia da indossare, un campo sul quale correre, una squadra nella quale sentirsi parte di qualcosa. Per molti bambini sono gesti normali. Per altri possono essere possibilità che il bilancio di una famiglia semplicemente non consente.
È da questa consapevolezza che il Memorial Giovà Beach Volley compie un passo ulteriore e trasforma il ricordo di Giovanni Panettiere in un aiuto concreto: il ricavato della quinta edizione sarà destinato a finanziare percorsi sportivi per bambini e ragazzi che, a causa di difficoltà economiche, rischiano di non poter praticare una disciplina.
Il progetto si chiama “Lo Sport per Tutti” e nasce dopo il 5° Memorial Giovanni Panettiere, che dal 4 al 6 agosto 2026 ha riunito atleti, amici e comunità al Palazzetto Felice Calabrò di Corigliano-Rossano per tre giornate dedicate allo sport e alla condivisione.
L’idea parte da un principio semplice: l’accesso allo sport non dovrebbe dipendere esclusivamente dalle possibilità economiche della famiglia. «Per noi lo sport non è un privilegio: è un diritto. È un’opportunità», spiegano gli organizzatori.
Giocare significa infatti molto più che imparare una tecnica o partecipare a una competizione. Significa crescere con gli altri, confrontarsi con regole e responsabilità, costruire amicizie, imparare il rispetto e sperimentare il senso di appartenenza a una squadra. Eppure iscrizioni, attrezzature e costi necessari per frequentare una disciplina possono diventare una barriera per nuclei familiari che attraversano un momento di difficoltà.
“Lo Sport per Tutti” nasce per provare ad abbassare proprio quella barriera. Le risorse raccolte attraverso il Memorial saranno quindi utilizzate per sostenere l’attività sportiva di bambini e ragazzi che altrimenti potrebbero essere costretti a rinunciarvi. Il Memorial nasce dal ricordo di una persona e dalla comunità che ogni anno continua a riunirsi nel suo nome. Con questo progetto, quella memoria esce dal campo e prova a produrre un effetto concreto nella vita di altri giovani.
«Una maglia da indossare, un campo su cui giocare, una squadra di cui sentirsi parte sono cose che possono sembrare semplici, ma per qualcuno possono fare davvero la differenza».
A rendere possibile il progetto è quella che gli organizzatori chiamano “Ohana”, la grande famiglia cresciuta attorno al Memorial: chi scende in campo, chi lavora all’organizzazione, chi sostiene economicamente l’iniziativa e chi sceglie semplicemente di partecipare. Ricordare qualcuno può voler dire custodirne il nome. Ma può significare anche utilizzare quel nome per aprire una porta a qualcun altro.
È la direzione scelta quest’anno dal Memorial Giovà: trasformare tre giorni di sport, amicizia e partecipazione in mesi di attività per bambini e ragazzi che potranno avere un’opportunità in più. «Quando l’amore diventa condivisione, può trasformarsi in qualcosa di concreto. E quest’anno il nostro amore diventa sport. Diventa possibilità. Diventa futuro».
Il torneo di agosto è terminato. Il progetto, invece, comincia adesso. E forse il modo più bello di tenere vivo un ricordo è proprio questo, fare in modo che, grazie a quel ricordo, un bambino possa indossare per la prima volta la maglia della sua squadra.